21 dicembre 2012. Davvero la fine è vicina?

Codice Dresda, ultima pagina

A detta di molti, venerdì di questa settimana, alle 11:11 esatte, ora di Greenwich (ma le 12:11 in Italia) potrebbe verificarsi qualcosa di realmente catastrofico… L’ormai famosissima ultima pagina del codice di Dresda, spesso confusa con il calendario maya, sembrerebbe indicare una imminente fine del mondo, ma… solo a detta di chi il calendario non lo conosca affatto! La sensazione – che non si può affatto definire profezia – si basa unicamente sulla convinzione che l’acqua – che in quella evocativa immagine sembra uscire da un vulcano – sia talmente copiosa da invadere le terre emerse, trascinando via con sé tutto ciò che incontra lungo il cammino.

Ghiacciaio Ilulissat, in Groenlandia

Certo, lascia pensare tutto quanto sta accadendo in Groenlandia, dopo il recente collasso dell’enorme ghiacciaio Ilulissat, che è imploso, immergendosi nelle acque sottostanti, a poco tempo di distanza dallo scioglimento di un altro importante ghiacciaio, il Petermann.

Alla presunta teoria dell’acqua che ingloba tutto si agganciano ogni giorno vecchie e nuove ideologie, come, rispettivamente, quella poco fantascientifica del riscaldamento globale o quella – recentissima – che riguarda la caduta del frammento di un asteroide su un quartiere di Palermo, e forse proveniente da Toutatis, il corpo celeste che poche ore fa è passato è vicinissimo alla Terra. Inutile dire che di frammenti di asteroide è piena la crosta terrestre, e raramente ci accorgiamo della loro caduta. Il fatto che la cosa sia avvenuta sotto gli occhi di un’intera famiglia, in pieno centro abitato, è un caso che fa notizia solo perché ci stiamo avvicinando al 21 dicembre

Crop Circle ad Avebury, Wiltshire, agosto 2012

La data in questione raccoglie intorno a sé leggende e miti, e non è possibile trascurarla nemmeno per i miscredenti. Questo perché, nonostante i numerosi siti cosiddetti antibufala o di stampo filogovernativo come il CICAP si diano da fare in ogni modo per negare l’epopea del cambiamento, è evidente che, nonostante non si voglia sposare ad occhi chiusi una vera e propria saga dei Maya, sia inevitabile prender coscienza che qualcosa di nuovo stia accadendo e che, se non vogliamo definirla in altro modo, c’è comunque una sorta di nuova energia che muove il mondo.

Non è solo l’indicazione dei Maya, ma anche quella degli Hopi, di Blue Star Katchina, i significati nascosti e ipotizzati nei simbolismi dei cerchi nel grano e le infinite teorie New Age che si basano sul passaggio dall’Era dei Pesci all’Era dell’Acquario. E’ pur vero che, nel bene e nel male, c’è chi ha tirato su una fortuna, pontificando teorie che di realistico non hanno nulla, e chi invece si è basato su rigorosi studi scientifici per dimostrare che qualcosa, nell’universo stia realmente accadendo.

Tra i più accreditati studiosi, lo scienziato russo Alexey N. Dmitrev con la Cintura Fotonica; il geologo americano Gregg Braden, con le sue ricerche – a un certo punto tralasciate – sulla Risonanza di Shumann (studi iniziati da Nikola Tesla a fine ‘800; la Risonanza fu poi identificata da  W.O. Schumann) e, tra i migliori ricercatori italiani, Marco Pizzuti su Tesla e la “Free Energy”, o trasmissione di energia senza fili.

