Notizie dalla Terra: previsto un terremoto il 22 marzo 2012 – Aggiornamento

Un terremoto di forte magnitudo è stato registrato in Messico, verso mezzogiorno di ieri – ora locale, mentre erano le 19 qui in Italia – 20 marzo 2012. Il sisma si è verificato nella zona compresa tra Acapulco e Città del Messico, nello Stato di Guerrero, con una profondità di 17,5 km, e ha avuto una durata di circa cinque minuti. L’epicentro, sulla terra ferma, è stato registrato nella regione di Oaxaca, per una scossa stimata all’inizio in modo approssimativo intorno alla magnitudo 7.9 della scala Richter. Sembra però che il sisma avesse una intensità di 7.6, infine accertata di 7.4.

Non sono stati riportati danni a persone, anche se in alcune cittadine, soprattutto nei pressi di Acapulco, si sono verificati smottamenti e cadute di calcinacci, oltre che voragini. Nella parte antica di Puebla, a 180 km da Città del Messico, è venuta a mancare la linea telefonica. Allo stesso tempo, non è stato lanciato alcun allarme tsunami.

Secondo un reportage della CNN, il governatore dell Messico, Felipe Calderon, avrebbe confermato il crollo di almeno 800 case nella cittadina di Igualapa, abitata da 10 mila persone e situata a sud della regione costiera di Chilpancingo.

Aggiornamenti successivi avrebbero attribuito il sisma ai continui sommovimenti tra la placca di Cocos Islands e quella del Nord America.

Il probabile collegamento con la Fossa delle Marianne resta dunque sempre aperto.

Di terremoti, ogni giorno, nel mondo, se ne registrano migliaia, e non è possibile prevederne con certezza il luogo e l’ora esatti. È un dato di fatto che, malgrado ci abbiano provato in molti, non sia mai stato possibile arrivare ad una formula certa e definitiva.

Lascia però riflettere la diffusione, nei giorni scorsi, di numerosi video su youtube a proposito di un sisma di forte magnitudo che si sarebbe verificato presumibilmente tra il 21 e il 23 di marzo.

Secondo un certo calcolo si metteva in relazione lo spostamento dell’asse terrestre e i cosiddetti MegaQuake, nel rispetto di una ciclicità alternata tra i 188 e i 189 giorni, durante i quali avveniva un regolare spostamento della Terra intorno al Sole e un non proprio regolare giro della Terra rispetto al proprio asse, in quanto proprio la posizione dell’asse aveva subito degli slittamenti causati da un precedente sisma.

Che si tratti di idee fantasiose non sembra, poiché, pur essendo stata sbagliata la data (di un solo giorno rispetto al 21 marzo, anche se la data considerata certa era piuttosto il 22, e quindi l’errore sarebbe stato di due giorni), un terremoto di forte magnitudo si è verificato, e la zona coinvolta era stata rigorosamente citata tra le varie possibili, proprio perché compresa in una rosa di 14 punti individuati all’interno dell’Anello di Fuoco, o Ring of fire.

Dall’altro lato, la considerazione dovuta è che, facendo un calcolo a ritroso a partire dal 2010, da quando cioè è stata considerata la ciclicità dei 188 – 189 giorni, nei terremoti precedenti non è stimabile una ripetizione che rifletta lo stesso schema. Durante l’anno, inoltre, sul pianeta si verificano circa 20 terremoti con intensità almeno pari a 7.0 della scala Richter. Solo, non hanno luogo sempre nella zona indicata come “presunta” (o la stessa non viene indicata affatto…) per cui parlare di una ciclicità di 188 o altro numero di giorni non è possibile. Inoltre, spesso sembra essere applicata anche al fenomeno dei sismi la teoria dello cherry picking, che consente di partire solo da alcuni assunti, cioè quelli che si preferiscono, prendendoli per buoni, e tralasciandone altri del medesimo valore, ma ritenuti trascurabili. Sulla base di questa metodica – ritenuta pseudoscientifica – si tende a dare significato diverso a fenomeni allo stesso modo importanti, per privilegiare quelli che rispondono di più alle nostre intuizioni. Una scelta di selezione non esattamente obbiettiva, quindi, che spesso viene applicata a materie delicate.

