Notizie da Arecibo. Chasing Ufos: il tweet del National Geographic agli alieni

E.T. di Steven Spielberg

Vuoi contattare gli alieni? Fallo con un tweet!
La notizia che impazza sul web in questi giorni è quella relativa al prossimo tweet tra esseri umani e alieni, che sta per essere lanciato dall’osservatorio portoricano di Arecibo, e messo in opera dal National Geographic proprio nelle prossime ore. La nuova trasmissione si chiama “Chasing Ufos”, e verrà trasmessa dalla mezzanotte di venerdì 28 giugno alle 7 del mattino successivo, ora locale. Nulla di strano, in un mondo fatto di sms, mms, chat, e-mail e altre comunicazioni via etere.

Alieno con le stelle, foto Kirill Sinani per National Geographic

La curiosità è che il messaggio venga inviato nello spazio, e destinato agli extraterrestri. L’iniziativa prevede che tutti i messaggi via Twitter vengano contrassegnati con una sigla precisa, #ChasingUFOs, e che siano riuniti in un testo unico, poi tradotto e inviato il prossimo 15 agosto dall’osservatorio che proprio molti anni fa aveva tentato una comunicazione con altre forme di vita presenti nello spazio. A detta del National Geographic, infatti, esistono molti buoni motivi per credere che nel vasto mondo che non conosciamo esistano delle forme di vita intelligenti.

Kristin Montalbano, portavoce del National Geographic, sostiene che il telescopio di Arecibo, col quale si sta lavorando, sia la strumentazione atta a capire quale possa essere il modo migliore per la codifica dei messaggi, e che gli stessi saranno probabilmente tradotti in codice binario.

Nulla di nuovo rispetto al passato, dunque, anche se il lancio di un tweet collettivo nello spazio indica che la nostra tecnologia è migliorata.

Ricordate Arecibo e il tentativo di comunicazione di qualche decennio fa? La ricerca di un contatto con presunte razze aliene è sempre stato una sorta di fissazione per noi umani, e per anni i ricercatori coinvolti nel SETI, il Search for Extraterrestrial Intelligence, hanno cercato di scoprire come, nei cieli, gli alieni stiano in ogni modo cercando di parlare con noi.

Segnale Wow! - foto Wikimedia Commons

Purtroppo le segnalazioni ritenute veritiere fino ad ora sembrano essere pochissime. Il 15 agosto del 1977 il radiotelescopio Big Ear della Ohio State University, gestito dal dottor Jerry R. Ehman, registrò un forte segnale radio, a banda stretta, simile ad uno scoppio, che passò alla storia come segnale Wow!. Certo è che il segnale non provenisse né dalla Terra, né dal Sistema Solare, ma la strumentazione non permetteva di identificare il luogo da cui partì. La durata fu breve, circa 72 secondi, e non vi fu altra occasione di rilevarlo. Negli anni successivi furono elaborati altri progetti finalizzati allo scopo, sia dallo stesso Ehman, sia da altri. Robert Gray tentò tra il 1987 e il 1989, con il META, dall’Oak Ridge Observatory; nel luglio 1995 H. Paul Shuch fu a capo del progetto Argus; tra il 1995 il 1996, Robert Gray utilizzò il Very Large Array, molto più sensibile del Big Ear; nel 1999, sempre Gray, insieme a Simon Ellingsen tentò di captare delle frequenze attraverso il 26m radio telescope presso il Mount Pleasant Radio Observatory, della University of Tasmania. Tutti tentativi falliti.

La considerazione in merito al segnale Wow! è che la presunta civiltà aliena che lo abbia inviato dovesse essere tecnologicamente molto avanzata, poiché il lancio di un messaggio di tale portata richiedeva una trasmittente di almeno 2.2 Gigawatt: cosa che all’epoca, almeno nel nostro mondo, non esisteva.

Cosa dire invece di Arecibo? L’argomento risulta affascinante anche a tanti anni di distanza, per le speranze e fantasie che suscitò all’epoca, ma anche per le connotazioni che la presunta risposta di Chilbolton assumerebbe oggi, alla luce di conoscenze più avanzate, e di una maggiore consapevolezza di ciò che potrebbe rappresentare un elemento come il Silicio nella nostra vita di ogni giorno.

