I mille volti di Venere e i suoi cicli

Transito di Venere - Fonte NASA, Sylvie Beland

All’interno del sistema solare, Venere è il secondo pianeta distante dal Sole, ed ha una brillantezza tale da esser definito Stella della Sera o Stella del Mattino, poiché molto visibile subito dopo il tramonto o prima dell’alba. Inizialmente gli Egizi, che così lo chiamavano, vi individuarono due pianeti diversi. Oggetto naturalmente più luminoso del cielo notturno oltre alla Luna, è poco visibile durante il giorno, perché oscurato dalla luce del Sole.
Venere manifesta caratteristiche molto simili alla Terra, tanto da esser definito suo pianeta gemello. A contrario della Terra, è però privo di satelliti e ha un campo magnetico molto debole. Quello che è certo è tuttavia la presenza di una atmosfera, formata nella quasi totalità da biossido di carbonio e circa il 3% di azoto.
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Il gioco della Pelota

La Grande Pelota

Storicamente, il gioco della pelota era praticato non solo dai Maya, ma da altri popoli precedenti, come gli Olmechi.

Il gioco consisteva nel far scivolare la palla all’interno di anelli di pietra, servendosi di ginocchia e fianchi. Vinceva chi per primo portava a segno la palla.

 

Secondo le più recenti interpretazioni, pare che fosse proprio il vincitore a sacrificarsi. Uno dei bassorilievi vicino al campo mostra la decapitazione del vincitore nel cortile centrale. Dal suo collo fuoriescono dei serpenti. La vittima è raffigurata in ginocchio davanti ad una palla, all’interno della quale c’è un teschio che pronuncia riti funebri. Altre immagini immortalate lungo il basamento dei muri mostrano le due squadre, formate da 7 partecipanti ciascuna.

Il gioco della pelota è una rappresentazione simbolica degli eventi del 2012?
A molti studiosi della simbologia maya sembra essere proprio una metafora di quello che accadrà.

Giocatore davanti al teschio

La simbologia che ritroviamo nel cortile, nella palla e nell’anello vicini alla piramide di Chichén Itzá, sono alquanto rappresentative. La Grande Pelota, uno dei nove campi della palla di Chichén Itzá, nel cuore della foresta amazzonica, è il più grande di tutto il centro America, e farebbe pensare alla Via Lattea.

Secondo alcuni rappresenta invece la Terra. L’anello di pietra al centro del campo indica il centro della galassia.
Ai due lati del campo, sono presenti due piattaforme sulle quali si erigono dei templi dedicati al Sole e alla Luna.

Particolare del vincitore decapitato

 

Nel dicembre 2012, per allinearsi, il Sole si dirigerà verso il centro della galassia.
La simbologia è nella palla che rappresenta il Sole e che, entrando nell’anello di pietra, rappresenta la “fine del mondo”.

Anello di pietra


 

 

 

Il gioco, tuttavia, è legato anche al culto del Sole, che ogni giorno rinasce, abbandonando le tenebre. È per questo che il giocatore che lascia cadere a terra la palla sarà sacrificato, avendo impedito al Sole di tornare a sorgere.

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I Maya e la mitologia del Popol Vuh

2012? Cosa rappresentava per loro questa data? È importante conoscere questo popolo anche dal punto di vista mitologico, con riferimento al testo sacro del Popol Vuh.

La Via Lattea, la nostra galassia

Si tratta di un libro mitologico che parte dalla creazione divina del popolo maya e dalla storia che riguarda gli eroi gemelli Hunahpu e Xbalanque. Il testo descrive in dettaglio la nascita del regno Quiché, un ramo dei Maya, e mostra come il potere della famiglia reale abbia origine proprio dagli dei.

Il Popol Vuh, tradotto dai conquistatori spagnoli nel XVI secolo, ci introduce al una visione mitologica che vede la linea nera della Via Lattea come l’ingresso dell’aldilà, verso il regno del male. È proprio lungo questa direttrice che il Sole si allineerà il 21 dicembre 2012.

Raffigurazione di Hunahpu e Xbalanque

 

Sempre secondo la mitologia, i signori del mondo sotterraneo sfidarono il padre dei gemelli divini al gioco della pelota e, uscendo dagli schemi ludici, lo decapitarono. Hunahpu e Xbalanque sfidarono allora i signori del male in una partita successiva, consentendo al padre di resuscitare.