Ghiandola Pineale

Da non dimenticare, infine, gli elementi, più che attendibili, ma spesso screditati tanto dalla scienza, quanto dalla medicina “tradizionale”, quali quelli su un organo ormai ritenuto “inutile”: la ghiandola pineale – o epifisi, situata – si ritiene: quasi completamente atrofizzata – alla base del cervello umano. A questo proposito, molti studiosi hanno detto la propria, e uno dei maggiori esponenti della teoria su quella che viene definita anche ghiandola pituitaria è Paolo Lissoni, esperto oncologo ed endocrinologo che lavora all’ospedale di Monza dal 1985 e premiato dal National Cancer Institute di Washington per le sue ricerche in merito. Studi ai quali l’endocrinologo, ormai dedito al nuovo campo della Psiconeuroendocrinoimmunologia o PNEI ha dedicato la pubblicazione di oltre 600 lavori, aventi ad oggetto la correlazione tra pineale, sistema immunitario e tumori. Simbolo sacro da tempo immemorabile e non identificabile ad un’appartenenza religiosa, oltre che nella simbologia massonica, il “terzo occhio” compare tanto nell’immagine del Budda quanto nel bastone del Papa.
In Vaticano, alla piccola ghiandola a forma di pigna, viene anche dedicato un Cortile.

Vaticano - Cortile della Pigna

Che qualcosa si stesse muovendo anche in quel campo non era una novità. Le discipline più aperte ad una visione filosofica della prossima realtà immaginano un processo evolutivo mondiale che, partendo da un risveglio della pineale, sollecitato dall’ormai dimostrato e progressivo cambiamento del magnetismo terrestre, muove i passi verso un nuovo e definitivo punto zero.
Ci sarà – molti ritengono – un’evoluzione spontanea di massa dell’umanità e la pineale rilascerà sostanze neurochimiche ad effetto allucinogeno che consentiranno  di muovere verso un nuovo stato di coscienza, una sorta di illuminazione.

Per tornare alle profezie, e a come i fatti più comuni (anche se rari) nell’universo possano essere interpretati, la più recente riguarda l’allineamento al 3 dicembre 2012, di tre pianeti della nostra galassia, sulle tre piramidi di Giza.

Giza - foto del presunto allineamento planetario

La foto in questione ha fatto il giro del web, preannunciando, come da copione, immense catastrofi.
Siti di rilievo sostengono che sia l’ennesima bufala riguardo i presagi sulla fine del mondo. In realtà l’effettivo allineamento planetario previsto per il 3 dicembre c’è stato: Mercurio, Venere e Saturno hanno sovrastato in cielo, rispettivamente, Cheope, Chefren e Micerino, evento rarissimo, che si ripete ogni 2737 anni, e che ha riproposto l’allineamento delle piramidi rispetto alle stelle che si trovano al centro della cintura di Orione. Nonostante ci fosse qualche differenza temporale in merito alla data della ricorrenza, sembra che questa sia stata abbastanza puntuale, offrendo una visione spettacolare del cielo per chi assisteva all’evento in quella zona dell’emisfero.

A Planetary Conjunction With Giza’s Pyramids

Sempre la stessa fonte (Focus) ritiene che l’allineamento dei pianeti sia avvenuto in verticale, non in orizzontale. La foto sarebbe, dunque, ritoccata. A detta di Phil Plat, astronomo, l’allineamento planetario sarebbe stato solo alle spalle di chi lo osservava. Diretta conseguenza sarebbe la coincidenza di un allineamento, e di questo come un altro, indipendentemente dal punto di vista di osservazione, poiché la nostra galassia è talmente fitta di corpi celesti che sarebbe più logico trovare un qualunque allineamento, che non trovarlo.

Simbolismo nel Campidoglio di Washington

Tra gli studiosi che hanno fatto riferimento alle teorie dei Maya uno dei più autorevoli sembra essere David Wilcock. Studioso eclettico e affascinante, dalle affermazioni talvolta eccentriche (ha definito sé stesso la reincarnazione di Edgar Cayce, il “profeta dormiente”), ravvisa addirittura un collegamento tra il simbolismo del Ciclo del 2012 contenuto nel calendario mesoamericano e alcuni simboli specifici presenti sulle pareti del Campidoglio di Washington. Gli stessi, secondo lui, sarebbero la raffigurazione della precessione degli equinozi del calendario maya. Non tutti concordano con la sua visione delle cose. Tra questi, William Henry, altro ricercatore, che lo inviterebbe al discernimento, sostenendo che non si possa identificare il simbolismo contenuto nel duomo della capitale americana con quello del calendario Maya, pena un errore fuorviate rispetto a quella che Wilckock definisce Apotheosis 2012.

