Eclissi solare del 20 maggio 2012 – Aggiornamento

20 maggio 2012 - terremoto in Emilia - foto ANSA

Prevedere un terremoto, al momento, non è possibile in modo “scientifico”. Non è, inoltre, ancora stato dimostrato alcun legame tra eventi planetari e Tettonica a placche.

Eclissi anulare di Sole - Fonte

L’eclissi anulare di Sole visibile la notte scorsa aveva un cono d’ombra che interessava tutt’altra parte del pianeta. Sarà quindi una terribile coincidenza che un terremoto di magnitudo 6 Scala Richter abbia ucciso – secondo le ultime stime – ben 6 persone nel modenese.

La prima scossa è stata registrata alle 4.04, seguita da repliche di intensità minore che hanno avuto epicentro nella pianura Padana, a circa 10 km di profondità. Il sisma ha determinato il crollo di alcune case, chiese e di una fabbrica nella quale alcuni operai erano già al lavoro. Seppure con intensità minore, le scosse sono state avvertite anche in Piemonte, Lombardia e Veneto e nel Canton Ticino, dove appena due giorni fa era crollato un enorme costone di roccia.
Notizie come queste lasciano addolorati e perplessi. È possibile che esista un nesso di causalità, un qualunque legame tra eclissi solari e terremoti?, ci eravamo chiesti appena qualche giorno fa. Purtroppo non è dato saperlo. Quello che è certo, tuttavia, è che non possa essere escluso.

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/map/

Come si evince dalla mappa, la giornata del 20 maggio 2012 sta mostrando una serie di terremoti a catena lungo la fascia di visibilità dell’eclissi anulare di Sole. Collegandosi al sito http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/map/ è possibile avere una situazione dei terremoti aggiornata in tempo reale.

Fonti di riferimento:

http://www.torinotoday.it/cronaca/terremoto-torino-20-maggio-2012.html

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1046663/sisma-nel-modenese-chi-erano-le-sei-vittime.shtml

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/map/

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I mille volti di Venere e i suoi cicli

Transito di Venere - Fonte NASA, Sylvie Beland

All’interno del sistema solare, Venere è il secondo pianeta distante dal Sole, ed ha una brillantezza tale da esser definito Stella della Sera o Stella del Mattino, poiché molto visibile subito dopo il tramonto o prima dell’alba. Inizialmente gli Egizi, che così lo chiamavano, vi individuarono due pianeti diversi. Oggetto naturalmente più luminoso del cielo notturno oltre alla Luna, è poco visibile durante il giorno, perché oscurato dalla luce del Sole.
Venere manifesta caratteristiche molto simili alla Terra, tanto da esser definito suo pianeta gemello. A contrario della Terra, è però privo di satelliti e ha un campo magnetico molto debole. Quello che è certo è tuttavia la presenza di una atmosfera, formata nella quasi totalità da biossido di carbonio e circa il 3% di azoto.
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I cicli solari e l’evento Carrington: verso un nuovo “punto zero”?

La Via Lattea vista da Gallipoli, Turchia - fonte httpwww.twanight.org, Tunk Tezel

Ormai è noto: il nostro piccolo universo si autogestisce grazie all’alternarsi più o meno regolare di fenomeni ciclici che coinvolgono tutta la galassia. All’apparenza, l’evento sembra interessare il singolo pianeta o astro, ma va da sé che ogni corpo celeste venga in qualche modo coinvolto dal fenomeno; si hanno così delle reazioni a catena.
Quello che ci interessa da vicino è l’effetto di risonanza che si genera sulla Terra, “rivestita” da un da un campo magnetico che poggia su tutta una serie di delicati equilibri.

Un processo tipico, che si ripete ogni 11 anni, è quello dei cicli solari.