Il nome di Hun Hunahpu, il divino padre dei gemelli, sul calendario corrisponde al giorno del Nuovo Sole, che spunta con il solstizio d’inverno, il 21 dicembre.

Anello nel gioco della pelota

 

Chi ama credere in questa profezia, trova un ulteriore riferimento nell’allineamento cosmico del 21 dicembre 2012 e la cultura maya, culminante nel gioco della pelota.

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Il katun e le profezie di Cilam Balam

Nel sistema di calcolo del lungo computo, viene utilizzata una precisa unità di misura, il katun, che consiste in un ciclo di 20 anni.
Di conseguenza, 20 haab rappresentavano un katun.

Questa unità di misura ci è molto importante per comprendere come il lasso di tempo ultimo del ciclo in cui viviamo, iniziato nel luglio del 1992, si concluda il 21 dicembre 2012, a termine dell’ultimo katun della nostra era, in coincidenza con il termine dell’ultimo ciclo, di 5.125 anni, e del Giorno Galattico di 25.625 anni, comunemente ricondotto a 26.000 anni.

Al compimento di questo ciclo, si realizzerà una disposizione rarissima dei pianeti, collocati al centro della Via Lattea.

I Maya formulano una specifica profezia relativa ad ogni katun: gli stessi katun, insieme alle loro previsioni, si ripeteranno ciclicamente ogni 260 anni.

Testo sacro che raccoglie gli eventi relativi a ciascun katun è il Cilam Balam, una misteriosa raccolta di testi che narrano gli accadimenti di ciascun ciclo. Sembra che Balam fosse un antico sacerdote che aveva previsto l’arrivo di uomini barbuti e dalla pelle bianca nella penisola dello Yucatan. Insieme a questo, i Maya avevano previsto una serie di eventi negativi per la loro civiltà, prevedendo anche che si sarebbero poi ripetuti periodicamente nel tempo.

Il passaggio tra le varie epoche faceva sì che la Terra, secondo i Maya, procedesse, in uno scorrere del tempo stimato in 25.625 anni, verso il centro della sua galassia, costituita dalla Via Lattea. Quest’ultimo ciclo, che rappresentava il cosiddetto Giorno Galattico, era diviso a sua volta in altri 5 sottocicli, della durata di 5.125 anni ciascuno, considerati come singole Ere e chiamati Soli.

Il termine di ogni Sole, secondo i Maya, portava enormi scompigli dovuti ad un’intensa attività solare, che mal si conciliava con l’attività pulsante del nucleo terrestre.

A testimonianza scientifica di questa tesi, negli ultimi anni, nozioni trasmesse dalle varie sonde lanciate nello spazio, come la Soho, registrano l’aumento dell’attività solare in un modo mai accaduto in epoche recenti. Basti pensare che le tempeste solari sono arrivate, negli ultimi anni, alle trecento manifestazioni al mese.

La cosiddetta profezia maya sembra allora trovare spazio nei messaggi provenienti dai cerchi nel grano, che ci trasmettono l’andamento dell’energia proveniente dal centro della Via Lattea.

I diversi pittogrammi, infatti, mostrano come la Terra stia procedendo sempre più velocemente verso la fine di questo Sole, e del calendario tracciato.

Qual è, allora, il senso della profezia Maya?

Il lungo computo trascende la vita individuale e consente ai Maya di collocarsi in una dimensione cosmica, nella quale si ha un riflesso ed una ripetizione di eventi già accaduti. È proprio studiando i cicli che si può capire cosa ci riserverà il futuro, e dunque la fine della nostra Era.

Studiando i katun precedenti, e ricollocandoli nel presente, si intuisce che:

