Nibiru in orbita visto da Arecibo. La CNN e i silenzi NASA

Nibiru visto dall'Osservatorio di Arecibo

Nel mese di ottobre si era diffusa la notizia che il Pianeta X, detto anche Nibiru, fosse stato finalmente individuato nel sistema solare, poiché ripreso dall’Osservatorio di Arecibo dell’isola di Puerto Rico, il National Astronomy and Ionosphere Center. Il potente radiotelescopio di cui il centro è dotato sembrerebbe aver individuato un corpo sconosciuto, penetrato nel nostro sistema solo in seguito ad un’esplosione. Il video, apparentemente affidabile, sfuggito al controllo degli astronomi nonostante il divieto di pubblicazione, ha poi fatto il giro del web. Secondo il documento, il pianeta, da molto tempo in avvicinamento, sarebbe “invisibile” perché celato dal Sole, proprio come accade nelle riprese in questione.

Pochi giorni dopo, alcune indiscrezioni anonime da parte di presunti dipendenti e scienziati della NASA hanno diffuso la notizia secondo la quale un asteroide, definito Nibiru e dalle dimensioni simili a quelle del Texas, si stia muovendo lungo una traiettoria ben delineata e con percorso diretto verso la Terra. Il tracciato sembra abbia come obbiettivo un punto ed un momento non precisati, tra novembre e dicembre, e che sia giustificato dalla previsione di un massimo del 30% di probabilità di collisione.

Nonostante gli avvertimenti, pare che la NASA taccia, forse per non scatenare il panico, prima di tenere un comunicato stampa ufficiale.

Cosa c’è di vero in tutto questo e quanto è invece frutto della fantasia dei giornalisti?
Il video al link http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xAjp3eNUpXY sembra decisamente realistico. Non sono state date smentite, al momento, ma neppure sembra stato essere confermato da fonti ufficiali.

Della notizia sfuggita alla NASA si è invece interessata direttamente la CNN, nel periodo delle elezioni presidenziali. Si è ipotizzato che il comunicato, del tutto senza fondamento, sia stato rilanciato solo per distogliere l’attenzione degli americani da un evento politico così decisivo. Più di qualcuno invece ha fatto notare come, all’approssimarsi della fatidica data, il 21 dicembre 2012, torni a galla un evento degno di nota che possa essere collegato alla profezia Maya, e che le agenzie spaziali ci stiano nascondendo qualcosa.
Molti si ostinano a teorizzare una coincidenza tra Nibiru ed il decimo Pianeta o Pianeta X, la cui esistenza fu ipotizzata da Zecharia Sitchin, studioso dei più antichi testi sumeri, che sul presunto corpo celeste ha costruito gran parte della propria fortuna. Stando alle sue teorie, però, il pianeta passerebbe nel raggio della Terra “solo” ogni 3600 anni, e la presunta data, in tal caso, sarebbe l’anno 2900. In base ai suoi calcoli, infatti, l’ultimo passaggio si sarebbe verificato nel 556 a.C.

Quello che poco convince è però come la notizia della CNN, riportata, in Italia anche da Studio Aperto (il link http://www.video.mediaset.it/video/studioaperto/full/356817/edizione-ore-1225-del-7-novembre.html è stato però rimosso) si sia diffusa solo a partire da una pagina di iReport, ospitato alla pagina http://ireport.cnn.com/docs/DOC-872812, portale su cui gli utenti sono invitati a raccontare e condividere le proprie storie con la CNN. Si può dubitare quindi che, prima di essere postato, venga dimostrata l’autenticità di un documento.

La NASA, dal canto suo, pur non commentando in alcun modo le news degli ultimi giorni, dà bella mostra di alcune FAQ liberamente consultabili sul sito (al link http://www.nasa.gov/topics/earth/features/2012.html) da cui si evince come non sia assolutamente possibile lasciarsi sfuggire un pianeta di dimensioni giganti come quello citato, e che lo stesso sarebbe stato monitorato almeno negli ultimi dieci anni. Se Nibiru realmente esistesse, dunque, per gli scienziati dell’agenzia, ora sarebbe visibile anche ad occhio nudo. E ancora: Nibiru e altre storie su pianeti ribelli sono una bufala Internet.