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Notizie dal cielo: eclissi solare del 20 maggio 2012

Eclissi 20 maggio 2012 - Fonte NASA

Il prossimo 20 maggio 2012 è prevista una eclissi anulare di Sole, visibile solo da alcune zone del pianeta, le stesse che saranno interessate dal cono d’ombra proiettato dalla Luna.
L’eclissi parziale coprirà, con il suo cono d’ombra, Stati Uniti, Messico, Oceano Pacifico e Asia Orientale. L’orario indicato è compreso tra le 20:53 UTC di quel giorno e le 2:49 UTC del giorno successivo, con un picco di visibilità collocato nel Pacifico settentrionale, in corrispondenza delle Isole Aleutine, alle ore 23:53 UTC.
È prevista una durata totale del fenomeno di 5 minuti e 46 secondi.

Come si svolge un’eclissi di Sole? Continue reading

Fractal Time: Il codice del tempo secondo Gregg Braden

Fractal Time, Il Codice del Tempo - Gregg Braden

Tra i numerosi testi pubblicati da Gregg Braden, Il Codice del tempo – Fractal Time – è una vera banchina di approdo per il ricercatore, e rappresenta il frutto di oltre vent’anni dei suoi studi.

Il tempo frattale e la possibilità di conoscerlo attraverso un programma di codice temporale, sono volti a dimostrare come l’antichissima ciclicità del tempo percepita dai Maya, risulti attuale più che mai. E come in essa si nasconda la chiave di lettura per l’interpretazione della data 21 dicembre 2012.

Coniugando le scoperte sui frattali e quelle sulla ciclicità del tempo al messaggio tramandato da popoli antichi come gli Esseni, interpretiamo la mappa di un passato modello naturale di vita ed equilibrio, rappresentazione concreta della sezione aurea phi e propositivo di una comprensione del tempo alternativa, che ci fa cavalcare cicli temporali infiniti.

Cos’è un frattale? Continue reading

La New Age

La New Age - La Nuova Era

La definizione New Age, atta a distinguere una Nuova Era, è usata di frequente per indicare una gamma di movimenti spirituali e filosofici, nati soprattutto negli ultimi vent’anni e legati a credenze mistiche e ad approcci olistici che investono numerosi campi, dalla salute personale alle esigenze ecologiche globali del pianeta. Negli anni, le credenze New Age hanno fatto sì che i suoi esponenti si avvicinassero al 21 dicembre 2012, data che già dall’antichità era vista come un punto di svolta per il pianeta e per il rinnovamento delle coscienze. Ovvio che anche la New Age la prendesse ad oggetto come fine ultimo nell’elaborazione di teorie legate alla spiritualità e alla religiosità, e classificandola come punto d’inizio del “Nuovo Ordine Mondiale”, successivo alla quarta grande epoca, o Kali Yuga, o Età del Ferro, che è quella in cui oggi ci troviamo.

La Nuova Era, dal punto di vista astrologico, consiste nel passaggio verso l’Era dell’Acquario, che si lascia alle spalle quella attuale, dei Pesci.
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Gregg Braden, il Punto Zero e la Risonanza di Schumann

“Risvegliarsi al punto zero” è il titolo di una conferenza tenuta da Gregg Braden il 25 febbraio 1995 a Washington. La stessa fu tradotta e resa pubblica e oggi è consultabile sul sito di Stazione Celeste, al link http://www.stazioneceleste.it/articoli/braden/risvegliarsi_al%20punto_0.pdf.

Perché questa conferenza è così importante nella valutazione del ricercatore?
Braden nel 1995 era ancora poco conosciuto, e da qualche tempo aveva lasciato il proprio lavoro di informatico presso il Martin Marietta Aerospace per dedicarsi allo studio di argomenti diversi che lo appassionavano e lo resero un precursore in materia. Da allora ebbe il talento e la fortuna di sapersi imporre all’attenzione pubblica, gestendo con capacità i successi derivanti dalle numerose conferenze tenute dapprima solo in America, e poi nel resto del mondo.

Rotoli del Mar Morto, frammenti

Proprio nel settore tecnico aveva iniziato a svolgere le sue ricerche, passando dall’essere uno dei primi attuatori del “programma internet” ad una stesura più ampia, che comprendeva uno studio sulla religione delle culture mesoamericane, e le conoscenze degli antichi saggi, custodite in lontani monasteri tibetani e boliviani. Braden sostiene che all’origine dei tempi, circa quaranta testi furono sottratti e alcuni andarono distrutti, e che la consapevolezza della tecnologia interiore in essi racchiusa rimase nascosta per un tempo immemore. Fu in parte possibile rilevarne traccia nei manoscritti esseni ritrovati tra le dune di Qumran e antichi testi custoditi nei monasteri tibetani e in Bolivia. Purtroppo, degli stessi manoscritti esseni per anni fu vietata la divulgazione e solo di recente si sono resi consultabili – anche online – gli oltre ventimila frammenti ritrovati.