  • Katun 13 è quello dell’invasione spagnola nel Messico del 1520. Questo Katun si ripete nel 1776, nel periodo della rivoluzione americana e francese. Cilam Balam prevede tutto nel Katun 13, parlando di “un tempo del crollo totale in cui ogni cosa è perduta…” 
  • Nel Katun 5 si parla di una grande carestia, di pochi uccelli e dell’abbondanza di serpenti. “È un tempo di sventure, i sovrani e loro sudditi si separeranno e la gente perderà fiducia nei suoi sovrani”. L’ultimo ciclo di Katun 5 inizia nel 1855 con la guerra civile americana, in cui lo scioglimento dell’unione riecheggia la separazione tra sovrani e sudditi, e l’assassinio del presidente Lincoln.
  • In Katun 8 sono descritti eventi che sembrano coincidere con il grande cambiamento degli Anni ’60 in coincidenza con le rivoluzioni culturali e i disordini sociali. Il ciclo di Katun 8 è devastante per i Maya: nel Cilam Balam viene descritto il periodo peggiore questa civiltà, che soccomberà alla dominazione spagnola, con tutta la città – stato di Chichen Itzà, nel 1690. Molti anni più tardi, negli Anni ’60 del XX secolo, gli omicidi politici e la guerra in Vietnam, sono motivo di profonde divisioni in America. Eventi apparentemente non collegati che si ritrovano nelle predizioni del Katun 8.
  • Nel Katun 6, l’ultimo ciclo del quale è iniziato nel 1973, si riscontrano lo scandalo Watergate, il caso Irangate e le crociate contro la fame in Africa.
  • Il ciclo attuale, Katun 4, è iniziato nel 1993 e terminerà nel 2012.
    Secondo Cilam Balam durante questo ciclo ci sarà il ritorno di Kukulkan, la divinità suprema, per annunciare l’inizio di una nuova Era. Questo Katun è descritto come un momento in cui l’uomo riprende il contatto con sé stesso. È il preludio dei grandi cambiamenti che avverranno tra alcuni decenni, nel Katun 13 e nel Katun 11.
    L’inizio di una fase nuova.

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Venere

Un trattamento a parte, rispetto ad altri pianeti e stelle, avviene per Venere.
Nella concezione dei Maya, Venere è fondamentale. È intorno ad esso, infatti, che si concentrano molti conteggi che ritroviamo nell’antico calendario. È inoltre nel loro almanacco – il Codice Dresda – che si parla dei cicli di Venere, ai quali si dà la stessa importanza dei cicli del Sole.

Venere

Il 21 dicembre 2012 sarà contemporaneamente: la conclusione del Giorno Galattico, il solstizio d’inverno e il momento in cui Venere sarà più vicino alla Terra.
Secondo alcuni, il non-tempo in cui viviamo, iniziato nel luglio del 1992, avrebbe avuto un momento culminante, datato 11 agosto 1999, in coincidenza con l’eclissi totale di Sole, in cui l’ombra lunare attraversò il pianeta partendo dall’Atlantico del nord, fino all’Oceano Indiano. Sarebbe iniziato in quel momento, e fino al 21 dicembre 2012, il cosiddetto periodo dell’Apocalisse; definito, però, anche della Liberazione.

Un’epoca al termine della quale, superato il paradosso delle contrapposizioni tra bene e male, uguaglianza e disuguaglianza, Oriente ed Occidente, ci sarebbe stata una rinascita delle coscienze, ma non senza sofferenze.

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La geometria sacra

Mandelbrot set

La geometria sacra è la struttura morfologica della realtà, ed è perciò alla base delle stesse leggi matematiche. Grazie ad essa, si riesce a dare una struttura geometrica alle leggi della natura e della fisica. Non ci sono interruzioni, nel linguaggio della creazione. Alla base dell’universo c’è solo una grande fluidità.

La geometria sacra diventa il linguaggio principe che permette la creazione di ogni cosa, realizzando una continuità tra la singola parte ed il tutto. L’esempio basilare di geometria sacra è nel fiore della vita, che ritroviamo nei cerchi nel grano, ma anche nel Mandelbrot set, che è la coniugazione tra il caos e la calma, in un divenire unico e continuo.

Frattale

Se la geometria sacra è la legge dell’armonia; se la singola parte ha legame con il tutto e lo rappresenta, il disegno di geometria sacra diviene un ologramma.
La sua proiezione rispetterà allora la forma tipica del frattale, su cui si basa tutto l’universo. L’elemento olografico sarà la minima parte che rappresenta e contiene il tutto armonico.

Cerchi nel grano - fiore

La geometria sacra è importantissima nella conoscenza dei cerchi nel grano e nell’applicazione dei significati del calendario maya.I riscontri che si trovano in essa rappresentano la fusione armonica del linguaggio frattale con quello del tempo e della sua ciclicità. Attraverso lo studio della geometria sacra è perciò possibile procedere ad uno studio approfondito dei cerchi del grano e di quello che simboleggiano per la nostra epoca.

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La ghiandola pineale

Ghiandola pineale

La ghiandola pineale, detta anche epifisi, è una ghiandola endocrina a forma di pigna, situata nell’epitalamo, dalle dimensioni pari a quelle di una nocciola. Collegata da una serie di fasci nervosi, produce, attraverso le sue cellule, i pinealociti, un ormone fondamentale per la vita: la melatonina.

