Fractal Time: Il codice del tempo secondo Gregg Braden

Fractal Time, Il Codice del Tempo - Gregg Braden

Tra i numerosi testi pubblicati da Gregg Braden, Il Codice del tempo – Fractal Time – è una vera banchina di approdo per il ricercatore, e rappresenta il frutto di oltre vent’anni dei suoi studi.

Il tempo frattale e la possibilità di conoscerlo attraverso un programma di codice temporale, sono volti a dimostrare come l’antichissima ciclicità del tempo percepita dai Maya, risulti attuale più che mai. E come in essa si nasconda la chiave di lettura per l’interpretazione della data 21 dicembre 2012.

Coniugando le scoperte sui frattali e quelle sulla ciclicità del tempo al messaggio tramandato da popoli antichi come gli Esseni, interpretiamo la mappa di un passato modello naturale di vita ed equilibrio, rappresentazione concreta della sezione aurea phi e propositivo di una comprensione del tempo alternativa, che ci fa cavalcare cicli temporali infiniti.

Cos’è un frattale? Braden parte dall’introduzione nella nostra scienza della fisica quantistica, che valuta le molteplici potenzialità di risposta ad un evento unico. Tutto può accadere. Ciò che si verifica nella realtà è solo una delle tante ipotesi quantiche. Il tempo stesso è un frattale, perché fa parte del tutto, ma ugualmente lo contiene. Dunque, il tempo è olografico, come quelle immagini che, sezionate, rappresentano, pur nella minima parte, la globalità dell’intero disegno. Prendiamo una di quelle piccole figure sacre, riconoscibile da qualunque lato la guardiamo, dice Braden, e tagliamone un pezzetto. Anche quello conterrà il tutto, e dalla sua osservazione, emergerà che il più piccolo quadratino contiene – sempre – l’immagine completa.

Il Broccolo – esempio di frattale
Serie di Fibonacci

Il frattale tipico, in natura, è l’immagine del broccolo, o di una chiocciola. Forme fisiche in cui si ripropone in maniera olografica il tutto, nelle proporzioni della serie di Fibonacci, e che trova la più alta forma di espressione nel Mandelbrot set, rappresentazione grafica del punto in cui avviene l’incontro tra l’equilibrio ed il caos, l’attimo in cui caos ed ordine convergono, mostrando il principio dell’ologramma. In seguito, Braden identificherà quell’istante come il “punto di scelta”.

Numeri casuali

Ne derivano due chiavi di lettura del tempo: la prima è quella dei frattali, la seconda quella della sezione aurea. Se la prima rappresenta gli schemi che la natura usa per riempire lo spazio nell’universo, la seconda determina la frequenza con cui questi si ripetono nel tempo.

Mandelbrot Set

La matematica dei frattali viene così applicata ai cicli cosmici. E il 21 dicembre diventa un frattale del tempo, perché già vissuto. Accaduto in un’epoca lontana di cui non vi è certezza, nonostante le sue tracce, il 2012 si ripropone oggi in chiusura di un’epoca: quella della nostra civiltà.

Per Braden, come per molti ricercatori arrivati alle medesime conclusioni, il mondo intero funziona sulla base di cicli che si ripetono periodicamente nelle nostre personali esistenze, come nella vita del pianeta. Come il ciclo che alterna giorno e notte, o quello delle stagioni. E se per i Maya il tempo è quella danza infinita di cicli che si ripropongono, Era dopo Era, ad un occhio attento sono visibili anche cicli maggiori che a loro volta contengono cicli più piccoli. Alcuni di questi cicli si chiuderanno nel 2012, il 21 dicembre, in coincidenza con il solstizio d’inverno. La data rappresenta infatti: il solstizio d’inverno, la conclusione dell’epoca del Ferro (o Kali Yuga) di 5125 anni – la “nostra” civiltà – e la chiusura di un’epoca più lunga, durata 25.625 anni rappresentata dalla precessione degli equinozi: il periodo, cioè, che la Terra impiega per compiere un intero giro intorno al proprio asse. In quella data il cielo presenterà un allineamento di pianeti che non si verificava da migliaia di anni.

Una serie di coincidenze o una giornata nefasta? Tutto porta a credere che si tratti di una data epocale. Per Braden è semplicemente il frattale di un evento già noto al pianeta, ed è anche possibile individuare un evento germinale e l’evento che potrebbe riproporsi a catena.
Lo studioso specifica infatti: non è l’evento stesso a ripetersi, ma tutte le condizioni affinché esso accada. Come a dire: le condizioni ci sono, ma sta a noi decidere in che modo il destino possa compiersi…

Nel sito http://www.greggbraden.com/ il ricercatore mette a disposizione uno strumento per calcolare l’evento, secondo tre modalità diverse. Servendosi di una serie di formule e calcoli matematici, includendo anche il numero fisso phi, che rappresenta la sezione aurea indicata nella serie di Fibonacci, Braden mostra come eventi accaduti nel passato, e definiti germinali, ripropongano le condizioni per il verificarsi di accadimenti simili nel futuro. Il fatto che si verifichino o meno, però, dipende anche da noi. Secondo il ricercatore, il computo del codice temporale non tiene conto delle scelte personali e di coscienza. Mostra solo quando le condizioni del passato ricompariranno di nuovo. Le scelte che facciamo lungo le linee temporali di un determinato ciclo possono anche dar vita ad un percorso nuovo e inedito, tracciando così, una strada alternativa a quella già vissuta.

