La ghiandola pineale

Ghiandola pineale

La ghiandola pineale, detta anche epifisi, è una ghiandola endocrina a forma di pigna, situata nell’epitalamo, dalle dimensioni pari a quelle di una nocciola. Collegata da una serie di fasci nervosi, produce, attraverso le sue cellule, i pinealociti, un ormone fondamentale per la vita: la melatonina.

Tale ormone regola il ritmo circadiano di sonno-veglia, ed è secreto solo di notte. Alle prime luci dell’alba la sua concentrazione diminuisce, per poi tornare ad aumentare con il buio della notte successiva.

Papa Giovanni Paolo II

Piazza della Pigna

Nella neurologia moderna la ghiandola pineale è stata spesso sottovalutata, suscitando scarso interesse, nonostante una relazione di reciprocità esistente tra il suo funzionamento, quello della tiroide e delle ghiandole adrenali, e l’intero sistema immunitario. Stranamente, vista la sua conoscenza fin dall’antichità, quando la ghiandola appariva talmente importante da rivestire il ruolo di “terzo occhio”, con un’iconografia che si ritrova anche nei simboli massonici. Non solo: troviamo dettagli iconografici anche nella città del Vaticano, in Piazza della Pigna e nello scettro del Papa, sotto il crocifisso.

 

Terzo occhio nel Budda

Si tratta, qui, di culture religiose distanti, che trovano un punto focale comune in un simbolo che diventa rappresentativo di entrambe. Quelle che potrebbero sembrare semplici coincidenze, dunque, sono tutt’altro.

Ghiandola pineale, particolare

In effetti, dal punto di vista filosofico, questa nocciola dal peso modestissimo (circa 150 mg) ha da sempre rivestito un ruolo fondamentale nel linguaggio esoterico, ed il suo ruolo è stato rivalutato nella meditazione e nello studio dei chakra.
La base stessa della meditazione pare essere quella di risvegliare il la ghiandola pineale, che altrimenti va incontro ad una calcificazione piuttosto frequente che si verifica in età matura.

La stessa medicina orientale ritiene la ghiandola pineale capace di decodificare le informazioni ricevute, che vengono trasmesse attraverso le zone energetiche del corpo, grazie alla colonna vertebrale, che agisce da perfetta cassa di risonanza.

Perché quest’attenzione così frequente verso la ghiandola pineale negli ultimi anni?
Al di là dei poteri mistici che le vengono attribuiti, questa ghiandola rappresenta un canale nascosto nel nostro corpo, custodito nel suo essere latente per millenni. Il suo ruolo, dunque, è quello di illuminarci, creando una vera e propria luce nel buio.
Quella luce che, secondo il Vangelo di Matteo, si riattiva, illuminandoci la strada.

La ghiandola si calcifica quando, nella vita moderna e con l’alimentazione ricca di zuccheri e cibi raffinati, non viene più sollecitata.
Secondo studi scientifici, ciò porterebbe ad una sorta di obnubilazione delle coscienze.

Ma perché il Vaticano ne fa uno stendardo, che ritroviamo anche nella piramide di Giza, in Egitto, e sullo scettro del dio egizio Osiris, in cima a due serpenti incrociati che simboleggiano il DNA, atto a raggiungere la ghiandola attraverso la spina dorsale? Sembrerebbe che culture religiose e filosofiche anche lontane pongano molta attenzione al ruolo dell’epifisi.

I numerosi studi scientifici eseguiti in merito sembrano concordare su un punto: la ghiandola è attivabile mediante il sonno e la meditazione, attività poco praticate nell’epoca moderna. Quello che potrebbe accadere, molto verosimilmente, arrivando al famoso “punto zero”, è un’attivazione improvvisa della ghiandola, su sollecito del cambiamento che avviene nel magnetismo terrestre.

Geoff Stray, uno dei maggiori studiosi di profezie maya, e autore, tra gli altri, di “2012: estasi o catastrofe?” nota come, in coincidenza con il 21 dicembre 2012, molti indizi possano indurci a pensare ad un nuovo stato di coscienza e ad una nuova era dell’umanità.
A tal proposito, dice Stray, uno studio del geologo russo Alexei Dmitriev, ha dimostrato come il sistema solare stia entrando in una nuova area energetica di plasma magnetizzato, responsabile dei cambiamenti che avvengono sulla Terra.

Dmitriev sostiene che questo non influisce solo sul clima e sullo stato magnetico del nostro pianeta, ma provocherebbe anche un’evoluzione spontanea di massa dell’umanità, attraverso mutamenti magnetici che agiscono sulla ghiandola pineale, che comincia a liberare sostanze neurochimiche a effetto allucinogeno. In concomitanza con quella data, dunque, un numero enorme di persone avrà sogni ed esperienze paranormali.

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