21 dicembre 2012. Davvero la fine è vicina?

Codice Dresda, ultima pagina

A detta di molti, venerdì di questa settimana, alle 11:11 esatte, ora di Greenwich (ma le 12:11 in Italia) potrebbe verificarsi qualcosa di realmente catastrofico… L’ormai famosissima ultima pagina del codice di Dresda, spesso confusa con il calendario maya, sembrerebbe indicare una imminente fine del mondo, ma… solo a detta di chi il calendario non lo conosca affatto! La sensazione – che non si può affatto definire profezia – si basa unicamente sulla convinzione che l’acqua – che in quella evocativa immagine sembra uscire da un vulcano – sia talmente copiosa da invadere le terre emerse, trascinando via con sé tutto ciò che incontra lungo il cammino.

Ghiacciaio Ilulissat, in Groenlandia

Certo, lascia pensare tutto quanto sta accadendo in Groenlandia, dopo il recente collasso dell’enorme ghiacciaio Ilulissat, che è imploso, immergendosi nelle acque sottostanti, a poco tempo di distanza dallo scioglimento di un altro importante ghiacciaio, il Petermann.

Alla presunta teoria dell’acqua che ingloba tutto si agganciano ogni giorno vecchie e nuove ideologie, come, rispettivamente, quella poco fantascientifica del riscaldamento globale o quella – recentissima – che riguarda la caduta del frammento di un asteroide su un quartiere di Palermo, e forse proveniente da Toutatis, il corpo celeste che poche ore fa è passato è vicinissimo alla Terra. Inutile dire che di frammenti di asteroide è piena la crosta terrestre, e raramente ci accorgiamo della loro caduta. Il fatto che la cosa sia avvenuta sotto gli occhi di un’intera famiglia, in pieno centro abitato, è un caso che fa notizia solo perché ci stiamo avvicinando al 21 dicembre

Crop Circle ad Avebury, Wiltshire, agosto 2012

La data in questione raccoglie intorno a sé leggende e miti, e non è possibile trascurarla nemmeno per i miscredenti. Questo perché, nonostante i numerosi siti cosiddetti antibufala o di stampo filogovernativo come il CICAP si diano da fare in ogni modo per negare l’epopea del cambiamento, è evidente che, nonostante non si voglia sposare ad occhi chiusi una vera e propria saga dei Maya, sia inevitabile prender coscienza che qualcosa di nuovo stia accadendo e che, se non vogliamo definirla in altro modo, c’è comunque una sorta di nuova energia che muove il mondo.

Non è solo l’indicazione dei Maya, ma anche quella degli Hopi, di Blue Star Katchina, i significati nascosti e ipotizzati nei simbolismi dei cerchi nel grano e le infinite teorie New Age che si basano sul passaggio dall’Era dei Pesci all’Era dell’Acquario. E’ pur vero che, nel bene e nel male, c’è chi ha tirato su una fortuna, pontificando teorie che di realistico non hanno nulla, e chi invece si è basato su rigorosi studi scientifici per dimostrare che qualcosa, nell’universo stia realmente accadendo.

Tra i più accreditati studiosi, lo scienziato russo Alexey N. Dmitrev con la Cintura Fotonica; il geologo americano Gregg Braden, con le sue ricerche – a un certo punto tralasciate – sulla Risonanza di Shumann (studi iniziati da Nikola Tesla a fine ‘800; la Risonanza fu poi identificata da  W.O. Schumann) e, tra i migliori ricercatori italiani, Marco Pizzuti su Tesla e la “Free Energy”, o trasmissione di energia senza fili.

Ghiandola Pineale

Da non dimenticare, infine, gli elementi, più che attendibili, ma spesso screditati tanto dalla scienza, quanto dalla medicina “tradizionale”, quali quelli su un organo ormai ritenuto “inutile”: la ghiandola pineale – o epifisi, situata – si ritiene: quasi completamente atrofizzata – alla base del cervello umano. A questo proposito, molti studiosi hanno detto la propria, e uno dei maggiori esponenti della teoria su quella che viene definita anche ghiandola pituitaria è Paolo Lissoni, esperto oncologo ed endocrinologo che lavora all’ospedale di Monza dal 1985 e premiato dal National Cancer Institute di Washington per le sue ricerche in merito. Studi ai quali l’endocrinologo, ormai dedito al nuovo campo della Psiconeuroendocrinoimmunologia o PNEI ha dedicato la pubblicazione di oltre 600 lavori, aventi ad oggetto la correlazione tra pineale, sistema immunitario e tumori. Simbolo sacro da tempo immemorabile e non identificabile ad un’appartenenza religiosa, oltre che nella simbologia massonica, il “terzo occhio” compare tanto nell’immagine del Budda quanto nel bastone del Papa.
In Vaticano, alla piccola ghiandola a forma di pigna, viene anche dedicato un Cortile.