Vera Di Donato

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Fonti di riferimento:

http://www.segnidalcielo.it/2012/10/14/nibiru-e-gia-nel-nostro-sistema-solare-sembra-che-sia-monitorato-dallosservatorio-di-arecibo-a-porto-rico/
http://ireport.cnn.com/docs/DOC-872812
http://www.nasa.gov/topics/earth/features/2012.html
http://www.cronacheterrestri.com/cronache-terrestri/la-cnn-riporta-notizia-dell-asteroide-nibiru-in-collisione-con-la-terra-tutta-la-verita

Eclissi solare del 20 maggio 2012 – Aggiornamento

20 maggio 2012 - terremoto in Emilia - foto ANSA

Prevedere un terremoto, al momento, non è possibile in modo “scientifico”. Non è, inoltre, ancora stato dimostrato alcun legame tra eventi planetari e Tettonica a placche.

Eclissi anulare di Sole - Fonte

L’eclissi anulare di Sole visibile la notte scorsa aveva un cono d’ombra che interessava tutt’altra parte del pianeta. Sarà quindi una terribile coincidenza che un terremoto di magnitudo 6 Scala Richter abbia ucciso – secondo le ultime stime – ben 6 persone nel modenese.

La prima scossa è stata registrata alle 4.04, seguita da repliche di intensità minore che hanno avuto epicentro nella pianura Padana, a circa 10 km di profondità. Il sisma ha determinato il crollo di alcune case, chiese e di una fabbrica nella quale alcuni operai erano già al lavoro. Seppure con intensità minore, le scosse sono state avvertite anche in Piemonte, Lombardia e Veneto e nel Canton Ticino, dove appena due giorni fa era crollato un enorme costone di roccia.
Notizie come queste lasciano addolorati e perplessi. È possibile che esista un nesso di causalità, un qualunque legame tra eclissi solari e terremoti?, ci eravamo chiesti appena qualche giorno fa. Purtroppo non è dato saperlo. Quello che è certo, tuttavia, è che non possa essere escluso.

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/map/

Come si evince dalla mappa, la giornata del 20 maggio 2012 sta mostrando una serie di terremoti a catena lungo la fascia di visibilità dell’eclissi anulare di Sole. Collegandosi al sito http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/map/ è possibile avere una situazione dei terremoti aggiornata in tempo reale.

Fonti di riferimento:

http://www.torinotoday.it/cronaca/terremoto-torino-20-maggio-2012.html

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1046663/sisma-nel-modenese-chi-erano-le-sei-vittime.shtml

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/map/

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I mille volti di Venere e i suoi cicli

Transito di Venere - Fonte NASA, Sylvie Beland

All’interno del sistema solare, Venere è il secondo pianeta distante dal Sole, ed ha una brillantezza tale da esser definito Stella della Sera o Stella del Mattino, poiché molto visibile subito dopo il tramonto o prima dell’alba. Inizialmente gli Egizi, che così lo chiamavano, vi individuarono due pianeti diversi. Oggetto naturalmente più luminoso del cielo notturno oltre alla Luna, è poco visibile durante il giorno, perché oscurato dalla luce del Sole.
Venere manifesta caratteristiche molto simili alla Terra, tanto da esser definito suo pianeta gemello. A contrario della Terra, è però privo di satelliti e ha un campo magnetico molto debole. Quello che è certo è tuttavia la presenza di una atmosfera, formata nella quasi totalità da biossido di carbonio e circa il 3% di azoto.
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I cicli solari e l’evento Carrington: verso un nuovo “punto zero”?

La Via Lattea vista da Gallipoli, Turchia - fonte httpwww.twanight.org, Tunk Tezel

Ormai è noto: il nostro piccolo universo si autogestisce grazie all’alternarsi più o meno regolare di fenomeni ciclici che coinvolgono tutta la galassia. All’apparenza, l’evento sembra interessare il singolo pianeta o astro, ma va da sé che ogni corpo celeste venga in qualche modo coinvolto dal fenomeno; si hanno così delle reazioni a catena.
Quello che ci interessa da vicino è l’effetto di risonanza che si genera sulla Terra, “rivestita” da un da un campo magnetico che poggia su tutta una serie di delicati equilibri.

