Il 2012 Tra Scienza e Spiritualità

Il pianeta sta cambiando. Mutamenti fisici della crosta terrestre si accompagnano a catastrofi naturali come maremoti, terremoti e al surriscaldamento del clima. Lo scioglimento dei ghiacciai, la scomparsa di alcune specie animali e la risposta biologica del nostro organismo non fanno altro che confermare che il punto di svolta si sta raggiungendo. Allo stato delle conoscenze attuali, la scienza, con i suoi circa 300 anni di storia, ha avuto l’umiltà di ammettere che non sarebbe possibile fornire uno scenario completo riguardo gli eventi che si attendono imminenti alla fine di quest’era, ed è riuscita in parte ad  accantonare la sua natura puramente empirica, fornendo così un varco alla spiritualità.


La stessa fisica quantistica ce lo dimostra, con l’apertura ai diversi mondi possibili, e alle innumerevoli possibilità quantiche. La struttura del DNA, in perenne movimento, mostra come la forma elicoidale della nostra fonte di vita vada evolvendosi negli ultimi anni verso qualcosa di più complesso.

La materia, che prima si sapeva vuota, si scopre ora pregna di una griglia, formata da vibrazioni e sentimenti, che, come ora la stessa scienza dimostra, agiscono su quanto abbiamo intorno. Dunque, sul mondo esterno. Poco importa quale nome si voglia dare all’aria che ci circonda. Che sia Matrix Divina, Campo o altro, non importa. Quello che assume rilevanza è che sia materia densa, riempita da ciò che noi stessi emettiamo, attraverso la sapienza innata del corpo. Sapienza che, pur essendo rimasta nascosta  migliaia di anni, conserva la memoria antica dell’universo e della sua unione. L’ologramma, che ora sembra avere un senso nel suo essere parte “intera” di un tutto cosmico, è il nostro punto di riferimento nella spiegazione del mistero che sta per accadere.

Le religioni, da quella giudaico cristiana a quella indù, dalla musulmana, alla buddista e tibetana, offrono delle prospettive affatto trascurabili riguardo il passaggio nella nuova era, lanciando un ponte finora inimmaginabile tra scienza e spiritualità. Dalle catene del DNA umano alla saggezza del corpo, dalla medicina tradizionale alla guarigione spirituale, dalla polarità del bene e del male alla forza della compassione, tutto converge verso una nuova consapevolezza, in parte sottrattaci, ma rimasta pura e inalterata nel segreto dei monasteri tibetani e boliviani, nei rotoli del Mar Morto, nella cultura essena e nelle profezie dei Maya e degli Hopi. Culture dismesse quando fu deciso, sul finire del IV secolo,  circa mille e settecento anni fa, quale dovesse essere il destino del pianeta, che tipo di mondo avremmo voluto avere, e quale impostazione dare alle nostre vite.
Conoscenze volutamente dimenticate perché contenenti un significato unico e ineluttabile: quello che la tecnologia, e quanto abbiamo creato, è solo un modo per padroneggiare quanto è intorno a noi. Quanto è dentro di noi, che non è altro che lo specchio delle capacità e della tecnologia che abbiamo riflesso all’esterno, è rimasto invece latente, fino a quando non ci siamo posti il problema: cosa accadrà, appunto, il 21 dicembre del 2012?
Il cambiamento che paventiamo, in realtà, è già in atto da diversi anni. Secondo molti studiosi, viviamo in un “non tempo”, di cui, se impariamo ad ascoltare i segni, ci accorgiamo grazie al mutamento del nostro stesso corpo. La risposta immunitaria al cambiamento è appena percepibile solo se non vogliamo ascoltarla, ma diviene imponente se, seguendo la corrente, ci adattiamo al fluire degli eventi.
La sensazione del tempo che scorre più velocemente rispetto all’andamento delle lancette, la difficoltà nel dormire e il risvegliarsi affaticati, permettono oggi di affrontare una sorta di iniziazione collettiva con strumenti e poteri nascosti dentro di noi, seppelliti da anni di innovazioni tecnologiche. Il cambiamento epocale che stiamo vivendo, però, trova terreno su  basi solide lanciate già diversi anni fa.
L’epoca del passaggio si lascia classificare intorno al mese di luglio del 1992, quando, verosimilmente, iniziò il periodo necessario al riallineamento dei sistemi temporali.
Il calendario Maya inizia, secondo alcune ricerche, circa 18 mila anni fa, e si conclude il 21 dicembre 2012.
Il calendario egizio, iniziato circa 39 mila anni fa si conclude alla stessa data.
Tralasciando per un momento una retrodatazione che si ritiene ormai necessaria nei confronti della civiltà egizia, e di cui parleremo in un capitolo a parte, possiamo soffermarci su un punto: tutte le culture millenarie antiche narrano l’andamento di un’epoca, quella attuale, che si conclude alla stessa data. Sia che si tratti del calendario maya, sia che facciamo riferimento alla cultura essena o alla tradizione hopi, sia che osserviamo la spirale della vita tracciata nei templi sperduti di un deserto americano, una cosa appare chiara: questi popoli erano perfettamente consapevoli che l’anno in questione avrebbe determinato un passaggio ad un’altra epoca. Contrariamente a quanto impazza nel web, però, non si parla della fine della vita umana, ma solo del termine di un’epoca. I Maya, forse meglio di  altri, lo spiegano con il lungo Computo, ma gli stessi Hopi sono concordi nel dire che nel 2012 si avvereranno le famose profezie di cui i loro antenati parlavano. In entrambi i casi sembra sia arrivato il momento di condividere queste conoscenze con il resto degli esseri umani.
Lo stesso Nostradamus, alla quartina 41, parla dei due soli che illumineranno la Terra.
Chi, infine, ma non da ultimo, non ha mai letto nulla sui Crop Circles, i famosi cerchi nel grano? A più di trent’anni dalla loro prima comparsa, la scienza appare ancora incerta sulla spiegazione del fenomeno. Ciò che è chiaro, è che, ferma restando l’origine umana di alcuni cerchi creati da un bel gruppo di buontemponi, questi ultimi hanno una matrice diversa dai precedenti (ed in seguito se ne spiegheranno i motivi). I cerchi originali, perfettamente distinguibili, mostrano una vibrazione nuova, dando ad intendere che un’entità che non riusciamo a identificare ci stia lanciando numerosi segnali in merito a quanto sta per accadere. Proprio, sembrerebbe, il 21 dicembre 2012. Il linguaggio, tuttavia, come vedremo, ci è tutt’altro che sconosciuto…

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