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Notizie dalla Terra: previsto un terremoto il 22 marzo 2012 – Aggiornamento

Un terremoto di forte magnitudo è stato registrato in Messico, verso mezzogiorno di ieri – ora locale, mentre erano le 19 qui in Italia – 20 marzo 2012. Il sisma si è verificato nella zona compresa tra Acapulco e Città del Messico, nello Stato di Guerrero, con una profondità di 17,5 km, e ha avuto una durata di circa cinque minuti. L’epicentro, sulla terra ferma, è stato registrato nella regione di Oaxaca, per una scossa stimata all’inizio in modo approssimativo intorno alla magnitudo 7.9 della scala Richter. Sembra però che il sisma avesse una intensità di 7.6, infine accertata di 7.4.

Non sono stati riportati danni a persone, anche se in alcune cittadine, soprattutto nei pressi di Acapulco, si sono verificati smottamenti e cadute di calcinacci, oltre che voragini. Nella parte antica di Puebla, a 180 km da Città del Messico, è venuta a mancare la linea telefonica. Allo stesso tempo, non è stato lanciato alcun allarme tsunami.

Secondo un reportage della CNN, il governatore dell Messico, Felipe Calderon, avrebbe confermato il crollo di almeno 800 case nella cittadina di Igualapa, abitata da 10 mila persone e situata a sud della regione costiera di Chilpancingo.

Aggiornamenti successivi avrebbero attribuito il sisma ai continui sommovimenti tra la placca di Cocos Islands e quella del Nord America.

Il probabile collegamento con la Fossa delle Marianne resta dunque sempre aperto.

Di terremoti, ogni giorno, nel mondo, se ne registrano migliaia, e non è possibile prevederne con certezza il luogo e l’ora esatti. È un dato di fatto che, malgrado ci abbiano provato in molti, non sia mai stato possibile arrivare ad una formula certa e definitiva.

Lascia però riflettere la diffusione, nei giorni scorsi, di numerosi video su youtube a proposito di un sisma di forte magnitudo che si sarebbe verificato presumibilmente tra il 21 e il 23 di marzo.

Secondo un certo calcolo si metteva in relazione lo spostamento dell’asse terrestre e i cosiddetti MegaQuake, nel rispetto di una ciclicità alternata tra i 188 e i 189 giorni, durante i quali avveniva un regolare spostamento della Terra intorno al Sole e un non proprio regolare giro della Terra rispetto al proprio asse, in quanto proprio la posizione dell’asse aveva subito degli slittamenti causati da un precedente sisma.

Che si tratti di idee fantasiose non sembra, poiché, pur essendo stata sbagliata la data (di un solo giorno rispetto al 21 marzo, anche se la data considerata certa era piuttosto il 22, e quindi l’errore sarebbe stato di due giorni), un terremoto di forte magnitudo si è verificato, e la zona coinvolta era stata rigorosamente citata tra le varie possibili, proprio perché compresa in una rosa di 14 punti individuati all’interno dell’Anello di Fuoco, o Ring of fire.

Dall’altro lato, la considerazione dovuta è che, facendo un calcolo a ritroso a partire dal 2010, da quando cioè è stata considerata la ciclicità dei 188 – 189 giorni, nei terremoti precedenti non è stimabile una ripetizione che rifletta lo stesso schema. Durante l’anno, inoltre, sul pianeta si verificano circa 20 terremoti con intensità almeno pari a 7.0 della scala Richter. Solo, non hanno luogo sempre nella zona indicata come “presunta” (o la stessa non viene indicata affatto…) per cui parlare di una ciclicità di 188 o altro numero di giorni non è possibile. Inoltre, spesso sembra essere applicata anche al fenomeno dei sismi la teoria dello cherry picking, che consente di partire solo da alcuni assunti, cioè quelli che si preferiscono, prendendoli per buoni, e tralasciandone altri del medesimo valore, ma ritenuti trascurabili. Sulla base di questa metodica – ritenuta pseudoscientifica – si tende a dare significato diverso a fenomeni allo stesso modo importanti, per privilegiare quelli che rispondono di più alle nostre intuizioni. Una scelta di selezione non esattamente obbiettiva, quindi, che spesso viene applicata a materie delicate.