Un processo tipico, che si ripete ogni 11 anni, è quello dei cicli solari.

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Fractal Time: Il codice del tempo secondo Gregg Braden

Fractal Time, Il Codice del Tempo - Gregg Braden

Tra i numerosi testi pubblicati da Gregg Braden, Il Codice del tempo – Fractal Time – è una vera banchina di approdo per il ricercatore, e rappresenta il frutto di oltre vent’anni dei suoi studi.

Il tempo frattale e la possibilità di conoscerlo attraverso un programma di codice temporale, sono volti a dimostrare come l’antichissima ciclicità del tempo percepita dai Maya, risulti attuale più che mai. E come in essa si nasconda la chiave di lettura per l’interpretazione della data 21 dicembre 2012.

Coniugando le scoperte sui frattali e quelle sulla ciclicità del tempo al messaggio tramandato da popoli antichi come gli Esseni, interpretiamo la mappa di un passato modello naturale di vita ed equilibrio, rappresentazione concreta della sezione aurea phi e propositivo di una comprensione del tempo alternativa, che ci fa cavalcare cicli temporali infiniti.

Cos’è un frattale? Continue reading

La New Age

La New Age - La Nuova Era

La definizione New Age, atta a distinguere una Nuova Era, è usata di frequente per indicare una gamma di movimenti spirituali e filosofici, nati soprattutto negli ultimi vent’anni e legati a credenze mistiche e ad approcci olistici che investono numerosi campi, dalla salute personale alle esigenze ecologiche globali del pianeta. Negli anni, le credenze New Age hanno fatto sì che i suoi esponenti si avvicinassero al 21 dicembre 2012, data che già dall’antichità era vista come un punto di svolta per il pianeta e per il rinnovamento delle coscienze. Ovvio che anche la New Age la prendesse ad oggetto come fine ultimo nell’elaborazione di teorie legate alla spiritualità e alla religiosità, e classificandola come punto d’inizio del “Nuovo Ordine Mondiale”, successivo alla quarta grande epoca, o Kali Yuga, o Età del Ferro, che è quella in cui oggi ci troviamo.

La Nuova Era, dal punto di vista astrologico, consiste nel passaggio verso l’Era dell’Acquario, che si lascia alle spalle quella attuale, dei Pesci.
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Notizie dal Sole – 8 marzo

Sembra che ci siamo di nuovo. A distanza di poco tempo dalla precedente eruzione solare, ci troviamo in una nuova fase di espulsione di massa coronale. A dispetto del ciclo ascendente di attività solare, che ha un picco previsto per il prossimo anno a completamento della fase dei suoi undici anni, il Sole è ancora in piena attività.

L’eruzione solare è iniziata martedì sera, e ed è stata definita da Joe Kunches, uno degli scienziati della NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration, il “Super Martedì”.

Eruzione solare - fonte NASA

La vera tempesta geomagnetica è iniziata però solo tra l’una di notte e le cinque di mattina di oggi, giovedì 8 marzo, e rischia di scatenare un torrente di particelle che potrebbero interferire con le comunicazioni radio, GPS e voli aerei, rispettivamente, e in tre fasi diverse.

Una tempesta solare con dei picchi così elevati, infatti, può interrompere in maniera significativa i sistemi di comunicazione satellitare, e in casi più rari, interferire con le reti elettriche a terra, che però, in ordine di tempo, sarebbero le ultime ad essere coinvolte, quando il vento solare generato dall’espulsione entra a contatto con l’atmosfera terrestre, impattandola in modo più o meno intenso.
La prima conseguenza è uno scossone del campo magnetico terrestre.

