I mille volti di Venere e i suoi cicli

Transito di Venere - Fonte NASA, Sylvie Beland

All’interno del sistema solare, Venere è il secondo pianeta distante dal Sole, ed ha una brillantezza tale da esser definito Stella della Sera o Stella del Mattino, poiché molto visibile subito dopo il tramonto o prima dell’alba. Inizialmente gli Egizi, che così lo chiamavano, vi individuarono due pianeti diversi. Oggetto naturalmente più luminoso del cielo notturno oltre alla Luna, è poco visibile durante il giorno, perché oscurato dalla luce del Sole.
Venere manifesta caratteristiche molto simili alla Terra, tanto da esser definito suo pianeta gemello. A contrario della Terra, è però privo di satelliti e ha un campo magnetico molto debole. Quello che è certo è tuttavia la presenza di una atmosfera, formata nella quasi totalità da biossido di carbonio e circa il 3% di azoto.
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Il calendario maya e il calcolo del tempo

Quello che appare chiaro, studiando la simbologia maya, è che questo popolo fosse affascinato, se non addirittura ossessionato, dal tempo. I Maya pensavano che un evento accaduto in passato si sarebbe ciclicamente ripetuto.
Il tempo, dunque, non è inteso come lo vediamo noi occidentali, cioè come una sequenza lineare, dritta, che punta in avanti verso l’infinito, ma è concepito in modo ciclico.

I Maya lo avevano suddiviso e regolato in tre calendari:

il calendario civile, o solare, o ciclo Haab. Questo’ultimo era formato da 18 mesi di 20 giorni ciascuno. Il totale era di 360 giorni. Come arrivare dunque alla durata dell’anno solare di 365 giorni? Veniva aggiunto un ultimo mese, costituito solo da 5 giorni, e il cui nome era Uyaeb. Va detto che gli ultimi cinque giorni rappresentavano, per questo popolo, un periodo nefasto, durante il quale era vietata qualunque cerimonia.

Il ciclo Tzolkin, il calendario sacro, cerimoniale, formato da 13 mesi di 20 giorni. Il totale era di 260 giorni. Durata, questa, coincidente con il periodo della gestazione umana. Era infatti utilizzato per comprendere i diversi momenti dell’esperienza umana e per raccordare gli eventi celesti a quelli terreni. È questo che scandisce la vita quotidiana dei Maya, che lo utilizzano per determinare, giorno per giorno, le scelte importanti, come la data di una battaglia, la decisione del nome da dare ad una persona, prevedere le eclissi o il ciclo di Venere, in base al nome del giorno stesso e all’allineamento planetario ad esso associato. Ogni giorno, infatti, aveva il proprio nome, ed un significato particolare.
• Combinando i due cicli Haab e Tzolkin, in modo simile agli ingranaggi di una ruota. i Maya creano un calendario circolare, pari ad un ciclo di 52 anni, che unisce l’anno solare e l’anno sacro. In esso, i numeri, i giorni e i mesi, si ripetono ogni 52 anni. È un ciclo che equivale al nostro secolo, e serviva loro per tenere sotto controllo lo scorrere del tempo, giorno per giorno.

Secondo il dott. Arlen F. Chase, antropologo presso l’University of Central Florida, i Maya potevano ritenersi fortunati se vivevano un intero ciclo di 52 anni, poiché era quella l’età media della loro vita. Ci sono pervenute notizie di pochi esponenti della civiltà maya che si siano avvicinati agli ottant’anni. Tuttavia, il ciclo dei 52 anni, sembrava essere superato da un conteggio ancora maggiore.

Fu Förstemann il primo studioso ad accorgersi che, oltre al calendario circolare, i Maya segnavano il tempo anche con un altro sistema: il lungo computo.

Il lungo computo permette ai Maya di calcolare la presunta data della fine del mondo, partendo dal giorno di nascita mitico della loro civiltà, e trascendendo la vita individuale. Dopo anni di studi astronomici, archeologici e iconografici, gli studiosi riescono finalmente ad individuare la data d’inizio dell’Era in corso: il 13 agosto 3114 a.C. e la data della sua presunta fine, il 21 dicembre 2012, esattamente 5.125 anni dopo. Per i Maya, quella data corrisponde al 13 Baktun e al Giorno del Giudizio, in cui si realizzerà un nuovo punto zero. Ogni 13 Baktun, quindi ogni 5.125 anni, il tempo “finisce” poiché termina un’Era e ricomincia un altro ciclo cronologico. Il calendario maya prevede dunque cinque grandi Ere cosmiche, ognuna della durata di 5.125 anni, quattro delle quali sono già trascorse. Secondo questo calendario, che calcola la durata del Giorno Galattico, formato da 5 Ere di 5.125 anni ciascuna, ci troviamo alla fine della Quinta Era, e al compimento del 25.625° anno.

Il 21 dicembre 2012, costituirà quindi il termine del Giorno Galattico, nel quale la Terra compirà il giro precessionale intorno al proprio asse. Questa fase è chiamata infatti anche precessione degli equinozi.

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