Ciò nonostante, è possibile che un terremoto si verifichi, casualmente, proprio in quel punto e in quella data indicati!

Ma basterebbe a definirlo come un terremoto “prevedibile”? Certamente no.

Anche nella teoria di Bendandi, l’uomo dei terremoti, mancavano contestualmente le tre caratteristiche fondamentali: tempo, luogo e intensità.

Dai suoi studi, risultava raramente che fossero individuate insieme, pare che accadesse circa due volte su tre. Troppo poco, certo, ma lo stesso vale a dimostrare che, pur sbagliando, una base da cui partire esistesse, anche se mai fu individuata con certezza. Anche nel caso del terremoto previsto per l’11 maggio 2011 a Roma. Nonostante molti sostengano che questa data non fu mai indicata dal Bendandi in riferimento al sisma della capitale, e nonostante la stessa Paola Lagorio, presidente dell’associazione “La Bendandiana” smentisca pubblicamente la notizia, il dubbio che qualcosa lo studioso abbia detto deve pur esserci, per il solo fatto che la notizia si sia diffusa in rete con una velocità tale da avere un’eco fortissima in poco tempo.

Terremoto dell'11 maggio 2001 in Spagna

Spostamento dell'asse terrestre

Forse non tutti sanno che in quello stesso giorno, un terremoto di 5.3 gradi ci fu, anche se in Spagna, lungo il confine tra l’Andalusia e la Murcia. Circa un’ora e mezza prima, era stato preceduto da un sisma di 4.4, che non aveva fatto danni. Ma fu il secondo a causare 5 vittime. Anche qui, non ci fu contestualità, ammesso che davvero i calcoli di Bendandi ne recassero traccia, tra data, luogo e intensità. Ma fa riflettere il fatto che l’asse terrestre sia soggetto a spostamenti, durante ogni terremoto, e che la sua posizione possa non essere la stessa – magari – ipotizzata proprio dallo studioso molti anni prima…

Appurato dunque che i calcoli dei 188 – 189 giorni non siano perfetti, e che il modello matematico su cui poggiano debba essere necessariamente rivisitato, quello che ci si chiede è perché notizie come queste, seppur trasmesse con dovizia di fonti, debbano essere diffuse solo tramite internet.

La rete oggi è appannaggio di tutti, o quasi, ma è insensato che per “sapere” si debba andare a cercare nel mucchio, e non ne sia data notizia in altro modo, come invece sarebbe giusto che fosse fatto, pur con le dovute e rigorosissime precauzioni volte a contenere il panico.

New York e l'uragano Irene


Ricordiamo come qualche tempo fa, nell’agosto 2011, Michael Bloomberg, sindaco di New York, fece evacuare alcune zone della città, proprio perché ritenute a rischio inondazione per l’imminente uragano Irene.Cosa mai accaduta prima, per la Grande Mela, come tenne a precisare lo stesso Bloomberg.

Risultato? Non accadde nulla e il sindaco fu esposto a numerose critiche. Forse in quel caso il piano di evacuazione fu eccessivo, perché coinvolse 370 mila persone, e l’abbandono di quartieri troppo dislocati rispetto alla zona interessata, saltellando dal Queens a Brooklyn. E in un “presunto” terremoto sarebbe davvero inappropriato scatenare il panico, è vero.

Ma dare voce anche in altro modo a teorie magari apparentemente strampalate e fantasiose, ma che qualche volta (per puro caso? chissà…) ci prendono, oltre che sulla rete… questo sì, forse andrebbe fatto.