Alcuni ricercatori sostengono che tali fenomeni accadono poiché il Sole è stato relativamente tranquillo per qualche tempo, e quindi la sua attività rischia di apparire più forte proprio perché la Terra ha convissuto per molti anni con una debole attività solare. Il Sole, si sa, è soggetto a cicli periodici e quello attuale terminerà il prossimo anno.

Tempesta solare

Secondo Bill Murtagh, coordinatore del programma per il centro di meteorologia spaziale, si tratta di un fenomeno intenso, ma non di tipo estremo. Anche il dr. Craig Underwood, dal Surrey Space Centre in Inghilterra, ha dichiarato che “l’evento, pur essendo il più grande negli ultimi anni, non è sicuramente il più grave, e tempeste molto più intense sono da aspettarsi per il prossimo anno, quando ci avvicineremo davvero al massimo dell’intensità solare”. Sempre secondo Underwood, questi eventi agirebbero come un campanello d’allarme sul nostro stile di vita occidentale, così legato alla tecnologia spaziale e alle moderne infrastrutture della rete elettrica.

Fatto sta che la tempesta dovrebbe durare almeno fino a venerdì mattina, anche se lo stesso Kunches sembra prevedere un altro gruppo di macchie solari molto attive, pronte a puntare dritte verso la Terra, subito dopo la tempesta in corso.

Il solar flare, iniziato giovedì, è appena successivo ad uno meno intenso, verificatosi domenica scorsa.

Le società di servizi di tutto il mondo sono state allertate per i potenziali effetti a cascata che potrebbero intensificarsi soprattutto a partire da stasera, anche se le tempistiche non sono calcolabili. L’intensità della tempesta solare è infatti determinata anche dalla velocità d’impatto tra le particelle del vento solare e la nostra atmosfera, e soggetta alle diverse latitudini.

Di tempeste solari in passato se ne sono registrate diverse, sempre con latitudine a nord.

Nel 1972, una tempesta geomagnetica provocata da un brillamento solare interruppe le comunicazioni telefoniche a lunga distanza in tutto lo stato americano dell’Illinois.

Nel 1989 una tempesta solare molto intensa riuscì a far collassare la rete elettrica del Quebec, in Canada, mettendo al buio circa sei milioni di persone.

Inutile allarmismo? Può darsi. Fatto sta che si parla, ancora una volta, delle maggiori tempeste magnetiche registrate negli ultimi cinque anni, e che il picco dovrebbe essere raggiunto “solo” nel 2013. Fatto sta che tra le 7 e le 8 di martedì notte il brillamento solare ha raggiunto la classe X5, ed è stato definito dal NOAA Space Center Prediction come “una delle più intense eruzioni del ciclo solare in corso”.

Accontentiamoci, allora, di valutare il “lato positivo” dell’evento… Le aurore boreali, infatti, dovute all’impatto del vento solare con l’atmosfera terrestre, saranno visibili alle latitudini più elevate, soprattutto verso i Poli, nel Regno Unito e in parte degli Stati Uniti settentrionali.

Fonti:
http://www.earth-issues.com

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-17295337

http://www.onislam.net/english/health-and-science/news/456135-solar-activity-fear-increases-as-2013-gets-closer.html

Notizie dalla California

Esodo di massa dei delfini in California

Cosa sta accadendo sulle coste della California? Nei giorni scorsi, circa 2000 delfini hanno abbandonato in branco le rive dell’oceano, spostandosi velocemente, come in seguito ad un richiamo collettivo. Filmati da una imbarcazione che si dedica proprio allo whale-Dolphin Watching, questi splendidi animali, il cui linguaggio sembra essere così simile nella struttura a quello umano, hanno lasciato interdetti gli ambientalisti, abituati ad assistere allo spostamento in colonie di decine di mammiferi, e non migliaia. Cosa li ha disturbati, dunque?

Qualcuno ha parlato di una sorta di schermaglia amorosa che ha coinvolto i delfini nell’insolito spettacolo. Qualcun altro ha supposto un possibile terremoto tra la California, l’Oregon e Washington. E in effetti, proprio a distanza di qualche giorno, il 5 marzo, si sono registrati due terremoti  lungo la baia di San Francisco, dove il primo sisma è stato di magnitudo 3.5 e il secondo di 4,0.