Apocalisse prevista dall'Oracolo di Shambhala

Cosa dicono le agenzie spaziali sul 21 dicembre 2012?
Praticamente nulla, nonostante un recente comunicato rilasciato presso la NASA dai monaci tibetani…
Gli stessi hanno infatti divulgato la notizia secondo la quale sarebbe possibile sopravvivere all’apocalisse che, secondo il Lama noto come l’Oracolo di Shambhala del monastero di Gyandrek Kailas, si verificherà puntualmente in conseguenza dell’allineamento planetario previsto per quella data. L’Apocalisse, a detta del monaco, avrà la durata di quasi due settimane e porterà sconvolgimenti notevoli, in ultimo la diminuzione del 10% della popolazione mondiale, a causa di sommovimenti del globo terrestre, quali terremoti, maremoti e fenomeni geologici di enorme impatto.
L’oracolo sembra parlare sul serio, dicendo che l’intero pianeta sarà sommerso dal buio, restando nel più totale silenzio. Sarà il momento in cui la Terra attraverserà la linea zero della galassia, ed in cui il magnetismo terrestre verrà meno. L’oscurità, che durerà al massimo quattro giorni, sarà interrotta solo da fugaci lampi di luce. Durante il periodo sarà opportuno coprire le finestre e non guardare fuori, per affrontare l’arrivo delle tenebre e, per ogni famiglia, spingersi dalle città verso le campagne per gestire al meglio la situazione. Solo gli animali avranno il sentore di quanto sta per accadere, e cercheranno di nascondersi nelle loro tane.
Il monaco sembra inoltre sostenere che, nonostante il Sole faccia di nuovo la sua comparsa nel cielo già dopo qualche giorno, la situazione si ripristinerà solo verso la fine di marzo.

Cosa pensare, dunque?

Charles Bolden – NASA

È pur vero che in altre situazioni l’Agenzia Spaziale Americana ha indotto molti dubbi su comunicati diffusi all’improvviso e rivolti solo ai propri membri, come nel caso del video di Charles Bolden, che metteva in guardia contro eventuali catastrofi, in un non ben definito momento. Non dimentichiamo che il filmato, solo poco più di un anno fa, fece il giro del mondo tramite youtube, scatenando curiosità e timore su presunti attacchi terroristici che potessero coinvolgere la popolazione americana.
In altri casi, ha fornito pochi e fumosi dettagli su temi delicati come il telescopio Hubble (progetto in cui è coinvolta, però, anche l’ESA) e il temuto – ma sempre presuntopassaggio di Nibiru
Stavolta, però, non si tratta di un comunicato NASA, ma di una soffiata trasmessa alla stessa da fonte identificabile come i religiosi tibetani, che tutto sembrano essere, tranne che dei burloni!

Altre tematiche si concentrano intorno al venerdì che passerà alla storia come quello delle 11:11.

Sconvolgimenti magnetici, inversione dei poli, slittamento della crosta terrestre… Chi più ne ha più ne metta.
Alcune teorie poggiano su postulati concreti:
1 – negli ultimi anni un effettivo mutamento del magnetismo si è registrato: le piste di alcuni aeroporti come quello di Tampa, in Florida, sono state rinumerate poiché il polo magnetico non coincideva più con quello geografico; già nel 1996, l’aeroporto del Minnesota fu il primo negli Stati Uniti a rinumerare i gradi magnetici sulle piste di decollo;
2 – l’inversione dei poli non è affatto una novità nel nostro mondo, anche se non così frequente; sembra che la cosa sia accaduta circa 14 volte negli ultimi 4 milioni e mezzo di anni sulla Terra. In un’intervista rilasciata a Voyager, Braden sostiene che prima di un’inversione completa di 180 gradi, i poli magnetici inizino a spostarsi e i campi magnetici a perdere gran parte della loro intensità. Fenomeno simile a quello che sta accadendo oggi;
3 – lo slittamento della crosta terrestre, ipotizzata da Charles Hapgood potrebbe essere conseguenza di una discrasia tra la crosta, sottile e compatta ma ferma, ed il suo magma denso e caldo e porterebbe al completamento della tettonica a placche, che postula uno spostamento graduale e progressivo dell’intera crosta terrestre, simile ad una massa unica che scivoli sull’olio. Da ciò, la deriva dei continenti da una Pangea iniziale.