Per chi sia interessato, è possibile avere un’idea sui terremoti che si verificano sulla Terra in tempo reale consultando direttamente il link

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/Quakes/quakes_all.html

Fonti

http://america24.com/news/bloomberg-ordina-l-evacuazione-di-alcune-zone-a-new-york

http://content.usatoday.com/communities/ondeadline/post/2012/03/a-76-quake-reported-to-hit-near-acapulco/1#.T2nwwNlIjxs

http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking_%28fallacy%29

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/Quakes/quakes_all.html

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Notizie dalla Terra: previsto un terremoto il 22 marzo 2012

Da qualche tempo corre sul web la notizia di un mega terremoto – è definito proprio mega earthquake – che il 22 marzo 2012 potrebbe devastare una zona della Terra, forse concentrandosi proprio sugli Stati Uniti. Secondo altre voci la data esatta sarebbe invece non il 22, ma il 23 marzo. Secondo altre, addirittura il 21 marzo.
Dove trova origine questa voce?

Su youtube esiste un video, al link http://www.youtube.com/watch?v=E35sH1Oy1As, in cui si susseguono diverse notizie che narrano di alcuni terremoti avvenuti negli ultimi anni, mostrandoci qualcosa che forse non avevamo notato.

Un primo spezzone, tratto da un documento della CNN dà la notizia del terremoto di magnitudo 8.8 avvenuto in Cile il 27 febbraio 2010, con epicentro a 320 km da Santiago. Fu il più forte terremoto dal 1900. Un secondo documento, sempre della CNN, introduce il terremoto di magnitudo 7.0 che il 3 settembre 2010 colpì la Nuova Zelanda. Esattamente 188 giorni dopo il precedente.

Terremoto alle Fiji - 15 settembre 2011

La cosa di per sé non avrebbe nulla di strano, se non fosse per il fatto che i fotogrammi successivi mostrano il terremoto di intensità 9.0 che colpì il Giappone l’11 marzo 2011, e poi quello delle Fiji, il 15 settembre del 2011, devastate da un sisma di magnitudo 7.3.
Tra il terremoto in Nuova Zelanda del 3 settembre 2010 e quello del Giappone dell’11 marzo 2011 trascorsero esattamente 189 giorni.
Tra quello del Giappone e quello delle Fiji trascorsero altri 188 giorni.

Secondo gli autori del video, dopo altri 189 giorni, esattamente il prossimo 22 marzo 2012, dovremmo assistere ad un altro mega terremoto, localizzabile negli Stati Uniti o nel Messico. Questo, secondo un calcolo che alterna il sisma, rispettivamente, ogni 188 e 189 giorni rispetto a quello precedente. Se si trattasse di un’alternanza di 189 giorni, si arriverebbe pertanto alla data del 23 marzo 2012.
Altri ancora farebbero slittare il forte sisma agli inizi di aprile, sempre seguendo la linea di un calcolo ciclico.

Ma un simile allarme da cosa sarebbe determinato?
Una nozione interessante introdotta nel video mostra che, in concomitanza di ogni terremoto di una certa intensità (tutti i terremoti citati hanno una magnitudo uguale o superiore a 7.0 gradi della scala Richter), l’asse terrestre si sposta. In realtà pare che si sposti comunque, anche con intensità minori, a seconda della magnitudo. In pratica, di volta in volta, lo spostamento avviene nella misura di alcuni pollici.

CNN - terremoto dell’11 marzo 2011 in Giappone

Secondo un articolo della CNN, il terremoto dell’11 marzo 2011 e lo tsunami che ne derivò spostò la costa del Giappone di circa 8 piedi, corrispondenti a 2,4 metri, facendo slittare anche la Terra dal suo asse. La cosa venne registrata dalla Geospatial Information Authority e le foto della NASA immortalarono lo spostamento, visibile dal satellite, con delle foto che mostravano un prima e un dopo. Il terremoto in Cile del 27 febbraio 2010 ha fatto spostare invece l’asse terrestre di circa 3 pollici.
Lo spostamento dei poli non è dunque così immaginario come molti sono propensi a credere.