La zona, tuttavia, è soggetta di frequente ai movimenti tellurici, e le scosse avvertite il 5 marzo non sembrano giustificare un simile esodo di massa. Oltretutto, appare strano che in passato, fenomeni di intensità sismica superiore a quella registrata nei giorni precedenti non abbiano avuto ripercussioni sul comportamento dei cetacei. Qualcosa di insolito ha disturbato l’abituale comportamento di questi intelligenti animali, e si presume che il loro atteggiamento sia mirato a comunicarcelo. Forse una semplice perdita di orientamento? Poco probabile.

La migrazione di massa va considerata come un fenomeno da non sottovalutare. In effetti alcune stranezze degli ultimi anni lasciano immaginare ipotesi di vario tipo. Si riconosce, ad esempio, che alcuni animali risentono particolarmente del magnetismo terrestre, e reagiscono in modo tempestivo nel caso di una variazione, ma anche che spesso le apparecchiature utilizzate dalla marina militare e dai sottomarini – apparecchi come il sonar – a volte disturbano la frequenza sulla quale viaggiano i suoni trasmessi dai cetacei. Se la rilevazione dei rumori da parte dell’orecchio umano parte dai 20 hertz, ad esempio, quella di animali come la tigre o l’elefante può arrivare a captare suoni fino ad 1 hertz. La trasmissione delle vibrazioni nell’acqua, oltretutto, può assumere un riflesso ancora maggiore, grazie all’intensità e alla mole di masse che si spostano da un luogo all’altro; il che potrebbe in parte giustificare lo spostamento collettivo dei cetacei, in risposta ad un infrasuono. Quest’ultimo, però, da cosa trae origine? E soprattutto, si tratta di semplice vibrazione acustica, o è conseguenza diretta di un movimento interno alla crosta terrestre, magari ad una latitudine più lontana da quella in cui avviene la fuga dei mammiferi?

Già in passato l’uso del sonar da parte della Marina Militare al largo delle coste della California del sud aveva suscitato forti polemiche da parte di ambientalisti e animalisti, che avevano denunciato anche la morte di un delfino presso l’isola di San Nicolas, oltre che di una balena verso Santa Barbara. Nonostante la causa del decesso non fosse apparsa subito evidente, i rapporti pubblicati rivelavano una spaventosa connessione tra quanto stava accadendo in mare e l’utilizzo del sonar in quel tratto di oceano nello stesso periodo.

Dorsali oceaniche

L’avvistamento di pochi giorni fa è avvenuto sul Dana Point, una delle imbarcazioni più famose nella zona di Laguna Beach per ammirare i cetacei, e sulla quale vengono organizzati dei veri e propri safari. Come capire, inoltre, se la fuga in branco sia stata espressione di un fastidio o al contrario una manifestazione di gioia, soprattutto alla luce di un sisma poi realmente verificatosi? Esodo di massa che offre una visione suggestiva, senza dubbio, ma che fa riflettere ancora una volta su quanto stia accadendo sul nostro pianeta…

Fossa delle Marianne e subduzione

La faglia di S. Andrea, sulla quale poggia la California, è soggetta a continui movimenti tellurici. Un argomento molto studiato nella tettonica a zolle, oggi ufficialmente riconosciuta e adottata dalla scienza nello studio dei terremoti. Rimanendo sulla teoria delle placche, geologi e sismologi dovrebbero allora tener conto anche della relazione tra la dorsale medio pacifica e la Fossa delle Marianne, soprattutto nella  subduzione che avviene nell’oceano in corrispondenza della seconda.

Fossa delle Marianne

Le dorsali oceaniche, catene montuose sottomarine che si trovano nel punto di congiunzione tra le zolle, sono infatti il luogo di produzione della nuova crosta oceanica a componente magmatica, e soggette a continuo movimento sismico. Forse ipotesi troppo suggestive, ma il rigore scientifico non può prescindere dalla valutazione comparativa di fenomeni che mostrano un nesso, seppur lontano. La crosta terrestre è in continuo movimento, e lo sappiamo, ma non sempre è facile collegare semplici mutamenti geologici agli atteggiamenti dei nostri animali.