Vaticano - Cortile della Pigna

Che qualcosa si stesse muovendo anche in quel campo non era una novità. Le discipline più aperte ad una visione filosofica della prossima realtà immaginano un processo evolutivo mondiale che, partendo da un risveglio della pineale, sollecitato dall’ormai dimostrato e progressivo cambiamento del magnetismo terrestre, muove i passi verso un nuovo e definitivo punto zero.
Ci sarà – molti ritengono – un’evoluzione spontanea di massa dell’umanità e la pineale rilascerà sostanze neurochimiche ad effetto allucinogeno che consentiranno  di muovere verso un nuovo stato di coscienza, una sorta di illuminazione.

Per tornare alle profezie, e a come i fatti più comuni (anche se rari) nell’universo possano essere interpretati, la più recente riguarda l’allineamento al 3 dicembre 2012, di tre pianeti della nostra galassia, sulle tre piramidi di Giza.

Giza - foto del presunto allineamento planetario

La foto in questione ha fatto il giro del web, preannunciando, come da copione, immense catastrofi.
Siti di rilievo sostengono che sia l’ennesima bufala riguardo i presagi sulla fine del mondo. In realtà l’effettivo allineamento planetario previsto per il 3 dicembre c’è stato: Mercurio, Venere e Saturno hanno sovrastato in cielo, rispettivamente, Cheope, Chefren e Micerino, evento rarissimo, che si ripete ogni 2737 anni, e che ha riproposto l’allineamento delle piramidi rispetto alle stelle che si trovano al centro della cintura di Orione. Nonostante ci fosse qualche differenza temporale in merito alla data della ricorrenza, sembra che questa sia stata abbastanza puntuale, offrendo una visione spettacolare del cielo per chi assisteva all’evento in quella zona dell’emisfero.

A Planetary Conjunction With Giza’s Pyramids

Sempre la stessa fonte (Focus) ritiene che l’allineamento dei pianeti sia avvenuto in verticale, non in orizzontale. La foto sarebbe, dunque, ritoccata. A detta di Phil Plat, astronomo, l’allineamento planetario sarebbe stato solo alle spalle di chi lo osservava. Diretta conseguenza sarebbe la coincidenza di un allineamento, e di questo come un altro, indipendentemente dal punto di vista di osservazione, poiché la nostra galassia è talmente fitta di corpi celesti che sarebbe più logico trovare un qualunque allineamento, che non trovarlo.

Simbolismo nel Campidoglio di Washington

Tra gli studiosi che hanno fatto riferimento alle teorie dei Maya uno dei più autorevoli sembra essere David Wilcock. Studioso eclettico e affascinante, dalle affermazioni talvolta eccentriche (ha definito sé stesso la reincarnazione di Edgar Cayce, il “profeta dormiente”), ravvisa addirittura un collegamento tra il simbolismo del Ciclo del 2012 contenuto nel calendario mesoamericano e alcuni simboli specifici presenti sulle pareti del Campidoglio di Washington. Gli stessi, secondo lui, sarebbero la raffigurazione della precessione degli equinozi del calendario maya. Non tutti concordano con la sua visione delle cose. Tra questi, William Henry, altro ricercatore, che lo inviterebbe al discernimento, sostenendo che non si possa identificare il simbolismo contenuto nel duomo della capitale americana con quello del calendario Maya, pena un errore fuorviate rispetto a quella che Wilckock definisce Apotheosis 2012.

Apocalisse prevista dall'Oracolo di Shambhala

Cosa dicono le agenzie spaziali sul 21 dicembre 2012?
Praticamente nulla, nonostante un recente comunicato rilasciato presso la NASA dai monaci tibetani…
Gli stessi hanno infatti divulgato la notizia secondo la quale sarebbe possibile sopravvivere all’apocalisse che, secondo il Lama noto come l’Oracolo di Shambhala del monastero di Gyandrek Kailas, si verificherà puntualmente in conseguenza dell’allineamento planetario previsto per quella data. L’Apocalisse, a detta del monaco, avrà la durata di quasi due settimane e porterà sconvolgimenti notevoli, in ultimo la diminuzione del 10% della popolazione mondiale, a causa di sommovimenti del globo terrestre, quali terremoti, maremoti e fenomeni geologici di enorme impatto.
L’oracolo sembra parlare sul serio, dicendo che l’intero pianeta sarà sommerso dal buio, restando nel più totale silenzio. Sarà il momento in cui la Terra attraverserà la linea zero della galassia, ed in cui il magnetismo terrestre verrà meno. L’oscurità, che durerà al massimo quattro giorni, sarà interrotta solo da fugaci lampi di luce. Durante il periodo sarà opportuno coprire le finestre e non guardare fuori, per affrontare l’arrivo delle tenebre e, per ogni famiglia, spingersi dalle città verso le campagne per gestire al meglio la situazione. Solo gli animali avranno il sentore di quanto sta per accadere, e cercheranno di nascondersi nelle loro tane.
Il monaco sembra inoltre sostenere che, nonostante il Sole faccia di nuovo la sua comparsa nel cielo già dopo qualche giorno, la situazione si ripristinerà solo verso la fine di marzo.

Cosa pensare, dunque?