Molti altri filmati danno dimostrazione di come la stessa teoria possa essere applicata anche a sismi precedenti, e sempre di una certa intensità. Al link http://www.youtube.com/watch?NR=1&feature=fvwp&v=9xyE_Ju4zqs troviamo altri dati.

Procedendo a ritroso, vediamo infatti che:
il 9 marzo del 2009 un terremoto di intensità 7,6 colpì Tonga;
il 20 marzo del 2008 un terremoto di intensità 7.2 colpì la Cina;
il 20 febbraio del 2008 un terremoto di magnitudo 7.4 colpì l’Indonesia;
il 6 marzo del 2007 un terremoto di magnitudo 6.4 colpì Sumatra;
il 25 marzo del 2007 un terremoto di magnitudo 6.7 colpì il Giappone;
il 22 febbraio 2006, un sisma di magnitudo 7.0 colpì l’Africa;
il 20 aprile del 2006 un terremoto di magnitudo 7.6 colpì la Russia.

In questa serie di eventi la ciclicità non è la stessa, ma si riscontra una ripetitività per così dire “stagionale”.

Ring of fire - l'Anello di fuoco

In particolare si presta attenzione nel cosiddetto “Anello di fuoco” o “Ring of fire”, che comprende quella zona del Pacifico che tocca almeno 14 tra i punti più problematici, tra le coste della Nuova Zelanda, passando per il Messico e il Cile.

Si pensa che un possibile sisma di magnitudo 8 e oltre possa verificarsi in quella zona circoscritta e che i luoghi più probabili, in base alle ricerche recenti, siano: Alaska, Nuova Zelanda, Giappone, Cile, Messico o la West Coast.

L’intensa attività che si ha a cavallo della dorsale Medio- Pacifica, nel punto di subduzione della Fossa delle Marianne, spiegherebbe i terremoti che periodicamente coinvolgono la zona.
Per gli studiosi che si limitano a riconoscere il terremoto come un elemento puramente geologico, la Fossa delle Marianne basterebbe forse a spiegare il sisma e la sua intensità.
Quello che non appare chiaro è però la ciclicità del fenomeno. Altri studiosi, aperti a novità più “globali” e coinvolti in studi planetari, sostengono che la Terra si venga a trovare in particolari situazioni di difficoltà ogni volta che alcuni corpi celesti si trovino in allineamento all’interno del sistema solare.

C’è chi parla di una nana bruna, chi parla del famoso Nibiru; chi, come Bendandi, dei trans nettuniani.

Tralasciando le singole argomentazioni, che ci porterebbero troppo lontano rispetto al punto da cui si è partiti, possiamo solo dire che non dovremmo escludere alcuna ipotesi, seppur fantasiosa.
La consapevolezza che ci sia qualcosa di altro rispetto a ciò che conosciamo e che diamo per certo dovrebbe tuttavia spingerci a comprendere la finitezza del nostro campo visivo e i limiti delle nostre scoperte attuali.

Forse pensavamo di sapere tutto sulla Via Lattea, ma puntualmente accade qualcosa che ci contraddice.

Le recenti ricerche in merito al 21 dicembre 2012, l’intensificarsi dei fenomeni tellurici e degli tsunami, la meteorologia impazzita degli ultimi tempi fanno pensare che probabilmente ci sia qualcosa di vero nelle varie teorie sulle Ere geologiche che il nostro pianeta attraversa.
E non si parla solo dei Maya e di una profezia che, mal interpretata, vede prossima la fine del modo. Ma si intuisce che forse teorie come quella che mostra la Terra coinvolta in un fenomeno più ampio all’interno del suo piccolo universo, come quella di Dmitrev sul plasma magnetizzato, trovano la loro ragion d’essere.

Non ci sono certezze riguardo i terremoti che colpiscono il pianeta e sulla possibilità di prevederli, al momento. Né dubbi sul fatto che la nostra cultura, soprattutto quella italiana, ci abbia trovati spesso impreparati e bellamente incoscienti nell’affrontare eventi di una certa portata; eventi ai quali dovremmo al contrario essere abituati. Se non altro, nella capacità di gestirli senza panico, ma con cognizione di causa.