Tale ormone regola il ritmo circadiano di sonno-veglia, ed è secreto solo di notte. Alle prime luci dell’alba la sua concentrazione diminuisce, per poi tornare ad aumentare con il buio della notte successiva.

Papa Giovanni Paolo II

Piazza della Pigna

Nella neurologia moderna la ghiandola pineale è stata spesso sottovalutata, suscitando scarso interesse, nonostante una relazione di reciprocità esistente tra il suo funzionamento, quello della tiroide e delle ghiandole adrenali, e l’intero sistema immunitario. Stranamente, vista la sua conoscenza fin dall’antichità, quando la ghiandola appariva talmente importante da rivestire il ruolo di “terzo occhio”, con un’iconografia che si ritrova anche nei simboli massonici. Non solo: troviamo dettagli iconografici anche nella città del Vaticano, in Piazza della Pigna e nello scettro del Papa, sotto il crocifisso.

 

Terzo occhio nel Budda

Si tratta, qui, di culture religiose distanti, che trovano un punto focale comune in un simbolo che diventa rappresentativo di entrambe. Quelle che potrebbero sembrare semplici coincidenze, dunque, sono tutt’altro.

Ghiandola pineale, particolare

In effetti, dal punto di vista filosofico, questa nocciola dal peso modestissimo (circa 150 mg) ha da sempre rivestito un ruolo fondamentale nel linguaggio esoterico, ed il suo ruolo è stato rivalutato nella meditazione e nello studio dei chakra.
La base stessa della meditazione pare essere quella di risvegliare il la ghiandola pineale, che altrimenti va incontro ad una calcificazione piuttosto frequente che si verifica in età matura.

La stessa medicina orientale ritiene la ghiandola pineale capace di decodificare le informazioni ricevute, che vengono trasmesse attraverso le zone energetiche del corpo, grazie alla colonna vertebrale, che agisce da perfetta cassa di risonanza.

Perché quest’attenzione così frequente verso la ghiandola pineale negli ultimi anni?
Al di là dei poteri mistici che le vengono attribuiti, questa ghiandola rappresenta un canale nascosto nel nostro corpo, custodito nel suo essere latente per millenni. Il suo ruolo, dunque, è quello di illuminarci, creando una vera e propria luce nel buio.
Quella luce che, secondo il Vangelo di Matteo, si riattiva, illuminandoci la strada.

La ghiandola si calcifica quando, nella vita moderna e con l’alimentazione ricca di zuccheri e cibi raffinati, non viene più sollecitata.
Secondo studi scientifici, ciò porterebbe ad una sorta di obnubilazione delle coscienze.

Ma perché il Vaticano ne fa uno stendardo, che ritroviamo anche nella piramide di Giza, in Egitto, e sullo scettro del dio egizio Osiris, in cima a due serpenti incrociati che simboleggiano il DNA, atto a raggiungere la ghiandola attraverso la spina dorsale? Sembrerebbe che culture religiose e filosofiche anche lontane pongano molta attenzione al ruolo dell’epifisi.

I numerosi studi scientifici eseguiti in merito sembrano concordare su un punto: la ghiandola è attivabile mediante il sonno e la meditazione, attività poco praticate nell’epoca moderna. Quello che potrebbe accadere, molto verosimilmente, arrivando al famoso “punto zero”, è un’attivazione improvvisa della ghiandola, su sollecito del cambiamento che avviene nel magnetismo terrestre.

Geoff Stray, uno dei maggiori studiosi di profezie maya, e autore, tra gli altri, di “2012: estasi o catastrofe?” nota come, in coincidenza con il 21 dicembre 2012, molti indizi possano indurci a pensare ad un nuovo stato di coscienza e ad una nuova era dell’umanità.
A tal proposito, dice Stray, uno studio del geologo russo Alexei Dmitriev, ha dimostrato come il sistema solare stia entrando in una nuova area energetica di plasma magnetizzato, responsabile dei cambiamenti che avvengono sulla Terra.

Dmitriev sostiene che questo non influisce solo sul clima e sullo stato magnetico del nostro pianeta, ma provocherebbe anche un’evoluzione spontanea di massa dell’umanità, attraverso mutamenti magnetici che agiscono sulla ghiandola pineale, che comincia a liberare sostanze neurochimiche a effetto allucinogeno. In concomitanza con quella data, dunque, un numero enorme di persone avrà sogni ed esperienze paranormali.

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