Teorie alternative si basano su assunti in prevalenza spirituali-religiosi, ma che, presi solo in quanto tali, non forniscono alcun elemento certo o altrimenti spiegabile cui appigliarsi.

Nella convinzione del monaco tibetano, tuttavia, sembrerebbe trovare spazio anche quell’antica previsione fatta da Padre Pio sui tre giorni di buio (ed erano tre giorni, non due settimane), o quella fatta più di recente da Swami Kriyananda, al secolo J. Donald Walters e seguace di Paramahansa Yogananda, che ha parlato invece di tre settimane di buio. Quello che sorprende – e su cui converrebbe interrogarsi – è invece la certezza con la quale vengano fatte tali affermazioni.

Insomma: che qualcosa di diverso stia accadendo non è un mistero, e gli sconvolgimenti
degli ultimi anni lo dimostrano. Senza andare troppo lontano, sappiamo che la natura si sta modificando, ma la consapevolezza che dovrebbe prender piede è quanto spesso questo accada anche per mano dell’uomo.
I fenomeni di geoingegneria e i progetti lavorati a misura mondiale, come H.A.A.R.P. o le Scie Chimiche, non sono un enigma per nessuno…

A sentire però esperti vulcanologi come Sabrina Mugnos, l’uomo può ben poco quando la natura si mette in moto seriamente. Per capirci: quella che fu definita la “vendetta” del vulcano islandese Eyjafjallajokull, e che creò non pochi problemi al traffico aereo ai primi di dicembre 2011, è semplicemente, a detta della studiosa, “un colpo di tosse” da parte di un gigante della natura. Altre sono le vere tragedie, quando un vulcano decide di eruttare. Possiamo ricordare la catastrofe del Vesuvio, avvenuta nel 79 d.C., per averne un’idea, o immaginare quello che potrebbe accadere, restando nei dintorni, se il Marsili decidesse di starnutire!

Dunque: di tragedie geologiche che possano riguardarci, vicine o lontane, è piena la crosta terrestre. Di eventi che coinvolgano il campo magnetico a livello interplanetario è piena la galassia e, con i nostri mezzi, poco possiamo gestire o prevedere.

L’intervento umano, è, al contrario, l’unica cosa effettivamente contrastabile.

Al di là di questo – e forse solo di questo – che qualunque altro fenomeno altamente distruttivo possa avvenire più o meno in concomitanza con la data finale di un calendario (data che resta sempre e comunque presunta, vista la parziale commutazione dal calendario maya con quello gregoriano) resta davvero solo un’ipotesi…

Vera Di Donato

Questo articolo è riproducibile indicando chiaramente il nome dell’autore, il sito e linkando la fonte www.ilpuntozero.com

Fonti di riferimento:

http://www.greenprophet.com/2012/08/a-planetary-conjunction-with-gizas-pyramids/
http://actualidad.rt.com/actualidad/view/57446-llega-apocalipsis-oraculo-revela-nasa-sobrevivir-venidera-catastrofe
http://reinep.wordpress.com/2012/11/07/proof-that-the-solar-system-is-in-transformation/
http://onecellonelightradio.wordpress.com/2012/12/12/12-12-12-dr-hildy/
http://www.altrainformazione.it/wp/nikola-tesla-il-piu-grande-genio-dimenticato-dalla-storia/marco-pizzuti-su-nikola-tesla/
http://www.focus.it/curiosita/mistero/il-falso-allineamento-del-3-dicembre-2012-sulle-piramidi-di-giza_C12.aspx
http://www.meteoweb.eu/2012/12/frammento-di-meteorite-cade-sul-quartiere-brancaccio-di-palermo-svelato-il-mistero-e-forse-anche-la-provenienza-del-corpo-celeste/172514/

 