Negli anni si sono registrati altri esodi di gruppo dei delfini, avvistati ad esempio in Messico. Sarebbe allora opportuno verificare se, di lì a poco, ci sia stato un sisma di magnitudo tale da giustificare, anche in quel caso, una fuga di massa e soprattutto se questi episodi siano rilevabili solo perché vicini alla costa, come nel caso della Dana Point Harbor, o se avvengono ripetutamente anche in pieno oceano, dove è possibile sì registrare il movimento tellurico, ma è più difficile trovare una coincidenza con un fenomeno come l’esodo migliaia di mammiferi.

Fonti:
http://www.reuters.com/article/2012/03/05/us-quake-california-idUSTRE8240QZ20120305
http://laist.com/2008/02/22/navy_1_dolphins.php
http://video.repubblica.it/natura/attorno-alla-barca-il-branco-di-2mila-delfini/89214/87607
http://www.abovetopsecret.com/forum/thread813240/pg1
http://www.uciimtorino.it/roccati/tettonica_delle_placche.pdf

Il Punto Zero

La Terra

Gli eventi fisici e geologici degli ultimi anni sono l’indice di cambiamenti che stiamo vivendo in maniera globale. La crosta terrestre è in continua evoluzione. Terremoti, uragani, fenomeni meteorologici inusuali hanno spinto gli esperti a valutare in maniera scientifica e – se possibile – ancora più oggettiva cosa stia accadendo sul pianeta. L’apertura della fisica e della scienza a possibilità prima ritenute insolite, come la fisica quantistica, hanno permesso di valutare come il nostro mondo stia cambiando, e noi con esso.

La frequenza del pianeta non è più la stessa, come non lo è il magnetismo terrestre.

Le tempeste solari hanno un ruolo imprescindibile nel verificarsi di situazioni anomale e lo scioglimento dei ghiacciai lo sta dimostrando ogni giorno di più. La climatologia assume un ruolo di spicco nella valutazione degli estremi contro i quali ci ritroviamo ogni giorno a combattere, a volte in modo inconsapevole. Potremmo infatti scoprire che non siamo noi, o almeno non del tutto, a determinare fenomeni quali l’effetto serra, e che le scie chimiche sono in realtà una sorta di tutela messa a punto dai governi per proteggerci da un cambiamento (o dalla consapevolezza dello stesso?) ritenuto ormai inevitabile.

Risonanza di Schumann

Cosa vuol dire tutto questo? Da anni gli scienziati parlano di una pulsazione diversa della Terra – la cosiddetta Risonanza di Shumann – e di un suo possibile ritorno al punto zero, con conseguente inversione dei poli magnetici. Il tutto sarebbe previsto a cavallo di una data fatidica: il 21 dicembre 2012, e avverrebbe, secondo fonti autorevoli, nel giro di 72 ore, durante i quali la Terra rimarrebbe ferma.

Ma cosa c’è di vero in quella che, oltre una profezia proveniente da popoli lontani e sconosciuti sparsi nelle diverse epoche e latitudini, sembra essere una manifestazione ciclica e “normale” alla quale è soggetto il pianeta ogni “tot” numero di anni?

 

La Via Lattea

Il punto zero della Terra sembra verificarsi ogni 25.625 anni. In una data che coincide con il termine non solo di un ciclo o Era Mondiale di 5.125 anni, ma di ben 5 grandi Ere Mondiali.
Due coincidenze che si verificano in contemporanea, dunque: la fine di un’Era parziale, che è quella della nostra civiltà, e quella di un processo ancora più lungo, il lento ciclo della precessione degli equinozi, in cui la Terra termina il giro intorno al proprio asse e si avvicina sempre più verso il centro della Via Lattea, la nostra galassia.
È questo il punto sul quale sembrano convergere molte profezie, certo, ma anche diverse teorie scientifiche.