Il nostrano Giampaolo Giuliani ha più volte invitato a controllare le emissioni di radon e quanto le stesse vadano ad intensificarsi nelle zone coinvolte, a ridosso dei terremoti. Questo, anche nella presenza di uno sciame sismico, che non sempre tuttavia riesce a “predire” un terremoto di violenza maggiore.

Senza volersi addentrare nelle sterili polemiche che hanno coinvolto il tecnico nel terremoto dell’Aquila, è opportuno far riferimento ad un documento importante che ci proponeva, proprio in quell’occasione, e alla nostra capacità di affrontare l’evento.

Oltre a chiarire l’intervento di Bendandi, il profeta dei terremoti, in merito al sisma previsto su Roma per l’11 maggio 2011 e mai verificatosi (ma mai dichiarato dallo stesso Raffaele Bendandi nelle sue carte), Giuliani dà indicazioni spicciole sulla capacità di affrontarlo.

Trovate il video al link
http://www.youtube.com/watch?v=qsCiqnRb4rw&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=Xs-prArC-Qc&feature=related

Un altro ottimo video è al link:
http://www.youtube.com/watch?v=JJiLKUoPdaA&feature=related

Fonti di riferimento: citate nell’articolo

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Gregg Braden

Gregg Braden

Nato il 28 giugno 1954, Gregg Braden è oggi uno dei maggiori rappresentanti di teorie che hanno ad oggetto la data fatidica: 21 dicembre 2012, e tiene conferenze in tutto il mondo, a frutto di una lunga ricerca. Formatosi come geologo e impiegato presso una importante azienda del settore informatico, Braden ha lavorato per molti anni nel campo dei computer e dei sistemi di rete, tanto da essere stato uno dei primi fondatori del “progetto internet”. Partendo da una formazione scientifica, ha allargato i propri orizzonti al settore totalmente opposto del mondo spirituale, tanto da essere considerato oggi il primo precursore di un linguaggio nuovo e affascinante, che crea un ponte tra scienza e spiritualità.

I suoi viaggi lo hanno portato nei lontani monasteri del passato, alla ricerca di verità perdute che, coniugate al sapere dei nostri tempi, porterebbero l’uomo moderno ad avere maggiore conoscenza di sé e dalla propria tecnologia interiore, oltre che alla padronanza di quella esterna. Guaritori e mistici, profondi conoscitori del corpo e dell’anima, esponenti di culture lontane dalla nostra e protette dal segreto delle antiche mura dei monasteri tibetani e boliviani, trasmettono le proprie conoscenze alla civiltà del progresso. Braden sostiene che l’uomo stia vivendo un’epoca unica, un’esperienza singolare, perché mai in altre Ere del passato è stato possibile coniugare la consapevolezza e gli strumenti del presente con le profonde conoscenze degli antenati.

E forse non è un caso che popolazioni così avanzate come i Maya, pur così esperte nell’astrologia, non conoscessero neppure l’uso della ruota…

È, allora, come se quei libri sacri andati persi migliaia di anni fa tornassero a vivere, riscoperti sotto la coltre di polvere della nostra tecnologia, e, alla luce della nuova civiltà, assumessero il ruolo di protagonisti. È solo attraverso la nuova – per noi – scienza della compassione che si può sperare di vivere in un futuro di consapevolezza, in cui noi tutti ci percepiamo come esponenti di un’unica famiglia. Nascono così i suoi libri, frutto di un misto tra esperienze di vita vissuta, saggezza scientifica abbinata al miracolo della guarigione e della pace, e il potere salvifico della preghiera. Il ricercatore mostra chiaramente come una preghiera detta da un singolo in una stanza possa vere effetti di risonanza in tutt’altra parte del mondo. Basta solo aprire il nostro cuore a qualcosa che ci era stato sottratto. Superando i confini della scienza per entrare nel mondo spirituale serve a capire come siamo arrivati fino a qui e ci apre gli orizzonti per affrontare le sfide del futuro.