Il Bosone di Higgs, la particella di Dio

Bosone di Higgs, simulazione dalla collisione protone-protone

È nato il nuovo baby boson, dal peso di circa 126 GeV

Il 4 luglio 2012 a Ginevra, presso il CERN, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare e laboratorio leader mondiale per la fisica delle particelle, ha tenuto banco l’ultimo seminario, nel corso della conferenza volta a fornire gli ultimi dati sul bosone di Higgs.
I risultati presentati sono indicati ancora come preliminari. Si basano su dati raccolti nel 2011 e nel 2012, ma con questi ultimi ancora sotto analisi, e la cui pubblicazione è prevista a fine luglio. Il quadro complessivo delle osservazioni tenute qualche giorno fa uscirà invece entro la fine dell’anno.
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I cicli solari e l’evento Carrington: verso un nuovo “punto zero”?

La Via Lattea vista da Gallipoli, Turchia - fonte httpwww.twanight.org, Tunk Tezel

Ormai è noto: il nostro piccolo universo si autogestisce grazie all’alternarsi più o meno regolare di fenomeni ciclici che coinvolgono tutta la galassia. All’apparenza, l’evento sembra interessare il singolo pianeta o astro, ma va da sé che ogni corpo celeste venga in qualche modo coinvolto dal fenomeno; si hanno così delle reazioni a catena.
Quello che ci interessa da vicino è l’effetto di risonanza che si genera sulla Terra, “rivestita” da un da un campo magnetico che poggia su tutta una serie di delicati equilibri.

Un processo tipico, che si ripete ogni 11 anni, è quello dei cicli solari.

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Il Punto Zero

La Terra

Gli eventi fisici e geologici degli ultimi anni sono l’indice di cambiamenti che stiamo vivendo in maniera globale. La crosta terrestre è in continua evoluzione. Terremoti, uragani, fenomeni meteorologici inusuali hanno spinto gli esperti a valutare in maniera scientifica e – se possibile – ancora più oggettiva cosa stia accadendo sul pianeta. L’apertura della fisica e della scienza a possibilità prima ritenute insolite, come la fisica quantistica, hanno permesso di valutare come il nostro mondo stia cambiando, e noi con esso.

La frequenza del pianeta non è più la stessa, come non lo è il magnetismo terrestre.

Le tempeste solari hanno un ruolo imprescindibile nel verificarsi di situazioni anomale e lo scioglimento dei ghiacciai lo sta dimostrando ogni giorno di più. La climatologia assume un ruolo di spicco nella valutazione degli estremi contro i quali ci ritroviamo ogni giorno a combattere, a volte in modo inconsapevole. Potremmo infatti scoprire che non siamo noi, o almeno non del tutto, a determinare fenomeni quali l’effetto serra, e che le scie chimiche sono in realtà una sorta di tutela messa a punto dai governi per proteggerci da un cambiamento (o dalla consapevolezza dello stesso?) ritenuto ormai inevitabile.

Risonanza di Schumann

Cosa vuol dire tutto questo? Da anni gli scienziati parlano di una pulsazione diversa della Terra – la cosiddetta Risonanza di Shumann – e di un suo possibile ritorno al punto zero, con conseguente inversione dei poli magnetici. Il tutto sarebbe previsto a cavallo di una data fatidica: il 21 dicembre 2012, e avverrebbe, secondo fonti autorevoli, nel giro di 72 ore, durante i quali la Terra rimarrebbe ferma.

Ma cosa c’è di vero in quella che, oltre una profezia proveniente da popoli lontani e sconosciuti sparsi nelle diverse epoche e latitudini, sembra essere una manifestazione ciclica e “normale” alla quale è soggetto il pianeta ogni “tot” numero di anni?

 

La Via Lattea

Il punto zero della Terra sembra verificarsi ogni 25.625 anni. In una data che coincide con il termine non solo di un ciclo o Era Mondiale di 5.125 anni, ma di ben 5 grandi Ere Mondiali.
Due coincidenze che si verificano in contemporanea, dunque: la fine di un’Era parziale, che è quella della nostra civiltà, e quella di un processo ancora più lungo, il lento ciclo della precessione degli equinozi, in cui la Terra termina il giro intorno al proprio asse e si avvicina sempre più verso il centro della Via Lattea, la nostra galassia.
È questo il punto sul quale sembrano convergere molte profezie, certo, ma anche diverse teorie scientifiche.