Un antico popolo, gli Hopi, fu testimone di questo avvenimento. Nei loro racconti si parla del giorno più lungo, in cui il Sole sorse due volte, da direzioni opposte, brillando nel cielo per venti ore consecutive. È possibile trovarne traccia negli antichi testi peruviani ma anche nei testi biblici. Informazioni simili sono presenti nei testi degli antichi Esseni, come il codice di Enoch, e nei monasteri tibetani.
Gli stessi Maya parlano della nostra civiltà, dicendo “Voi che camminate tra i mondi”: un modo semplice per indicare il passaggio della nostra civiltà verso un’Era nuova.

Negli ultimi anni si è compreso che la Terra è soggetta a forze interplanetarie, che lungi dal rendere il pianeta indipendente rispetto ad altri corpi celesti, lo spingono verso quella che è stata definita dal geofisico russo Alexei Dmitriev la “cintura fotonica”. Una forza esterna, che non conosciamo, sta attirando il pianeta verso il centro della galassia. Gregg Braden, scienziato e autorevole ricercatore, già in una conferenza svoltasi a Seattle il 25 febbraio del 1995, sosteneva che “Il Sole sta cambiando il suo campo magnetico e la Terra sta provando a rispondere”.

DNA e mutazioni genetiche

Ciò vuol dire che il Sole è sintonizzato con qualcosa di più grande, che proviene dal centro della galassia, e la Terra deve adattarsi ad un cambio di vibrazione. L’unico modo che il pianeta conosce per farlo è mutare la propria pulsazione interna. E il nostro corpo, a sua volta, deve sintonizzarsi con questa. Studi genetici degli ultimi anni hanno scoperto canali profondi del nostro essere che hanno portato a stadi superiori di coscienza e a mutazioni genetiche del DNA.

Anche il battito cardiaco è sintonizzato con le pulsazioni della Terra, in quello che viene chiamato “circuito sacro”. Ed è proprio all’interno di questo circuito che stanno tornando a prendere piede le culture antiche, con la loro saggezza. Il mondo nel quale viviamo è costituito da griglie che trasmettono vibrazioni e legami che spesso ci fanno ritrovare coinvolti in una sorta di “risonanza collettiva”, più dominata dalla paura, che dall’amore.

Nell’ottobre del 2004, uno studio pubblicato da Nature mostrò come il centro della Via Lattea, fosse una fonte di energia talmente potente da influenzare ogni forma di vita presente sul pianeta. Un’energia che c’è, dunque, anche se non si vede. Da ciò, si mostrò la profonda influenza che la stessa ha su di noi, in rapporto alla posizione che il pianeta assume rispetto alla galassia.
Ci stiamo avvicinando al punto in cui la Terra è più influenzata da quest’energia, e procediamo verso il punto zero, conosciuto anche come punto di svolta epocale.

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Fisica e Fisica Quantistica

La fisica è definita come lo studio dei fenomeni naturali e di tutti gli eventi che possano essere descritti o quantificati per mezzo di grandezze fisiche, al fine di stabilire principi e leggi che regolano le interazioni tra le grandezze stesse. L’insieme di tali principi e leggi determina la nascita di teorie “deduttive”, che nascono da una sperimentazione pratica, eseguita quindi sul campo.

Galileo Galilei, 1564 - 1642

Isaac Newton, 1643 - 1727

Considerata all’inizio solo come una branca della filosofia, dal XVIII secolo venne invece chiamata fisica naturale, in seguito all’introduzione del cosiddetto metodo “scientifico” elaborato da Galileo. Il metodo scientifico si proponeva infatti l’osservazione di fenomeni naturali, ai quali seguiva la formulazione di ipotesi interpretative. Queste erano seguite da esperimenti, che ne mettevano in luce la validità, attraverso prove inconfutabili. In questo senso si parla di fisica “classica”, la cui nascita è collocabile intorno al 1700, con Isaac Newton.Nel 1687,

Albert Einstein, 1879 - 1955

Newton pubblicò l’opera Philosophiae Naturalis Principia Matematica, i cui assunti avrebbero costituito le fondamenta della fisica classica. Maxwell e i suoi studi sul magnetismo e l’elettricità nell’’800 e Einstein con la teoria della relatività nel ‘900 avrebbero poi contribuito a rendere la fisica fondamentale nello spiegare la maggior parte dei fenomeni che viviamo giorno per giorno sul pianeta, fino ad arrivare ai movimenti dei corpi celesti e delle galassie.

