Mauro Biglino

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Mauro Biglino: la bibbia non parla di Dio
Mauro Biglino,
grande esperto di storia delle religioni, studioso, è stato per molti anni il traduttore ufficiale di testi in ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Tale proficua collaborazione si è interrotta quando, dopo circa trent’anni di accurata analisi dei cosiddetti “testi sacri”, Biglino ha deciso di iniziare a scrivere,  riportando alla luce delle scoperte – presenti proprio nei testi in questione – che da sempre sono state omesse.

Mauro Biglino


Nascono così le narrazioni autonome rispetto a quanto rinvenuto dai testi ebraici dai quali derivano le bibbie comunemente usate dai credenti, come quella di Famiglia Cristiana, e che si appoggiano al Codice masoretico di Leningrado, accettato universalmente. Partendo infatti da questa pergamena, risalente all’XI secolo, dalla quale derivano tutte le Bibbie che noi abbiamo in casa, il lavoro di Mauro Biglino è non quello di interpretare, ma di considerare valido quanto è scritto nella bibbia, a fronte, però, di una sua traduzione letterale. Non si usano categorie esegetiche particolari, nei suoi lavori, né si fa ricorso a interpretazioni allegoriche o metaforiche. Il suo lavoro è, quindi, solo quello di riportare alla traduzione fedele dei testi mal interpretati, vittima di trascrizioni sbagliate ripetute nei secoli, e arricchiti di interpretazioni che ne hanno modificato radicalmente il senso. Tutto ciò che ha contribuito a influenzare una storia dell’occidente dominata dal cattolicesimo anche a livello politico, dunque, viene così rimesso in discussione.
Il quadro che emerge dai racconti di Biglino è la storia di un popolo e del suo rapporto con un individuo in carne ed ossa chiamato Yahweh, al quale era stato affidato l’incarico di occuparsene. Da qui i suoi numerosi scritti, tra i quali Il Dio alieno della Bibbia” e “La Bibbia non è un libro sacro” della Uno Editori e “La Bibbia non Parla di Dio” edito da Mondadori e “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia”. Nelle sue lunghe conferenze l’autore insiste su un punto: “Non dico che Dio non esiste, ma di certo in quel testo non si parla di lui”. In altre parole: non ci sono prove dell’esistenza di Dio nella bibbia.


Gli alieni nella bibbia: Elhoìm e Malhaìm,
Eliòn e l’Adam
“La bibbia usa il termine
Elohim per indicare una pluralità di individui, ed è un termine indubitabilmente plurale. Questo costituisce per i teologi esegeti monoteisti un problema notevolissimo, perché stanno da secoli tentando di spiegare come mai il presunto Dio dell’antico testamento… non c’è! Il presunto Dio è indicato con un termine plurale, quindi hanno inventato di tutto, ogni possibile spiegazione, dimenticando però chiarissimamente ciò che dice il contesto biblico. Il contesto biblico ci fa continuamente capire che gli Elohim erano un gruppo di individui, ben distinti dagli Adam, quelli che noi consideriamo “l’uomo”; erano individui che vivevano a lungo, sono quelli che hanno fatto l’Adam, sono quelli che erano dotati di conoscenze e tecnologie decisamente superiori all’Adam e la bibbia ce ne descrive non soltanto le caratteristiche ma anche gli atteggiamenti diversi e i nomi diversi, di questi Elohim”.      “Purtroppo” – dice Biglino – “la bibbia non ci dice da dove vengano gli Elohim, almeno i libri della bibbia che ci sono rimasti, perché noi sappiamo che gli esegeti giudaico cristiani, quindi ebrei – prima – e cristiani – dopo -, hanno fatto sparire moltissimi testi antico testamentari. Li hanno fatti sparire perché non erano riconducibili all’idea del monoteismo; magari in alcuni di quelli l’indicazione sulla provenienza c’era… Nella bibbia che ci è rimasta, che è il codice masoretico di Leningrado (quello sul quale io lavoro e dal quale io traduco) si parla dei Nephilìm, che hanno una curiosità. Anche questo è un termine plurale, sono i cosiddetti “giganti”. La bibbia ci dice che avevano sei dita per ogni arto, quindi sei dita per ogni mano e per ogni piede, e il termine Nephilà, singolare aramaico, significa una cosa sola, qui non c’è interpretazione: significa costellazione di Orione. Quindi questa è una possibile indicazione – chissà – di provenienza di qualcuna di quelle razze”.
Nella bibbia sono presenti gli Elhoìm e i Malhaìm.
Secondo La Bibbia, all’interno di una gerarchia militare, gli Elohim sarebbero gli alti ufficiali, i comandanti militari; mentre i Malahim, che sono tradotti artificiosamente come “angeli” - in realtà è chiarissimo nell’antico testamento come siano fatti anch’essi in carne ed ossa – sarebbero gli esecutori, i portatori di ordini, o ancora i guardiani o vigilanti. Anche qui, secondo Biglino, ci sarebbero dei parallelismi con la terminologia usata in molti racconti extra biblici e di popoli di atri continenti. “Quando mi si chiede chi è Dio – dice Biglino – io dico sempre che non ne parlo perché di Dio non so nulla. Io vivo in un mondo di dubbi, però ho una certezza: di Dio nessuno sa nulla. La differenza sostanziale è che io non ne parlo perché dico di non sapere. La teologia ne parla non sapendone nulla perché la teologia elabora un’idea di Dio, elabora un insieme di caratteristiche che attribuisce a quell’idea di Dio, e poi passa secoli a discutere di quell’idea di Dio e di quelle caratteristiche che lei stessa ha elaborato. Dal punto di vista sostanziale per quanto riguarda l’idea di Dio sia io che la teologia abbiamo esattamente  lo stesso atteggiamento: la differenza è che io dico che non ne so nulla e non ne parlo;  la teologia finge di sapere e ne parla, ma ciò che finge di sapere lo presenta come verità. Ma nessuno ne sa nulla”.