Quella che segue è l’elaborazione di uno dei capitoli più interessanti del libro “Uomini o Dei?” di Max Merlino, consultabile al link
frabuioeluce.myblog.it/list/by-max/818318600.pdf

Messaggio di Arecibo, 16 novembre 1974 - foto Wikipedia

Il radiotelescopio di Arecibo fu inaugurato il 16 novembre del 1974, quando fu trasmesso nello spazio un messaggio radio sulla frequenza di 2380MHz, corrispondente ad una lunghezza di 126mm, verso l’ammasso globulare di Ercole, identificato come M13 a 25.000 anni luce di distanza. All’epoca Frank Drake, scienziato e docente presso la Cornell University, insieme all’astronomo Carl Sagan e ad altri colleghi, fu responsabile del progetto, che prevedeva l’ideazione di un messaggio, denominato proprio messaggio di Arecibo, composto da 1679 cifre binarie. Il numero fu scelto appositamente perché prodotto dei due numeri primi 23 e 73.
Il messaggio, ricevuto in codice binario, poteva essere ordinato rispettivamente in 23 righe e 73 colonne o 73 righe e 23 colonne. Nella prima disposizione veniva fuori un disegno privo di senso. La seconda formava invece un’immagine che forniva informazioni genetiche, dando luogo a quello che venne definito crittogramma di Drake.

Codice binario trasmesso da Arecibo il 16 novembre 1974

Il codice binario risultante da sinistra verso destra forniva l’inizio dei numeri atomici rappresentanti rispettivamente: Idrogeno (H), Carbonio (C), Azoto (N), Ossigeno (O) e Fosforo (P), gli elementi costitutivi del DNA; la formula degli zuccheri e basi dei nucleotidi del DNA; una rappresentazione grafica della doppia elica del DNA e il numero dei nucleotidi presenti, pari a 4,2 miliardi, anche se le coppie di basi nel genoma umano sono stimate essere 3,2 miliardi. Altre informazioni fornite erano la rappresentazione grafica di un uomo e la sua altezza media, la popolazione della Terra, la raffigurazione del Sistema Solare e del radiotelescopio di Arecibo da cui il messaggio era trasmesso.

Si riteneva che la comunicazione necessitasse di almeno 25 mila anni per arrivare a destinazione e di altrettanto tempo per una eventuale risposta. Cifre che, trasposte nella vita quotidiana, perdono un po’ del loro significato ma sono la dimostrazione della tecnologia raggiunta già nel lontano 1974.

Chilbolton, Hampshire, UK 19 agosto 2001 foto www.ufopedia.it

27 anni dopo, il 19 agosto 2001, un particolare glifo fece la sua comparsa a migliaia di chilometri di distanza da Arecibo, precisamente a Chilbolton, e diede molto da pensare. Intanto, perché proprio presso l’osservatorio di Chilbolton, per una strana coincidenza, il 12 luglio del 2001 era stato scoperto un altro ammasso di stelle nella direzione della costellazione di Ercole a 13 anni luce di distanza dalla Terra e se una ipotetica razza aliena intelligente presente nell’ammasso stellare lo avesse ricevuto e avesse voluto rispondere, il tempo necessario sarebbe stato proprio pari a 26 anni perché la comunicazione ci tornasse indietro. E poi, perché le informazioni contenute nel pittogramma sembrano essere proprio una risposta paritaria alle informazioni fornite da Arecibo, con le dovute differenze della presunta popolazione aliena da cui il messaggio è partito.

Nel cerchio, che ricalca nella struttura il nostro messaggio, oltre alle componenti tipiche del DNA umano, è presente il Silicio (Si), contraddistinto dal numero atomico 14.

Il DNA è diverso, con un numero di nucleotidi che varia da 4.293.917.614 a 4.294.966.190 e la risultante del DNA per metà corrisponde al nostro; per un’altra metà presenta un filamento anomalo a sinistra. È diversa anche la figura umana, che ricorda il cosiddetto Grigio: basso, con 2 braccia, 2 gambe, la testa più grande della nostra, due grandi occhi. L’altezza media è indicata come 2 piedi. Il diametro del trasmettitore è, sempre in codice binario, più grande dei 305m di Arecibo.

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Molti si sono interrogati su questo glifo e sulla grande quantità di informazioni in esso contenute. Come sempre accade in questi casi, ognuno dice la sua. Vero è che i cerchi nel grano rappresentano oggi una forma artistica di particolare bellezza, e al contempo messaggi dal misterioso contenuto. Al di là che si creda o meno alla loro origine aliena, affermare che siano privi di un significato nascosto sarebbe la clamorosa negazione di un’evidenza. Oltre ai numerosi richiami alla geometria sacra, alle intense figure maya, all’allineamento celeste, i cerchi come quello di Chilbolton sembrano voler indicare qualcosa di più specifico, come l’esistenza di una civiltà “altra”, anche se, in buona parte del corredo genetico, simile alla nostra.