Charles Bolden – NASA

È pur vero che in altre situazioni l’Agenzia Spaziale Americana ha indotto molti dubbi su comunicati diffusi all’improvviso e rivolti solo ai propri membri, come nel caso del video di Charles Bolden, che metteva in guardia contro eventuali catastrofi, in un non ben definito momento. Non dimentichiamo che il filmato, solo poco più di un anno fa, fece il giro del mondo tramite youtube, scatenando curiosità e timore su presunti attacchi terroristici che potessero coinvolgere la popolazione americana.
In altri casi, ha fornito pochi e fumosi dettagli su temi delicati come il telescopio Hubble (progetto in cui è coinvolta, però, anche l’ESA) e il temuto – ma sempre presuntopassaggio di Nibiru
Stavolta, però, non si tratta di un comunicato NASA, ma di una soffiata trasmessa alla stessa da fonte identificabile come i religiosi tibetani, che tutto sembrano essere, tranne che dei burloni!

Altre tematiche si concentrano intorno al venerdì che passerà alla storia come quello delle 11:11.

Sconvolgimenti magnetici, inversione dei poli, slittamento della crosta terrestre… Chi più ne ha più ne metta.
Alcune teorie poggiano su postulati concreti:
1 – negli ultimi anni un effettivo mutamento del magnetismo si è registrato: le piste di alcuni aeroporti come quello di Tampa, in Florida, sono state rinumerate poiché il polo magnetico non coincideva più con quello geografico; già nel 1996, l’aeroporto del Minnesota fu il primo negli Stati Uniti a rinumerare i gradi magnetici sulle piste di decollo;
2 – l’inversione dei poli non è affatto una novità nel nostro mondo, anche se non così frequente; sembra che la cosa sia accaduta circa 14 volte negli ultimi 4 milioni e mezzo di anni sulla Terra. In un’intervista rilasciata a Voyager, Braden sostiene che prima di un’inversione completa di 180 gradi, i poli magnetici inizino a spostarsi e i campi magnetici a perdere gran parte della loro intensità. Fenomeno simile a quello che sta accadendo oggi;
3 – lo slittamento della crosta terrestre, ipotizzata da Charles Hapgood potrebbe essere conseguenza di una discrasia tra la crosta, sottile e compatta ma ferma, ed il suo magma denso e caldo e porterebbe al completamento della tettonica a placche, che postula uno spostamento graduale e progressivo dell’intera crosta terrestre, simile ad una massa unica che scivoli sull’olio. Da ciò, la deriva dei continenti da una Pangea iniziale.

Teorie alternative si basano su assunti in prevalenza spirituali-religiosi, ma che, presi solo in quanto tali, non forniscono alcun elemento certo o altrimenti spiegabile cui appigliarsi.

Nella convinzione del monaco tibetano, tuttavia, sembrerebbe trovare spazio anche quell’antica previsione fatta da Padre Pio sui tre giorni di buio (ed erano tre giorni, non due settimane), o quella fatta più di recente da Swami Kriyananda, al secolo J. Donald Walters e seguace di Paramahansa Yogananda, che ha parlato invece di tre settimane di buio. Quello che sorprende – e su cui converrebbe interrogarsi – è invece la certezza con la quale vengano fatte tali affermazioni.

Insomma: che qualcosa di diverso stia accadendo non è un mistero, e gli sconvolgimenti
degli ultimi anni lo dimostrano. Senza andare troppo lontano, sappiamo che la natura si sta modificando, ma la consapevolezza che dovrebbe prender piede è quanto spesso questo accada anche per mano dell’uomo.
I fenomeni di geoingegneria e i progetti lavorati a misura mondiale, come H.A.A.R.P. o le Scie Chimiche, non sono un enigma per nessuno…

A sentire però esperti vulcanologi come Sabrina Mugnos, l’uomo può ben poco quando la natura si mette in moto seriamente. Per capirci: quella che fu definita la “vendetta” del vulcano islandese Eyjafjallajokull, e che creò non pochi problemi al traffico aereo ai primi di dicembre 2011, è semplicemente, a detta della studiosa, “un colpo di tosse” da parte di un gigante della natura. Altre sono le vere tragedie, quando un vulcano decide di eruttare. Possiamo ricordare la catastrofe del Vesuvio, avvenuta nel 79 d.C., per averne un’idea, o immaginare quello che potrebbe accadere, restando nei dintorni, se il Marsili decidesse di starnutire!

Dunque: di tragedie geologiche che possano riguardarci, vicine o lontane, è piena la crosta terrestre. Di eventi che coinvolgano il campo magnetico a livello interplanetario è piena la galassia e, con i nostri mezzi, poco possiamo gestire o prevedere.

L’intervento umano, è, al contrario, l’unica cosa effettivamente contrastabile.