Un antico popolo, gli Hopi, fu testimone di questo avvenimento. Nei loro racconti si parla del giorno più lungo, in cui il Sole sorse due volte, da direzioni opposte, brillando nel cielo per venti ore consecutive. È possibile trovarne traccia negli antichi testi peruviani ma anche nei testi biblici. Informazioni simili sono presenti nei testi degli antichi Esseni, come il codice di Enoch, e nei monasteri tibetani.
Gli stessi Maya parlano della nostra civiltà, dicendo “Voi che camminate tra i mondi”: un modo semplice per indicare il passaggio della nostra civiltà verso un’Era nuova.

Negli ultimi anni si è compreso che la Terra è soggetta a forze interplanetarie, che lungi dal rendere il pianeta indipendente rispetto ad altri corpi celesti, lo spingono verso quella che è stata definita dal geofisico russo Alexei Dmitriev la “cintura fotonica”. Una forza esterna, che non conosciamo, sta attirando il pianeta verso il centro della galassia. Gregg Braden, scienziato e autorevole ricercatore, già in una conferenza svoltasi a Seattle il 25 febbraio del 1995, sosteneva che “Il Sole sta cambiando il suo campo magnetico e la Terra sta provando a rispondere”.

DNA e mutazioni genetiche

Ciò vuol dire che il Sole è sintonizzato con qualcosa di più grande, che proviene dal centro della galassia, e la Terra deve adattarsi ad un cambio di vibrazione. L’unico modo che il pianeta conosce per farlo è mutare la propria pulsazione interna. E il nostro corpo, a sua volta, deve sintonizzarsi con questa. Studi genetici degli ultimi anni hanno scoperto canali profondi del nostro essere che hanno portato a stadi superiori di coscienza e a mutazioni genetiche del DNA.

Anche il battito cardiaco è sintonizzato con le pulsazioni della Terra, in quello che viene chiamato “circuito sacro”. Ed è proprio all’interno di questo circuito che stanno tornando a prendere piede le culture antiche, con la loro saggezza. Il mondo nel quale viviamo è costituito da griglie che trasmettono vibrazioni e legami che spesso ci fanno ritrovare coinvolti in una sorta di “risonanza collettiva”, più dominata dalla paura, che dall’amore.

Nell’ottobre del 2004, uno studio pubblicato da Nature mostrò come il centro della Via Lattea, fosse una fonte di energia talmente potente da influenzare ogni forma di vita presente sul pianeta. Un’energia che c’è, dunque, anche se non si vede. Da ciò, si mostrò la profonda influenza che la stessa ha su di noi, in rapporto alla posizione che il pianeta assume rispetto alla galassia.
Ci stiamo avvicinando al punto in cui la Terra è più influenzata da quest’energia, e procediamo verso il punto zero, conosciuto anche come punto di svolta epocale.

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Fisica e Fisica Quantistica

La fisica è definita come lo studio dei fenomeni naturali e di tutti gli eventi che possano essere descritti o quantificati per mezzo di grandezze fisiche, al fine di stabilire principi e leggi che regolano le interazioni tra le grandezze stesse. L’insieme di tali principi e leggi determina la nascita di teorie “deduttive”, che nascono da una sperimentazione pratica, eseguita quindi sul campo.

Galileo Galilei, 1564 - 1642

Isaac Newton, 1643 - 1727

Considerata all’inizio solo come una branca della filosofia, dal XVIII secolo venne invece chiamata fisica naturale, in seguito all’introduzione del cosiddetto metodo “scientifico” elaborato da Galileo. Il metodo scientifico si proponeva infatti l’osservazione di fenomeni naturali, ai quali seguiva la formulazione di ipotesi interpretative. Queste erano seguite da esperimenti, che ne mettevano in luce la validità, attraverso prove inconfutabili. In questo senso si parla di fisica “classica”, la cui nascita è collocabile intorno al 1700, con Isaac Newton.Nel 1687,

Albert Einstein, 1879 - 1955

Newton pubblicò l’opera Philosophiae Naturalis Principia Matematica, i cui assunti avrebbero costituito le fondamenta della fisica classica. Maxwell e i suoi studi sul magnetismo e l’elettricità nell’’800 e Einstein con la teoria della relatività nel ‘900 avrebbero poi contribuito a rendere la fisica fondamentale nello spiegare la maggior parte dei fenomeni che viviamo giorno per giorno sul pianeta, fino ad arrivare ai movimenti dei corpi celesti e delle galassie.