Chi è Dio? Il patto tra Yahweh e il popolo degli israeliti
“La bibbia ci racconta il rapporto di un popolo, che noi conosciamo come il popolo degli israeliti, con uno degli Elohim, che la bibbia conosce con il nome di Yahweh, che è quello che poi è stato in un modo assolutamente artificioso e ingiustificato trasformato in Dio.
Questo Yahweh, tra l’altro, all’interno della gerarchia militare degli Elohim – almeno dal punto di vista biblico – era uno dei meno importanti in assoluto, uno dei più piccoli, uno al quale è stato assegnato un pezzo di una famiglia e neanche un popolo. Come ci dice chiaramente Deuteronomio gli è stata affidata la famiglia di Giacobbe e dei suoi discendenti, mentre tutto il resto della famiglia a cui apparteneva la famiglia di Abramo (ci dice la bibbia) è stata affidata ad altri Elohim, di cui ci dice pure i nomi”.
“Quindi” – dice Biglino “l’antico testamento è il racconto del rapporto tra uno degli Elohim (quello che noi conosciamo con il nome di Yahweh) e quel pezzo di famiglia che il capo degli Elohim (che la bibbia conosce con il nome di Eliòn) gli ha affidato”.

 

La bibbia e l’ingegneria genetica. L’anello mancante e il Dio alieno
Gli altri capi saldi delle tesi di Biglino: la bibbia parla di ingegneria genetica e l’essere umano è il prodotto di quest’ultima. L’anello mancante di Darwin, dunque, quello che da sempre si è considerato il “buco” della teoria evoluzionistica, troverebbe il suo perché nella deduzione che l’uomo – come lo conosciamo oggi – sia stato il frutto di un elaborato processo genetico ad opera di un Dio alieno. Che il nostro DNA a 46 cromosomi sia il risultato di una elaborazione da parte degli Elohim sul DNA dei primati, a 48 cromosomi. T­­­­esi sostenuta dagli studi di Pietro Buffa, biologo molecolare (“I Geni manipolati di Adamo”, Uno editori), con il quale Biglino collabora, e che offrirebbe, se confermata scientificamente, la spiegazione più valida del salto genetico tra i nostri progenitori (le scimmie) e l’Homo habilis (inteso nel senso del moderno Homo Sapiens).
La tesi dell’ingegneria genetica, da sempre conosciuta e accettata dalla cultura ebraica, fa invece fatica ad essere accettata dalla cultura cattolica, dice Biglino.