Al di là di questo – e forse solo di questo – che qualunque altro fenomeno altamente distruttivo possa avvenire più o meno in concomitanza con la data finale di un calendario (data che resta sempre e comunque presunta, vista la parziale commutazione dal calendario maya con quello gregoriano) resta davvero solo un’ipotesi…

Vera Di Donato

Questo articolo è riproducibile indicando chiaramente il nome dell’autore, il sito e linkando la fonte www.ilpuntozero.com

Fonti di riferimento:

http://www.greenprophet.com/2012/08/a-planetary-conjunction-with-gizas-pyramids/
http://actualidad.rt.com/actualidad/view/57446-llega-apocalipsis-oraculo-revela-nasa-sobrevivir-venidera-catastrofe
http://reinep.wordpress.com/2012/11/07/proof-that-the-solar-system-is-in-transformation/
http://onecellonelightradio.wordpress.com/2012/12/12/12-12-12-dr-hildy/
http://www.altrainformazione.it/wp/nikola-tesla-il-piu-grande-genio-dimenticato-dalla-storia/marco-pizzuti-su-nikola-tesla/
http://www.focus.it/curiosita/mistero/il-falso-allineamento-del-3-dicembre-2012-sulle-piramidi-di-giza_C12.aspx
http://www.meteoweb.eu/2012/12/frammento-di-meteorite-cade-sul-quartiere-brancaccio-di-palermo-svelato-il-mistero-e-forse-anche-la-provenienza-del-corpo-celeste/172514/

 

Nibiru in orbita visto da Arecibo. La CNN e i silenzi NASA

Nibiru visto dall'Osservatorio di Arecibo

Nel mese di ottobre si era diffusa la notizia che il Pianeta X, detto anche Nibiru, fosse stato finalmente individuato nel sistema solare, poiché ripreso dall’Osservatorio di Arecibo dell’isola di Puerto Rico, il National Astronomy and Ionosphere Center. Il potente radiotelescopio di cui il centro è dotato sembrerebbe aver individuato un corpo sconosciuto, penetrato nel nostro sistema solo in seguito ad un’esplosione. Il video, apparentemente affidabile, sfuggito al controllo degli astronomi nonostante il divieto di pubblicazione, ha poi fatto il giro del web. Secondo il documento, il pianeta, da molto tempo in avvicinamento, sarebbe “invisibile” perché celato dal Sole, proprio come accade nelle riprese in questione.

Pochi giorni dopo, alcune indiscrezioni anonime da parte di presunti dipendenti e scienziati della NASA hanno diffuso la notizia secondo la quale un asteroide, definito Nibiru e dalle dimensioni simili a quelle del Texas, si stia muovendo lungo una traiettoria ben delineata e con percorso diretto verso la Terra. Il tracciato sembra abbia come obbiettivo un punto ed un momento non precisati, tra novembre e dicembre, e che sia giustificato dalla previsione di un massimo del 30% di probabilità di collisione.

Nonostante gli avvertimenti, pare che la NASA taccia, forse per non scatenare il panico, prima di tenere un comunicato stampa ufficiale.

Cosa c’è di vero in tutto questo e quanto è invece frutto della fantasia dei giornalisti?
Il video al link http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xAjp3eNUpXY sembra decisamente realistico. Non sono state date smentite, al momento, ma neppure sembra stato essere confermato da fonti ufficiali.

Della notizia sfuggita alla NASA si è invece interessata direttamente la CNN, nel periodo delle elezioni presidenziali. Si è ipotizzato che il comunicato, del tutto senza fondamento, sia stato rilanciato solo per distogliere l’attenzione degli americani da un evento politico così decisivo. Più di qualcuno invece ha fatto notare come, all’approssimarsi della fatidica data, il 21 dicembre 2012, torni a galla un evento degno di nota che possa essere collegato alla profezia Maya, e che le agenzie spaziali ci stiano nascondendo qualcosa.
Molti si ostinano a teorizzare una coincidenza tra Nibiru ed il decimo Pianeta o Pianeta X, la cui esistenza fu ipotizzata da Zecharia Sitchin, studioso dei più antichi testi sumeri, che sul presunto corpo celeste ha costruito gran parte della propria fortuna. Stando alle sue teorie, però, il pianeta passerebbe nel raggio della Terra “solo” ogni 3600 anni, e la presunta data, in tal caso, sarebbe l’anno 2900. In base ai suoi calcoli, infatti, l’ultimo passaggio si sarebbe verificato nel 556 a.C.

Quello che poco convince è però come la notizia della CNN, riportata, in Italia anche da Studio Aperto (il link http://www.video.mediaset.it/video/studioaperto/full/356817/edizione-ore-1225-del-7-novembre.html è stato però rimosso) si sia diffusa solo a partire da una pagina di iReport, ospitato alla pagina http://ireport.cnn.com/docs/DOC-872812, portale su cui gli utenti sono invitati a raccontare e condividere le proprie storie con la CNN. Si può dubitare quindi che, prima di essere postato, venga dimostrata l’autenticità di un documento.