Il computo del codice temporale avviene in tre modalità:

  • la prima indica la possibilità di prevedere che un evento già accaduto in passato si verifichi di nuovo. Ciò permette di rilevare l’evento germinale che dà l’avvio al ciclo. I cicli si ripetono ad intervalli, in base ai ritmi del rapporto phi. Potremo così applicare lo 0.618 agli eventi passati per scoprire quando è possibile che le medesime condizioni si ripresentino nel futuro.
  • la seconda indica quale data del passato contiene le condizioni che ci possiamo aspettare di ritrovare in futuro. In questo caso, partendo da una data del nostro passato, creeremo l’evento germinale che sarà il seme da cui partire per capire cosa ci presenterà una data del futuro.
  • la terza indica quando è prevedibile che le condizioni di una esperienza personale, sia positiva che negativa, si ripetano nel corso della nostra vita. Questa terza modalità verte sul calcolo degli intervalli in base ai quali le condizioni di una determinata esperienza emotiva molto forte possono ripresentarsi in futuro.

Un programma di codice temporale potrebbe essere utile per calcolare ragionevolmente il ripresentarsi in futuro di date ritenute “difficili”. Braden parla anche dell’11 settembre 2001, o del periodo della “guerra fredda” tra USA e URSS. Partendo da una data in cui si verificarono le stesse situazioni, di “sorpresa” ed “attacco”, trova un evento germinale e identifica la data successiva in cui ci sono le stesse condizioni affinché per lo stesso sia possibile ripresentarsi. Ma senza volersi addentrare in algoritmi troppo complicati, a volte, sostiene, basta guardarsi intorno per percepire un mutamento – del tutto fisiologico per il pianeta – che è già in atto. Senza andare troppo lontano, allora, si riesce ad interpretare in modo abbastanza intuitivo che siamo in presenza del riproporsi di un ciclo.

Asse Terrestre

Il libro “perduto” di Enoch, uno dei Profeti esseni, è un perfetto esempio di come l’uso dei segnali naturali per individuare i cambiamenti del mondo preceda il sapere dei popoli indigeni di oggi. La saggezza dei messaggi contenuti nel codice, andata persa per migliaia di anni, prima che il libro fosse rimosso dai testi biblici ufficiali, mostra come le visioni del profeta fossero frutto di una consapevolezza considerata divina. Lo stesso testo era visto alla stregua di una sacra scrittura. Durante il cambiamento, ad opera di una catastrofe che Enoch collocava “in quei giorni” in cui l’asse della Terra si sposterà, “il cielo sarà immobile. I frutti della terra tarderanno a venire” e “la Luna cambierà le sue leggi”.

Le tavole astronomiche contenute nel codice di Enoch hanno permesso agli storici di stabilire che le sue profezie partivano da circa 5 mila anni fa e giungevano fino ad oggi, continuando poi per altri mille anni oltre il ventesimo secolo. L’interpretazione del codice mostra una chiara coerenza tra la transizione di Enoch e i racconti degli Hopi sulla fine del loro Quarto Mondo, in cui “terremoti, alluvioni, grandine, siccità e carestie saranno cose di tutti i giorni”.

Il viaggio attraverso il tempo mostra così le Ere del mondo ed il loro passaggio. I mondi del passato hanno visto il loro alternarsi attraverso lo zodiaco, completato in un giro di 25.625 anni, il tempo impiegato per toccare le dodici costellazioni. La precessione degli equinozi è divisa nelle cinque Ere del mondo, della durata di 5125 anni ciascuna. È imminente il passaggio decisivo, che va dall’Era dei Pesci, iniziata (secondo una datazione contraddittoria e puramente indicativa) 2160 anni fa, verso l’Era dell’Acquario, nel compimento di un processo lentissimo di cui siamo, forse non più inconsapevolmente, i grandi protagonisti.

Fonti:
Il Codice del Tempo – “Fractal time”, Gregg Braden, Macro Edizioni
http://www.stazioneceleste.it/articoli/braden/risvegliarsi_al_punto_zero.htm
http://www.greggbraden.com/

Questo articolo è riproducibile indicando chiaramente il sito e linkando la fonte www.ilpuntozero.com
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