Per molto tempo, dunque, elaborazioni e teorie nuove hanno poggiato su assunti già esistenti e dati per certi, perché acquisiti secondo un rigoroso metodo scientifico. Dunque, non discutibile. Trecento anni di fisica classica hanno così rappresentato un valido punto di partenza, ma anche di arrivo delle sperimentazioni.
Solo negli ultimi anni la scienza si è aperta a nuove possibilità, che hanno messo in luce il limite intrinseco della sua natura.

Nel XX secolo si è scoperto per puro caso un nuovo, piccolo mondo, al quale le leggi di Newton non sembravano essere applicabili: quello dell’atomo. Se infatti inizialmente l’atomo era rappresentato come un elemento statico, al centro di una piccola galassia, la sua raffigurazione oggi appare completamente diversa. Gli stessi scienziati hanno notato come, sia nell’infinitamente piccolo – come nell’atomo – che nell’infinitamente grande – come nella nostra galassia – si potessero osservare fenomeni che non rispondevano ai dettami della fisica tradizionale, e che da questa non potevano essere spiegati.
È nata così la fisica quantistica, che ha aperto un varco verso confini inimmaginabili che mostrano come lo spazio intorno a noi sia tutt’altro che vuoto.

 

Max Planck, 1858 - 1947

Padre della fisica quantistica è Max Planck, che intorno al 1944 ha dichiarato come esista “un campo unitario di energia che unisce tutto il creato”. Non più induzione sperimentale e fisica deduttiva, quindi, ma fisica dei quanti, e delle innumerevoli possibilità che da questi derivano.
Il termine quantum indica i quanti di energia elettromagnetica, cioè la quantità di particelle – e di sostanza – di cui è fatto il mondo. Minuscole esplosioni di luce, fotogrammi infinitesimali, energia allo stato puro che esiste su scala microscopica e che permea la materia, che si tratti di aria, acqua o vento, e che consente a questi ultimi di viaggiare nello spazio. Vibrazioni, onde di energia vitale che, propagandosi da un posto all’altro, ci inducono a pensare l’etere un campo di energia diversa da quelle studiate finora. Tesi, questa, che capovolge totalmente il principio base della fisica classica: ritenere che lo spazio sia vuoto.

In realtà la visione di Einstein, secondo la quale “il mondo esiste indipendentemente da noi esseri umani e si presenta come un grande, eterno indovinello, accessibile solo in parte alle analisi scientifiche e al nostro pensiero” era già all’epoca confutata da Jhon Wheeler, fisico a Princeton e suo contemporaneo. Wheeler, infatti, sosteneva che la vecchia idea secondo la quale l’universo era separato dall’essere umano era ormai superata dalla nuova tesi del mondo quantistico, che vede il ruolo dell’uomo capovolgersi da osservatore in partecipatore.

L’uomo che non è più spettatore è centrale anche nelle tesi di David Bohm, altro fisico formatosi a Princeton che, in riferimento alla teoria dei quanti, parla di “soggiacenti livelli di realtà”. Nella sua idea, l’universo ha un ordine implicito simile ad un ologramma dinamico, a noi invisibile, ed un ordine esplicito, che invece vediamo. Si può dire che Bohm fosse, per certi versi, un antesignano della natura olistica dell’universo.
Max Planck sostiene che proprio in virtù della presenza di questo campo, esiste un’intelligenza responsabile del mondo fisico. Questa forza, vista come materia, presuppone l’essere di una mente cosciente e intelligente, che rappresenta la matrice di tutta la materia.

Secondo questa concezione, nelle dimensioni più infinitesimali della nostra realtà, saremmo collegati gli uni agli altri in una sorta di griglia infinita che unisce scienza e spiritualità, secondo l’ultimo sentiero tracciato dalle Scienze Noetiche.

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