La profezia dei Teschi di cristallo

Recita un’antica leggenda maya: “Quando i tredici teschi di cristallo saranno ritrovati e riuniti, inizierà un nuovo ciclo per il genere umano, un ciclo di grande conoscenza ed elevazione”.
Antichissima profezia, ci perviene attraverso una tradizione orale, e sembra porci davanti ad un monito potente: il teschio, simulacro di quanto è stato e di quanto diverremo, è il simbolo di molte culture atte a testimoniare quanto la vita e la morte rappresentano, un divenire unico, la morte che diventa viva: la realtà oggettivata.
La simbologia maya offre sempre una visione potente di quanto i Maya ci hanno tramandato, a partire dal numero tredici, che oltre ad essere il numero dei teschi, è anche quello dei baktun di lungo computo. Ripensiamo allora al calendario maya e alla circolarità nella percezione del tempo. Monito non trascurabile, ed espressione della formula salvifica. Quanto siamo evoluti moralmente? Che livello di coscienza abbiamo raggiunto? Siamo pronti a porci dinanzi ad un nuovo tipo di realtà, a lasciare il mondo come lo abbiamo conosciuto fino ad ora?

È diventato un must grazie a Indiana Jones, ma da sempre ha rappresentato il sacro, l’occulto e l’ignoto, indipendentemente dalla sua presunta provenienza aliena nel film o dalla sua immagine spettrale nel cristallo di rocca conservato presso il British Museum, o quella lattiginosa del cranio di quarzo bianco presso lo Smithsonian Institute.

Il teschio, in assoluto, è il simbolo prestigioso ed evocativo di qualcosa che riguarda il nostro cambiamento, spirituale e psichico. Un salto epocale che – stando a quanto ci viene detto – avverrà da qui a poco, ma che è già in itinere. E, nel caso dei pezzi ritrovati, sarà per la strana luce che emanano i teschi, per i suoni e i profumi che sono ad essi associati, per la forte suggestione che esercitano verso chi li osserva e che narra di averli visti muoversi; sarà per i fatti strani che accadono, insomma, che la forza del teschio è invasiva.
Secondo alcune fonti, i Maya vedrebbero il lembal, cioè il teschio, come una evocazione della “conoscenza illuminata”.
Carlos Barrios, uno degli ultimi sacerdoti maya sopravvissuti, designa chiaramente cosa accadrà se e quando i teschi saranno ritrovati, e posti tutti insieme nella medesima stanza. Al di là della conoscenza ancestrale dell’uomo, chiaramente rappresentata dal cranio, nel cristallo ritroviamo la capacità di trasmettere forza e coscienza fino ad allora nascoste. Una sorta di riapertura del terzo occhio e della consapevolezza di sé e del proprio poter essere. Non a caso il quarzo è molto usato dai sensitivi e nell’apertura dei chakra.

Nel 1880, invece, Jaques e Pierre Curie scoprirono le capacità piezoelettriche di alcuni cristalli naturali e sintetici: tra i primi, proprio il quarzo.

La storia dei teschi di cristallo, tramandata oralmente, viene a consolidarsi sul finire del XIX secolo, quando i primi vengono ritrovati in luoghi distanti l’uno dall’altro e la profezia sembra iniziare a prendere piede. Sulla veridicità del fatto c’è ancora molta incertezza, ma una cosa è certa: qualunque sensitivo si sia mai trovato al cospetto dei cinque teschi riesumati dai luoghi che li hanno custoditi per secoli, ha sentito una forza e un potere emergere dagli stessi, come se il solo cristallo determinasse una forza indotta e dominante. Secondo la leggenda, la conoscenza ancestrale, l’antica saggezza di cui il nostro mondo dispone verrebbero riesumati contestualmente alla riscoperta dei teschi, e porterebbero l’umanità verso la nuova consapevolezza della razza umana. È pacifico, dunque, che l’agire sul cervello, nel corso dei secoli, sia rimasto inalterato, a dispetto di quanto la natura umana si sia evoluta. La capacità ancestrale del nostro organo cognitivo sta nel riconoscere quanto gli viene presentato attraverso un linguaggio immediato, che è quello delle onde elettromagnetiche. Induzione, telepatia, conoscenza e consapevolezza si mostrano con tutta la loro forza al cospetto di quello che, al di là di un semplice oggetto, sembra essere un concentrato di forza e saggezza.
Altro dato: a tutti coloro che siano stati in grado di recuperarli e riportarli alla luce, sembrano accadere fenomeni a tratti inspiegabili, che hanno l’ardire di porre l’individuo a contatto con sé stesso e il proprio mondo, forse attraverso la stimolazione dell’amigdala, centro nevralgico in cui è insediato il sistema limbico del nostro cervello.
Stimolazione del quarzo sulla mente, apertura di una porta psichica sulle infinite possibilità quantiche, capacità mistiche e riflesso sulle onde elettromagnetiche emesse dal cervello, dunque, sono la sintesi di quanto possa accadere in presenza dei teschi, con un potenziamento che raggiungerà l’apice quando si troveranno tutti insieme. Ed è l’apertura stessa verso la consapevolezza di uno stato di coscienza superiore, al quale solo pochi saranno ammessi, elemento cardine su cui si attesta l’auspicio del loro ritrovamento prima del verificarsi della fatidica data, il 21 dicembre 2012. Perché, se di coincidenza si tratta, davvero non è ridicolo affermare che il ricongiungimento dei cristalli possa determinare, a detta di Barrios, una riduzione sull’impatto e sulla contaminazione previste a livello planetario, e che dovrebbero aver luogo proprio a cavallo di quella data.

La Fondazione Pelton e le ricerche sul paranormale, eseguite già a fine Ottocento, diventano allora risolutive nella prosecuzione degli studi sui teschi. Quelli rinvenuti sono sottoposti a indagini di ogni tipo, e una cosa sembra emergere. Al di là del tempo e del luogo dal quale provengano, questi teschi sembrano mostrare la medesima forza attrattiva o repulsiva verso chi sta loro di fronte. Potere suggestionale o riscontro effettivo di un potere che va oltre quanto è comunemente percepito come “normale”? E soprattutto, potrebbe esserci un legame diretto tra il quarzo di questi teschi e la famosa pietra focaia di Atlantide, anch’essa un quarzo? Su quest’ultimo punto abbiamo le annotazioni trasmesse da Platone nei suoi discorsi, e una gran dovizia di particolari fornitaci dalle letture di Cayce. Documenti meravigliosamente redatti, ma mai provenienti da fonti dirette. Tutte domande che fino ad oggi restano ancora avvolte nel mistero e sulle quali tanti studiosi continuano a battere.

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