Ciò nonostante, è possibile che un terremoto si verifichi, casualmente, proprio in quel punto e in quella data indicati!

Ma basterebbe a definirlo come un terremoto “prevedibile”? Certamente no.

Anche nella teoria di Bendandi, l’uomo dei terremoti, mancavano contestualmente le tre caratteristiche fondamentali: tempo, luogo e intensità.

Dai suoi studi, risultava raramente che fossero individuate insieme, pare che accadesse circa due volte su tre. Troppo poco, certo, ma lo stesso vale a dimostrare che, pur sbagliando, una base da cui partire esistesse, anche se mai fu individuata con certezza. Anche nel caso del terremoto previsto per l’11 maggio 2011 a Roma. Nonostante molti sostengano che questa data non fu mai indicata dal Bendandi in riferimento al sisma della capitale, e nonostante la stessa Paola Lagorio, presidente dell’associazione “La Bendandiana” smentisca pubblicamente la notizia, il dubbio che qualcosa lo studioso abbia detto deve pur esserci, per il solo fatto che la notizia si sia diffusa in rete con una velocità tale da avere un’eco fortissima in poco tempo.

Terremoto dell'11 maggio 2001 in Spagna

Spostamento dell'asse terrestre

Forse non tutti sanno che in quello stesso giorno, un terremoto di 5.3 gradi ci fu, anche se in Spagna, lungo il confine tra l’Andalusia e la Murcia. Circa un’ora e mezza prima, era stato preceduto da un sisma di 4.4, che non aveva fatto danni. Ma fu il secondo a causare 5 vittime. Anche qui, non ci fu contestualità, ammesso che davvero i calcoli di Bendandi ne recassero traccia, tra data, luogo e intensità. Ma fa riflettere il fatto che l’asse terrestre sia soggetto a spostamenti, durante ogni terremoto, e che la sua posizione possa non essere la stessa – magari – ipotizzata proprio dallo studioso molti anni prima…

Appurato dunque che i calcoli dei 188 – 189 giorni non siano perfetti, e che il modello matematico su cui poggiano debba essere necessariamente rivisitato, quello che ci si chiede è perché notizie come queste, seppur trasmesse con dovizia di fonti, debbano essere diffuse solo tramite internet.

La rete oggi è appannaggio di tutti, o quasi, ma è insensato che per “sapere” si debba andare a cercare nel mucchio, e non ne sia data notizia in altro modo, come invece sarebbe giusto che fosse fatto, pur con le dovute e rigorosissime precauzioni volte a contenere il panico.

New York e l'uragano Irene


Ricordiamo come qualche tempo fa, nell’agosto 2011, Michael Bloomberg, sindaco di New York, fece evacuare alcune zone della città, proprio perché ritenute a rischio inondazione per l’imminente uragano Irene.Cosa mai accaduta prima, per la Grande Mela, come tenne a precisare lo stesso Bloomberg.

Risultato? Non accadde nulla e il sindaco fu esposto a numerose critiche. Forse in quel caso il piano di evacuazione fu eccessivo, perché coinvolse 370 mila persone, e l’abbandono di quartieri troppo dislocati rispetto alla zona interessata, saltellando dal Queens a Brooklyn. E in un “presunto” terremoto sarebbe davvero inappropriato scatenare il panico, è vero.

Ma dare voce anche in altro modo a teorie magari apparentemente strampalate e fantasiose, ma che qualche volta (per puro caso? chissà…) ci prendono, oltre che sulla rete… questo sì, forse andrebbe fatto.

Per chi sia interessato, è possibile avere un’idea sui terremoti che si verificano sulla Terra in tempo reale consultando direttamente il link

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/Quakes/quakes_all.html

Fonti

http://america24.com/news/bloomberg-ordina-l-evacuazione-di-alcune-zone-a-new-york

http://content.usatoday.com/communities/ondeadline/post/2012/03/a-76-quake-reported-to-hit-near-acapulco/1#.T2nwwNlIjxs

http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking_%28fallacy%29

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/Quakes/quakes_all.html

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