La NASA, dal canto suo, pur non commentando in alcun modo le news degli ultimi giorni, dà bella mostra di alcune FAQ liberamente consultabili sul sito (al link http://www.nasa.gov/topics/earth/features/2012.html) da cui si evince come non sia assolutamente possibile lasciarsi sfuggire un pianeta di dimensioni giganti come quello citato, e che lo stesso sarebbe stato monitorato almeno negli ultimi dieci anni. Se Nibiru realmente esistesse, dunque, per gli scienziati dell’agenzia, ora sarebbe visibile anche ad occhio nudo. E ancora: Nibiru e altre storie su pianeti ribelli sono una bufala Internet.

Vera Di Donato

Questo articolo è riproducibile indicando chiaramente il nome dell’autore, il sito e linkando la fonte www.ilpuntozero.com

Fonti di riferimento:

http://www.segnidalcielo.it/2012/10/14/nibiru-e-gia-nel-nostro-sistema-solare-sembra-che-sia-monitorato-dallosservatorio-di-arecibo-a-porto-rico/
http://ireport.cnn.com/docs/DOC-872812
http://www.nasa.gov/topics/earth/features/2012.html
http://www.cronacheterrestri.com/cronache-terrestri/la-cnn-riporta-notizia-dell-asteroide-nibiru-in-collisione-con-la-terra-tutta-la-verita

Il passaggio di Nibiru: ritorno al punto zero

Nibiru o Planet X... fonte www.bashar.org

Nibiru, questo sconosciuto…
Nibiru sembra essere un corpo celeste quasi ancora del tutto sconosciuto nella nostra galassia, soprattutto per via di miti e leggende che lo circondano. Cosa si nasconde dietro la presunta esistenza di questo pianeta? C’è qualcosa di vero o sono solo bellissime storie tratte dalla fantasia degli scrittori? Definito anche XII pianeta, Nibiru venne citato dallo scrittore Zecharia Sitchin in uno dei suoi libri, intitolato appunto Il dodicesimo pianeta, pubblicato nel 1976. Perché dodicesimo, intanto, e non decimo, come molti altri sostengono? Vediamo di dare una spiegazione partendo dall’inizio. Continue reading

Notizie dallo Yucatan. Las Águilas e 21 dicembre 2012: timore o psicosi?

Las Águilas - ingresso principale - fonte filmato Voyager

Sempre più spesso si sente parlare di fine del mondo, collegata alla data del 21 dicembre 2012. Profezie catastrofiche lascerebbero immaginare una fine ormai vicina. Quella che colpisce più di tutte l’immaginario collettivo è però la presunta profezia Maya, secondo la quale nell’ultima pagina del codice di Dresda, l’almanacco stagionale dell’antico popolo mesoamericano, è raffigurata una Terra devastata dalle inondazioni. La conclusione del lungo computo, il calendario che termina a fine anno, viene fatta coincidere con una serie di cicli e l’interpretazione data al prossimo evento è per molti quella dell’Apocalisse.
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I mille volti di Venere e i suoi cicli

Transito di Venere - Fonte NASA, Sylvie Beland

All’interno del sistema solare, Venere è il secondo pianeta distante dal Sole, ed ha una brillantezza tale da esser definito Stella della Sera o Stella del Mattino, poiché molto visibile subito dopo il tramonto o prima dell’alba. Inizialmente gli Egizi, che così lo chiamavano, vi individuarono due pianeti diversi. Oggetto naturalmente più luminoso del cielo notturno oltre alla Luna, è poco visibile durante il giorno, perché oscurato dalla luce del Sole.
Venere manifesta caratteristiche molto simili alla Terra, tanto da esser definito suo pianeta gemello. A contrario della Terra, è però privo di satelliti e ha un campo magnetico molto debole. Quello che è certo è tuttavia la presenza di una atmosfera, formata nella quasi totalità da biossido di carbonio e circa il 3% di azoto.
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I cicli solari e l’evento Carrington: verso un nuovo “punto zero”?

La Via Lattea vista da Gallipoli, Turchia - fonte httpwww.twanight.org, Tunk Tezel

Ormai è noto: il nostro piccolo universo si autogestisce grazie all’alternarsi più o meno regolare di fenomeni ciclici che coinvolgono tutta la galassia. All’apparenza, l’evento sembra interessare il singolo pianeta o astro, ma va da sé che ogni corpo celeste venga in qualche modo coinvolto dal fenomeno; si hanno così delle reazioni a catena.
Quello che ci interessa da vicino è l’effetto di risonanza che si genera sulla Terra, “rivestita” da un da un campo magnetico che poggia su tutta una serie di delicati equilibri.

Un processo tipico, che si ripete ogni 11 anni, è quello dei cicli solari.

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La New Age

La New Age - La Nuova Era

La definizione New Age, atta a distinguere una Nuova Era, è usata di frequente per indicare una gamma di movimenti spirituali e filosofici, nati soprattutto negli ultimi vent’anni e legati a credenze mistiche e ad approcci olistici che investono numerosi campi, dalla salute personale alle esigenze ecologiche globali del pianeta. Negli anni, le credenze New Age hanno fatto sì che i suoi esponenti si avvicinassero al 21 dicembre 2012, data che già dall’antichità era vista come un punto di svolta per il pianeta e per il rinnovamento delle coscienze. Ovvio che anche la New Age la prendesse ad oggetto come fine ultimo nell’elaborazione di teorie legate alla spiritualità e alla religiosità, e classificandola come punto d’inizio del “Nuovo Ordine Mondiale”, successivo alla quarta grande epoca, o Kali Yuga, o Età del Ferro, che è quella in cui oggi ci troviamo.