Mauro Biglino a confronto con i teologi - Photo credit: Andrea Badoni

Nel marzo 2016 Mauro Biglino è a confronto con altri teologi in una conferenza a Milano, dal titolo “Che cosa dice davvero la Bibbia?”. Gli altri relatori, tutti esperti teologi, sono Rav Ariel Di Porto, Don Ermis Segatti, Daniele Garrone, Mons Avondios. La tesi di Biglino è: “L’antico testamento non parla di Dio, ma parla di un individuo che ha stabilito un patto di all­­eanza con un popolo. Ha stabilito un patto sulla base di regole precise, ed è un individuo in carne ed ossa”.

Pianeta X, Nibiru e Zecharia Sitchin – gli Elohim e gli Anunnaki
La sua onestà intellettuale porta Biglino a fermarsi laddove l’argomento non sia di sua pertinenza. In numerosi incontri gli si fanno domande in merito alle teorie di Sitchin riguardo Nibiru, e il ritorno del Pianeta X. In uno dei suoi libri Biglino riporta esattamente la teoria di Zecharia Sitchin per completezza di informazioni, ma non si spinge oltre. Certamente però ritiene, come molti studiosi prima di lui – e lo stesso Sitchin – che sia possibile attribuire un deciso valore storico alle tavolette sumere, prima ancora che ai testi biblici, che, passati attraverso centinaia di mani, hanno subito traduzioni ed interpretazioni a mano dei teologi. Ne “Il Dio alieno della Bibbia”, analizza i due racconti della cosiddetta creazione dell’uomo e le analogie con i racconti sumeri sono davvero sorprendenti; dice Biglino: “Direi che si parla veramente degli stessi esseri”.
Il motto di Mauro Biglino è “facciamo finta che”.­­­­­­­­­­­ Se in effetti noi facciamo finta che tutto questo sia accaduto, come ci dice realmente la bibbia, e senza scendere nelle pieghe della sua interpretazione, spiegare il salto evoluzionistico sulla base delle circostanze citate risulta affascinante e credibile. Gli eventi avvenuti “per caso” quali il passaggio repentino dall’ominide all’Homo Abilis (citato da Buffa) assumono una spiegazione plausibilmente valida: l’uomo è stato creato “a immagine e somiglianza di…” per servire qualcuno. È stata prelevata una parte del DNA e riutilizzata in modo diverso. Se Sitchin parla di Anunnaki arrivati sulla Terra alla ricerca di oro, e che poi hanno creato – dopo una serie di tentativi – l’operaio perfetto addetto a scavare nelle miniere, combinando il loro DNA con quello degli ominidi presenti all’epoca sulla terra, le tesi di Biglino non sembrano poi così diverse. Del resto, è la bibbia stessa a parlare di creazione in questi termini. Per la Bibbia siamo stati “fatti” per servire quei signori (gli Elohim/Anunnaki) i cui interventi su di noi sono stati molteplici. A questo proposito, il popolo di Israele (Giacobbe) guidato da Yahweh si dice discenda dagli adamiti, cioè da quel gruppo speciale che gli Elohim si sono fabbricati per il loro gan-eden, quello che comunemente siamo abituati a considerare il paradiso terrestre.
Ma perché oggi non viene raccontata la verità? “Il vero lavoro che è stato fatto sulla bibbia nei secoli è stato quello di coprirla – volutamente – di una coltre di mistero, introducendo le cosiddette intrerpretazioni allegoriche o metaforicheSi dice che bisogna andare a fondo perché se si capisce ciò che c’è chiaramente scritto in superficie, cade tutto. Se si capisce ciò che gli autori antichi ci hanno raccontato, non si può costruire nulla.  Si prende atto di una cronaca e non si costruisce nulla sopra. Se noi applicassimo esattamente le stesse categorie esegetiche che si applicano al vecchio testamento all’Iliade e l’Odissea noi costruiremmo un monoteismo omerico avente la stessa dignità di esistenza del monoteismo biblico”.

 

Fonti di riferimento:
https://maurobiglino.it/2015/04/news-mauro-biglino-su-panorama/
https://maurobiglino.it/2011/10/nuova-intervista-a-mauro-biglino/
http://www.bellunopress.it/2016/02/15/nella-bibbia-non-ce-traccia-di-dio-le-traduzioni-errate-spiegate-da-mauro-biglino-martedi-a-verona/

https://www.youtube.com/watch?v=2gzN6Gwl3lQ

https://www.youtube.com/watch?v=2gzN6Gwl3lQ

https://www.youtube.com/watch?v=2gzN6Gwl3lQ


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Nibiru o Planet X... fonte www.bashar.org

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