A Braden si deve il merito di esser partito da assunti certi, oggettivamente provati, e averne valutato la mutazione a cui quale sono stati soggetti nel tempo. Il periodo che viviamo ora, secondo il ricercatore, è una fase di passaggio, un “non tempo” la cui percezione da parte nostra è accelerata, al punto tale che le giornate sfuggono al consueto controllo e appaiono della durata di circa 16 ore. Secondo Braden, come molti altri autorevoli scienziati, tra cui Dmitrev – che parla di plasma magnetizzato – la Terra, spostandosi lungo la cintura fotonica, muove verso il centro della galassia, la Via Lattea, sollecitata da una forza sconosciuta che sta mettendo repentinamente a disagio tanto i campi magnetici quanto la sua frequenza, quello che è riconosciuto come il “battito cardiaco del pianeta”.

Questo influisce non solo sul pianeta in quanto tale, ma anche sul nostro corpo, sul cervello, sulla capacità di gestire le emozioni. Gli stessi picchi solari influenzano i nostri flussi di energia. Le tempeste solari degli ultimi anni, aumentate dalle 30/40 l’anno alle oltre 300 al mese sono solo l’espressione di come il nostro universo sia in continua evoluzione, coinvolgendo in un effetto a cascata il nostro piccolo mondo. Ne sarà così influenzata la realtà di ogni giorno, dal battito cardiaco alla risposta ormonale, dal sistema nervoso ai conflitti sociali.

Caral, in Perù

Risvegliarsi al punto zero è solo una delle conclusioni alle quali il ricercatore sia approdato. Anni di studi lo hanno condotto a dimostrare come sia possibile una retrodatazione della nostra civiltà e che quella che viviamo adesso sia solo l’ultima di una serie di civiltà, succedutesi nel corso di epoche lontane, e di cui difficilmente si trova traccia. Una delle più recenti testimonianze è data con serie probabilità dall’insediamento di Caral, a nord di Lima, dove il ricercatore ha verificato l’esistenza di 6 lastre di un materiale sconosciuto per quel luogo, e che testimonierebbero l’esistenza di 6 grandi Ere. Quella che stiamo vivendo è solo la quinta, iniziata nel 3114 e che terminerà il 21 dicembre 2012.

Le lastre in pietra ritrovate in Perù sono la dimostrazione pratica di come la previsione dei Maya e di altre culture fosse esatta. Il non tempo che stiamo attraversando è un’epoca di passaggio tra la fine della Quinta Era, e di una Sesta, e che non siamo prossimi alla fine del mondo, ma del “nostro” mondo, vale a dire del mondo come noi lo conosciamo.

Calendario di Dendera

Secondo Braden le civiltà nascono, crescono e muoiono, e la loro presenza sul pianeta non è altro che il risultato di un fenomeno naturale a cui è soggetta la Terra stessa: la ciclicità. Non a caso, i Maya, come gli Atzechi, gli Incas, e prima ancora gli Olmechi, percepivano il tempo nel modo ciclico in cui lo avevano rappresentato nei diversi calendari che ci sono pervenuti. Anche il calendario di Dendera, espressione di una civiltà geograficamente lontana da quelle mesoamericane, si allinea sulla stessa  idea.

Quello che stiamo vivendo è solo uno dei tanti cicli, e siamo giunti ormai al termine. La sua conclusione avverrà, per Braden, come è accaduto in epoche passate, con sconvolgimenti e catastrofi, ma sono mutamenti fisici che in realtà stiamo già vivendo. Il 21 dicembre è solo l’apice di un cambiamento epocale già in itinere che spinge anche gli uomini ad un mutamento.

Cambio di coscienza, consapevolezza di sé e compassione potranno portare gli esseri umani ad una svolta che garantirà mille anni di pace. Quello che avevano visto i Maya, gli Hopi, il Mahabaratha e la Bhagavad-Gita degli Indù non sono altro che espressioni della svolta epocale che si attende da migliaia di anni, e sulla quale anche molte discipline New Age hanno fondato i propri assunti.

Sta però all’uomo comprendere sé stesso e i suoi simili come esponenti di una famiglia unica, legati dallo stesso DNA e da una fitta rete di legami, quella che Braden chiama Matrix Divina, e tentare di accettare il cambiamento. Solo calandosi in quest’ottica, secondo lo scienziato, è possibile vivere il mutamento e non esserne travolti.