La Nuova Era, dal punto di vista astrologico, consiste nel passaggio verso l’Era dell’Acquario, che si lascia alle spalle quella attuale, dei Pesci.
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Gregg Braden, il Punto Zero e la Risonanza di Schumann

“Risvegliarsi al punto zero” è il titolo di una conferenza tenuta da Gregg Braden il 25 febbraio 1995 a Washington. La stessa fu tradotta e resa pubblica e oggi è consultabile sul sito di Stazione Celeste, al link http://www.stazioneceleste.it/articoli/braden/risvegliarsi_al%20punto_0.pdf.

Perché questa conferenza è così importante nella valutazione del ricercatore?
Braden nel 1995 era ancora poco conosciuto, e da qualche tempo aveva lasciato il proprio lavoro di informatico presso il Martin Marietta Aerospace per dedicarsi allo studio di argomenti diversi che lo appassionavano e lo resero un precursore in materia. Da allora ebbe il talento e la fortuna di sapersi imporre all’attenzione pubblica, gestendo con capacità i successi derivanti dalle numerose conferenze tenute dapprima solo in America, e poi nel resto del mondo.

Rotoli del Mar Morto, frammenti

Proprio nel settore tecnico aveva iniziato a svolgere le sue ricerche, passando dall’essere uno dei primi attuatori del “programma internet” ad una stesura più ampia, che comprendeva uno studio sulla religione delle culture mesoamericane, e le conoscenze degli antichi saggi, custodite in lontani monasteri tibetani e boliviani. Braden sostiene che all’origine dei tempi, circa quaranta testi furono sottratti e alcuni andarono distrutti, e che la consapevolezza della tecnologia interiore in essi racchiusa rimase nascosta per un tempo immemore. Fu in parte possibile rilevarne traccia nei manoscritti esseni ritrovati tra le dune di Qumran e antichi testi custoditi nei monasteri tibetani e in Bolivia. Purtroppo, degli stessi manoscritti esseni per anni fu vietata la divulgazione e solo di recente si sono resi consultabili – anche online – gli oltre ventimila frammenti ritrovati.

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Gregg Braden

Gregg Braden

Nato il 28 giugno 1954, Gregg Braden è oggi uno dei maggiori rappresentanti di teorie che hanno ad oggetto la data fatidica: 21 dicembre 2012, e tiene conferenze in tutto il mondo, a frutto di una lunga ricerca. Formatosi come geologo e impiegato presso una importante azienda del settore informatico, Braden ha lavorato per molti anni nel campo dei computer e dei sistemi di rete, tanto da essere stato uno dei primi fondatori del “progetto internet”. Partendo da una formazione scientifica, ha allargato i propri orizzonti al settore totalmente opposto del mondo spirituale, tanto da essere considerato oggi il primo precursore di un linguaggio nuovo e affascinante, che crea un ponte tra scienza e spiritualità.

I suoi viaggi lo hanno portato nei lontani monasteri del passato, alla ricerca di verità perdute che, coniugate al sapere dei nostri tempi, porterebbero l’uomo moderno ad avere maggiore conoscenza di sé e dalla propria tecnologia interiore, oltre che alla padronanza di quella esterna. Guaritori e mistici, profondi conoscitori del corpo e dell’anima, esponenti di culture lontane dalla nostra e protette dal segreto delle antiche mura dei monasteri tibetani e boliviani, trasmettono le proprie conoscenze alla civiltà del progresso. Braden sostiene che l’uomo stia vivendo un’epoca unica, un’esperienza singolare, perché mai in altre Ere del passato è stato possibile coniugare la consapevolezza e gli strumenti del presente con le profonde conoscenze degli antenati.

E forse non è un caso che popolazioni così avanzate come i Maya, pur così esperte nell’astrologia, non conoscessero neppure l’uso della ruota…

È, allora, come se quei libri sacri andati persi migliaia di anni fa tornassero a vivere, riscoperti sotto la coltre di polvere della nostra tecnologia, e, alla luce della nuova civiltà, assumessero il ruolo di protagonisti. È solo attraverso la nuova – per noi – scienza della compassione che si può sperare di vivere in un futuro di consapevolezza, in cui noi tutti ci percepiamo come esponenti di un’unica famiglia. Nascono così i suoi libri, frutto di un misto tra esperienze di vita vissuta, saggezza scientifica abbinata al miracolo della guarigione e della pace, e il potere salvifico della preghiera. Il ricercatore mostra chiaramente come una preghiera detta da un singolo in una stanza possa vere effetti di risonanza in tutt’altra parte del mondo. Basta solo aprire il nostro cuore a qualcosa che ci era stato sottratto. Superando i confini della scienza per entrare nel mondo spirituale serve a capire come siamo arrivati fino a qui e ci apre gli orizzonti per affrontare le sfide del futuro.

