Notizie dalla California

Esodo di massa dei delfini in California

Cosa sta accadendo sulle coste della California? Nei giorni scorsi, circa 2000 delfini hanno abbandonato in branco le rive dell’oceano, spostandosi velocemente, come in seguito ad un richiamo collettivo. Filmati da una imbarcazione che si dedica proprio allo whale-Dolphin Watching, questi splendidi animali, il cui linguaggio sembra essere così simile nella struttura a quello umano, hanno lasciato interdetti gli ambientalisti, abituati ad assistere allo spostamento in colonie di decine di mammiferi, e non migliaia. Cosa li ha disturbati, dunque?

Qualcuno ha parlato di una sorta di schermaglia amorosa che ha coinvolto i delfini nell’insolito spettacolo. Qualcun altro ha supposto un possibile terremoto tra la California, l’Oregon e Washington. E in effetti, proprio a distanza di qualche giorno, il 5 marzo, si sono registrati due terremoti  lungo la baia di San Francisco, dove il primo sisma è stato di magnitudo 3.5 e il secondo di 4,0.

La zona, tuttavia, è soggetta di frequente ai movimenti tellurici, e le scosse avvertite il 5 marzo non sembrano giustificare un simile esodo di massa. Oltretutto, appare strano che in passato, fenomeni di intensità sismica superiore a quella registrata nei giorni precedenti non abbiano avuto ripercussioni sul comportamento dei cetacei. Qualcosa di insolito ha disturbato l’abituale comportamento di questi intelligenti animali, e si presume che il loro atteggiamento sia mirato a comunicarcelo. Forse una semplice perdita di orientamento? Poco probabile.

La migrazione di massa va considerata come un fenomeno da non sottovalutare. In effetti alcune stranezze degli ultimi anni lasciano immaginare ipotesi di vario tipo. Si riconosce, ad esempio, che alcuni animali risentono particolarmente del magnetismo terrestre, e reagiscono in modo tempestivo nel caso di una variazione, ma anche che spesso le apparecchiature utilizzate dalla marina militare e dai sottomarini – apparecchi come il sonar – a volte disturbano la frequenza sulla quale viaggiano i suoni trasmessi dai cetacei. Se la rilevazione dei rumori da parte dell’orecchio umano parte dai 20 hertz, ad esempio, quella di animali come la tigre o l’elefante può arrivare a captare suoni fino ad 1 hertz. La trasmissione delle vibrazioni nell’acqua, oltretutto, può assumere un riflesso ancora maggiore, grazie all’intensità e alla mole di masse che si spostano da un luogo all’altro; il che potrebbe in parte giustificare lo spostamento collettivo dei cetacei, in risposta ad un infrasuono. Quest’ultimo, però, da cosa trae origine? E soprattutto, si tratta di semplice vibrazione acustica, o è conseguenza diretta di un movimento interno alla crosta terrestre, magari ad una latitudine più lontana da quella in cui avviene la fuga dei mammiferi?

Già in passato l’uso del sonar da parte della Marina Militare al largo delle coste della California del sud aveva suscitato forti polemiche da parte di ambientalisti e animalisti, che avevano denunciato anche la morte di un delfino presso l’isola di San Nicolas, oltre che di una balena verso Santa Barbara. Nonostante la causa del decesso non fosse apparsa subito evidente, i rapporti pubblicati rivelavano una spaventosa connessione tra quanto stava accadendo in mare e l’utilizzo del sonar in quel tratto di oceano nello stesso periodo.

Dorsali oceaniche

L’avvistamento di pochi giorni fa è avvenuto sul Dana Point, una delle imbarcazioni più famose nella zona di Laguna Beach per ammirare i cetacei, e sulla quale vengono organizzati dei veri e propri safari. Come capire, inoltre, se la fuga in branco sia stata espressione di un fastidio o al contrario una manifestazione di gioia, soprattutto alla luce di un sisma poi realmente verificatosi? Esodo di massa che offre una visione suggestiva, senza dubbio, ma che fa riflettere ancora una volta su quanto stia accadendo sul nostro pianeta…

Fossa delle Marianne e subduzione

La faglia di S. Andrea, sulla quale poggia la California, è soggetta a continui movimenti tellurici. Un argomento molto studiato nella tettonica a zolle, oggi ufficialmente riconosciuta e adottata dalla scienza nello studio dei terremoti. Rimanendo sulla teoria delle placche, geologi e sismologi dovrebbero allora tener conto anche della relazione tra la dorsale medio pacifica e la Fossa delle Marianne, soprattutto nella  subduzione che avviene nell’oceano in corrispondenza della seconda.

Fossa delle Marianne

Le dorsali oceaniche, catene montuose sottomarine che si trovano nel punto di congiunzione tra le zolle, sono infatti il luogo di produzione della nuova crosta oceanica a componente magmatica, e soggette a continuo movimento sismico. Forse ipotesi troppo suggestive, ma il rigore scientifico non può prescindere dalla valutazione comparativa di fenomeni che mostrano un nesso, seppur lontano. La crosta terrestre è in continuo movimento, e lo sappiamo, ma non sempre è facile collegare semplici mutamenti geologici agli atteggiamenti dei nostri animali.

Negli anni si sono registrati altri esodi di gruppo dei delfini, avvistati ad esempio in Messico. Sarebbe allora opportuno verificare se, di lì a poco, ci sia stato un sisma di magnitudo tale da giustificare, anche in quel caso, una fuga di massa e soprattutto se questi episodi siano rilevabili solo perché vicini alla costa, come nel caso della Dana Point Harbor, o se avvengono ripetutamente anche in pieno oceano, dove è possibile sì registrare il movimento tellurico, ma è più difficile trovare una coincidenza con un fenomeno come l’esodo migliaia di mammiferi.

Fonti:
http://www.reuters.com/article/2012/03/05/us-quake-california-idUSTRE8240QZ20120305
http://laist.com/2008/02/22/navy_1_dolphins.php
http://video.repubblica.it/natura/attorno-alla-barca-il-branco-di-2mila-delfini/89214/87607
http://www.abovetopsecret.com/forum/thread813240/pg1
http://www.uciimtorino.it/roccati/tettonica_delle_placche.pdf

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