Le città sotterranee della Turchia

Derinkuyu, in Cappadocia

Derinkuyu
Nel corso della storia, l’Anatolia, in Turchia, è stata raramente una regione tranquilla. Collocata tra l’Europa e il Medio Oriente, infatti, ha visto un flusso di eserciti invasori e combattimenti lunghi per secoli. Non c’è da stupirsi, quindi, che molto tempo fa, secondo gli esperti in un periodo databile tra l’8000 ed il 1400 a.C., in questi posti si optasse per una soluzione ovvia: la costruzione di una cittadina sotterranea dove fosse agevole nascondersi in caso di calamità, e che venne chiamata Derinkuyu. A chiunque possa pensare a una serie di passaggi sotterranei, catacombe e camere nascoste, ma in miniatura, Derinkuyu farebbe un certo effetto. La città si sviluppa infatti a più di 85 metri di profondità al di sotto della superficie, e su oltre tre livelli, e appare completa e indipendente in ogni aspetto architettonico e sociale. Pare che in tempi remoti all’interno della cittadina scorresse anche un fiume, fonte di approvvigionamento per i presunti abitanti del luogo.
Alan Weisman, l’autore del libro The World Without Us sostiene che le città sotterranee della Cappadocia potrebbero essere l’ultima cosa a sopravvivere dopo l’improvvisa estinzione dell’umanità. Per Weisman nessuno sa realmente quante siano le città nascoste nei sotterranei della regione, ma anche di tutta l’Anatolia. Finora ne sono state scoperte dieci, e tra le più grande ci sono Derinkuyu e Tatlarin. La cittadina di Derinkuyu fu conosciuta per caso nel 1965 quando un privato sfondò la parete della grotta sotterranea della propria casa, scoprendovi una stanza che non aveva mai visto. Da lì, la serie di passaggi che portava da un cunicolo all’altro, in un’alternanza di piani sotterranei.

Derinkuyu

Secondo gli speleologi, il labirinto di camere che discendevano di almeno diciotto piani, era collocato a oltre 280 metri sotto la superficie e la sua ampiezza era tale da contenere almeno 30 mila persone. In realtà, per gli architetti che si sono occupati della cosa, sembra ci sia ancora molto da scavare. Un tunnel capace di ospitare tre persone affiancate sembra collegare Derinkuyu ad un’altra città sotterranea che si trova a sette km di distanza. Numerosi passaggi suggeriscono come la Cappadocia, in tempi antichi fosse collegata, sia all’esterno che nel sottosuolo, da una enorme rete di passaggi nascosti. Continue reading