A Braden si deve il merito di esser partito da assunti certi, oggettivamente provati, e averne valutato la mutazione a cui quale sono stati soggetti nel tempo. Il periodo che viviamo ora, secondo il ricercatore, è una fase di passaggio, un “non tempo” la cui percezione da parte nostra è accelerata, al punto tale che le giornate sfuggono al consueto controllo e appaiono della durata di circa 16 ore. Secondo Braden, come molti altri autorevoli scienziati, tra cui Dmitrev – che parla di plasma magnetizzato – la Terra, spostandosi lungo la cintura fotonica, muove verso il centro della galassia, la Via Lattea, sollecitata da una forza sconosciuta che sta mettendo repentinamente a disagio tanto i campi magnetici quanto la sua frequenza, quello che è riconosciuto come il “battito cardiaco del pianeta”.

Questo influisce non solo sul pianeta in quanto tale, ma anche sul nostro corpo, sul cervello, sulla capacità di gestire le emozioni. Gli stessi picchi solari influenzano i nostri flussi di energia. Le tempeste solari degli ultimi anni, aumentate dalle 30/40 l’anno alle oltre 300 al mese sono solo l’espressione di come il nostro universo sia in continua evoluzione, coinvolgendo in un effetto a cascata il nostro piccolo mondo. Ne sarà così influenzata la realtà di ogni giorno, dal battito cardiaco alla risposta ormonale, dal sistema nervoso ai conflitti sociali.

Caral, in Perù

Risvegliarsi al punto zero è solo una delle conclusioni alle quali il ricercatore sia approdato. Anni di studi lo hanno condotto a dimostrare come sia possibile una retrodatazione della nostra civiltà e che quella che viviamo adesso sia solo l’ultima di una serie di civiltà, succedutesi nel corso di epoche lontane, e di cui difficilmente si trova traccia. Una delle più recenti testimonianze è data con serie probabilità dall’insediamento di Caral, a nord di Lima, dove il ricercatore ha verificato l’esistenza di 6 lastre di un materiale sconosciuto per quel luogo, e che testimonierebbero l’esistenza di 6 grandi Ere. Quella che stiamo vivendo è solo la quinta, iniziata nel 3114 e che terminerà il 21 dicembre 2012.

Le lastre in pietra ritrovate in Perù sono la dimostrazione pratica di come la previsione dei Maya e di altre culture fosse esatta. Il non tempo che stiamo attraversando è un’epoca di passaggio tra la fine della Quinta Era, e di una Sesta, e che non siamo prossimi alla fine del mondo, ma del “nostro” mondo, vale a dire del mondo come noi lo conosciamo.

Calendario di Dendera

Secondo Braden le civiltà nascono, crescono e muoiono, e la loro presenza sul pianeta non è altro che il risultato di un fenomeno naturale a cui è soggetta la Terra stessa: la ciclicità. Non a caso, i Maya, come gli Atzechi, gli Incas, e prima ancora gli Olmechi, percepivano il tempo nel modo ciclico in cui lo avevano rappresentato nei diversi calendari che ci sono pervenuti. Anche il calendario di Dendera, espressione di una civiltà geograficamente lontana da quelle mesoamericane, si allinea sulla stessa  idea.

Quello che stiamo vivendo è solo uno dei tanti cicli, e siamo giunti ormai al termine. La sua conclusione avverrà, per Braden, come è accaduto in epoche passate, con sconvolgimenti e catastrofi, ma sono mutamenti fisici che in realtà stiamo già vivendo. Il 21 dicembre è solo l’apice di un cambiamento epocale già in itinere che spinge anche gli uomini ad un mutamento.

Cambio di coscienza, consapevolezza di sé e compassione potranno portare gli esseri umani ad una svolta che garantirà mille anni di pace. Quello che avevano visto i Maya, gli Hopi, il Mahabaratha e la Bhagavad-Gita degli Indù non sono altro che espressioni della svolta epocale che si attende da migliaia di anni, e sulla quale anche molte discipline New Age hanno fondato i propri assunti.

Sta però all’uomo comprendere sé stesso e i suoi simili come esponenti di una famiglia unica, legati dallo stesso DNA e da una fitta rete di legami, quella che Braden chiama Matrix Divina, e tentare di accettare il cambiamento. Solo calandosi in quest’ottica, secondo lo scienziato, è possibile vivere il mutamento e non esserne travolti.

Il Punto Zero

La Terra

Gli eventi fisici e geologici degli ultimi anni sono l’indice di cambiamenti che stiamo vivendo in maniera globale. La crosta terrestre è in continua evoluzione. Terremoti, uragani, fenomeni meteorologici inusuali hanno spinto gli esperti a valutare in maniera scientifica e – se possibile – ancora più oggettiva cosa stia accadendo sul pianeta. L’apertura della fisica e della scienza a possibilità prima ritenute insolite, come la fisica quantistica, hanno permesso di valutare come il nostro mondo stia cambiando, e noi con esso.