Per molto tempo, dunque, elaborazioni e teorie nuove hanno poggiato su assunti già esistenti e dati per certi, perché acquisiti secondo un rigoroso metodo scientifico. Dunque, non discutibile. Trecento anni di fisica classica hanno così rappresentato un valido punto di partenza, ma anche di arrivo delle sperimentazioni.
Solo negli ultimi anni la scienza si è aperta a nuove possibilità, che hanno messo in luce il limite intrinseco della sua natura.

Nel XX secolo si è scoperto per puro caso un nuovo, piccolo mondo, al quale le leggi di Newton non sembravano essere applicabili: quello dell’atomo. Se infatti inizialmente l’atomo era rappresentato come un elemento statico, al centro di una piccola galassia, la sua raffigurazione oggi appare completamente diversa. Gli stessi scienziati hanno notato come, sia nell’infinitamente piccolo – come nell’atomo – che nell’infinitamente grande – come nella nostra galassia – si potessero osservare fenomeni che non rispondevano ai dettami della fisica tradizionale, e che da questa non potevano essere spiegati.
È nata così la fisica quantistica, che ha aperto un varco verso confini inimmaginabili che mostrano come lo spazio intorno a noi sia tutt’altro che vuoto.

 

Max Planck, 1858 - 1947

Padre della fisica quantistica è Max Planck, che intorno al 1944 ha dichiarato come esista “un campo unitario di energia che unisce tutto il creato”. Non più induzione sperimentale e fisica deduttiva, quindi, ma fisica dei quanti, e delle innumerevoli possibilità che da questi derivano.
Il termine quantum indica i quanti di energia elettromagnetica, cioè la quantità di particelle – e di sostanza – di cui è fatto il mondo. Minuscole esplosioni di luce, fotogrammi infinitesimali, energia allo stato puro che esiste su scala microscopica e che permea la materia, che si tratti di aria, acqua o vento, e che consente a questi ultimi di viaggiare nello spazio. Vibrazioni, onde di energia vitale che, propagandosi da un posto all’altro, ci inducono a pensare l’etere un campo di energia diversa da quelle studiate finora. Tesi, questa, che capovolge totalmente il principio base della fisica classica: ritenere che lo spazio sia vuoto.

In realtà la visione di Einstein, secondo la quale “il mondo esiste indipendentemente da noi esseri umani e si presenta come un grande, eterno indovinello, accessibile solo in parte alle analisi scientifiche e al nostro pensiero” era già all’epoca confutata da Jhon Wheeler, fisico a Princeton e suo contemporaneo. Wheeler, infatti, sosteneva che la vecchia idea secondo la quale l’universo era separato dall’essere umano era ormai superata dalla nuova tesi del mondo quantistico, che vede il ruolo dell’uomo capovolgersi da osservatore in partecipatore.

L’uomo che non è più spettatore è centrale anche nelle tesi di David Bohm, altro fisico formatosi a Princeton che, in riferimento alla teoria dei quanti, parla di “soggiacenti livelli di realtà”. Nella sua idea, l’universo ha un ordine implicito simile ad un ologramma dinamico, a noi invisibile, ed un ordine esplicito, che invece vediamo. Si può dire che Bohm fosse, per certi versi, un antesignano della natura olistica dell’universo.
Max Planck sostiene che proprio in virtù della presenza di questo campo, esiste un’intelligenza responsabile del mondo fisico. Questa forza, vista come materia, presuppone l’essere di una mente cosciente e intelligente, che rappresenta la matrice di tutta la materia.

Secondo questa concezione, nelle dimensioni più infinitesimali della nostra realtà, saremmo collegati gli uni agli altri in una sorta di griglia infinita che unisce scienza e spiritualità, secondo l’ultimo sentiero tracciato dalle Scienze Noetiche.

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