Chilbolton, Hampshire, 20 agosto 2001 - foto Steve Alexander

Senza volersi addentrare – in questo contesto – all’interno di una tematica molto più complessa e di sempre maggiore rilievo come quella delle scie chimiche o chemtrails, e di tutte le dinamiche ad esse collegate, come la presenza di polimeri e il morbo di Morgellons (e per la quale si rimanda al sito www.tankerenemy.com), i pittogrammi come quello di Chilbolton del 19 agosto 2001, o come quello – sempre – di Chilbolton ma del 20 agosto 2001 e raffigurante un volto alieno, come quello dell’alieno raffigurato con un cd, comparso il 15 agosto 2002 a Crabwood e detto proprio Alien face, lasciano decisamente riflettere su quanto stia accadendo negli ultimi anni.

Chilbolton, Hampshire, 20 agosto 2001 - foto Lucy Pringle

12 agosto 2002, The Face - Crabwood - foto Lucy Pringle

Le teorie sull’origine aliena della razza umana sono molto diffuse, a partire dallo scrittore Zecharia Sitchin per arrivare all’esobiologo Leslie Eleazar Orgel. Se il primo parla della presunta provenienza aliena della razza umana dal popolo degli Anunnaki proveniente dal pianeta Nibiru, il secondo parla di una vera e propria modifica dell’informazione genetica. Orgel, proprio come il premio Nobel per la medicina Francis Crick riprende il tema di una panspermia cosmica all’origine della vita.

Sul glifo di Chilbolton, il Cicap (Comitato Italiano per le Affermazioni sul Paranormale) si espresse negativamente in merito alla sua presunta origine aliena, smontando le tesi di quelli che riteneva essere i più creduloni. Secondo il Cicap, infatti, per una civiltà presumibilmente così avanzata, i cerchi nel grano sarebbero una modalità troppo grezza per rispondere al messaggio di Arecibo; nessuno ha la certezza che gli alieni abbiano dei tratti umanoidi, e si tratterebbe di una presunzione antropocentrica; il Sistema Solare rappresentato nel pittogramma sarebbe diverso da quello che conosciamo; le informazioni biochimiche indicate, con il silicio facente parte del kit di costruzione biologica, mostrerebbero una combinazione di elementi inadeguata alla complessità delle molecole necessarie alla vita. Inoltre, i cerchi nel grano non potrebbero essere facilmente realizzati dall’uomo. E si citarono qui i circlemakers: http://www.circlemakers.org. A detta del Comitato, quindi, nonostante la bellezza dei pittogrammi, dagli alieni ci si aspetterebbe qualcosa di meglio. Rincarò la dose Piero Angela (padrino e fondatore del Cicap), che da molti fu definito come un vero e proprio debunker.

Un bell’articolo di Massimo Mazzucco – corredato da video – in merito si trova al link http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3292

Chilbolton, Hampshire, 13 agosto 2000

Per contro, ufologi, ricercatori ed esperti di questa strana simbologia, apportarono una serie di argomentazioni inerenti la natura non umana dei cerchi, a sostegno della quale poggiava il particolare magnetismo che si registrava all’interno delle zone cerealicole interessate, la diversa struttura delle spighe piegate a mano rispetto a quelle piegate nei cerchi “veri”, la difficoltà di creare strutture di enormi dimensioni nel giro di pochi minuti, di notte e a volte in condizioni meteorologiche difficili, la complessità di crearle in posti “complicati” perché vicini a basi militari sorvegliate 24 ore su 24, come nel caso del pittogramma di Chilbolton del 13 agosto 2000.

Cosa aspettarsi dunque dal tweet dei prossimi giorni? Il fatto stesso che l’iniziativa sia lanciata da una rivista come il National Geographic incuriosisce.

La nostalgica frase telefono casa entrata nell’immaginario collettivo insieme al suo protagonista E.T. nell’omonimo film di Spielberg fa però ripensare a un tempo lontano in cui la comunicazione, con chiunque avvenisse – anche con gli eventuali alieni – aveva una struttura ed un sapore completamente diverso…

Fonti di riferimento

http://channel.nationalgeographic.com/channel/chasing-ufos/

http://frabuioeluce.myblog.it/list/by-max/818318600.pdf

http://en.wikipedia.org/wiki/Wow!_signal

http://www.cicap.org/crops/003.htm

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3292

http://www.tankerenemy.com/

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