La frequenza del pianeta non è più la stessa, come non lo è il magnetismo terrestre.

Le tempeste solari hanno un ruolo imprescindibile nel verificarsi di situazioni anomale e lo scioglimento dei ghiacciai lo sta dimostrando ogni giorno di più. La climatologia assume un ruolo di spicco nella valutazione degli estremi contro i quali ci ritroviamo ogni giorno a combattere, a volte in modo inconsapevole. Potremmo infatti scoprire che non siamo noi, o almeno non del tutto, a determinare fenomeni quali l’effetto serra, e che le scie chimiche sono in realtà una sorta di tutela messa a punto dai governi per proteggerci da un cambiamento (o dalla consapevolezza dello stesso?) ritenuto ormai inevitabile.

Risonanza di Schumann

Cosa vuol dire tutto questo? Da anni gli scienziati parlano di una pulsazione diversa della Terra – la cosiddetta Risonanza di Shumann – e di un suo possibile ritorno al punto zero, con conseguente inversione dei poli magnetici. Il tutto sarebbe previsto a cavallo di una data fatidica: il 21 dicembre 2012, e avverrebbe, secondo fonti autorevoli, nel giro di 72 ore, durante i quali la Terra rimarrebbe ferma.

Ma cosa c’è di vero in quella che, oltre una profezia proveniente da popoli lontani e sconosciuti sparsi nelle diverse epoche e latitudini, sembra essere una manifestazione ciclica e “normale” alla quale è soggetto il pianeta ogni “tot” numero di anni?

 

La Via Lattea

Il punto zero della Terra sembra verificarsi ogni 25.625 anni. In una data che coincide con il termine non solo di un ciclo o Era Mondiale di 5.125 anni, ma di ben 5 grandi Ere Mondiali.
Due coincidenze che si verificano in contemporanea, dunque: la fine di un’Era parziale, che è quella della nostra civiltà, e quella di un processo ancora più lungo, il lento ciclo della precessione degli equinozi, in cui la Terra termina il giro intorno al proprio asse e si avvicina sempre più verso il centro della Via Lattea, la nostra galassia.
È questo il punto sul quale sembrano convergere molte profezie, certo, ma anche diverse teorie scientifiche.

Un antico popolo, gli Hopi, fu testimone di questo avvenimento. Nei loro racconti si parla del giorno più lungo, in cui il Sole sorse due volte, da direzioni opposte, brillando nel cielo per venti ore consecutive. È possibile trovarne traccia negli antichi testi peruviani ma anche nei testi biblici. Informazioni simili sono presenti nei testi degli antichi Esseni, come il codice di Enoch, e nei monasteri tibetani.
Gli stessi Maya parlano della nostra civiltà, dicendo “Voi che camminate tra i mondi”: un modo semplice per indicare il passaggio della nostra civiltà verso un’Era nuova.

Negli ultimi anni si è compreso che la Terra è soggetta a forze interplanetarie, che lungi dal rendere il pianeta indipendente rispetto ad altri corpi celesti, lo spingono verso quella che è stata definita dal geofisico russo Alexei Dmitriev la “cintura fotonica”. Una forza esterna, che non conosciamo, sta attirando il pianeta verso il centro della galassia. Gregg Braden, scienziato e autorevole ricercatore, già in una conferenza svoltasi a Seattle il 25 febbraio del 1995, sosteneva che “Il Sole sta cambiando il suo campo magnetico e la Terra sta provando a rispondere”.

DNA e mutazioni genetiche

Ciò vuol dire che il Sole è sintonizzato con qualcosa di più grande, che proviene dal centro della galassia, e la Terra deve adattarsi ad un cambio di vibrazione. L’unico modo che il pianeta conosce per farlo è mutare la propria pulsazione interna. E il nostro corpo, a sua volta, deve sintonizzarsi con questa. Studi genetici degli ultimi anni hanno scoperto canali profondi del nostro essere che hanno portato a stadi superiori di coscienza e a mutazioni genetiche del DNA.

Anche il battito cardiaco è sintonizzato con le pulsazioni della Terra, in quello che viene chiamato “circuito sacro”. Ed è proprio all’interno di questo circuito che stanno tornando a prendere piede le culture antiche, con la loro saggezza. Il mondo nel quale viviamo è costituito da griglie che trasmettono vibrazioni e legami che spesso ci fanno ritrovare coinvolti in una sorta di “risonanza collettiva”, più dominata dalla paura, che dall’amore.

Nell’ottobre del 2004, uno studio pubblicato da Nature mostrò come il centro della Via Lattea, fosse una fonte di energia talmente potente da influenzare ogni forma di vita presente sul pianeta. Un’energia che c’è, dunque, anche se non si vede. Da ciò, si mostrò la profonda influenza che la stessa ha su di noi, in rapporto alla posizione che il pianeta assume rispetto alla galassia.
Ci stiamo avvicinando al punto in cui la Terra è più influenzata da quest’energia, e procediamo verso il punto zero, conosciuto anche come punto di svolta epocale.

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