I cicli solari e l’evento Carrington: verso un nuovo “punto zero”?

La Via Lattea vista da Gallipoli, Turchia - fonte httpwww.twanight.org, Tunk Tezel

Ormai è noto: il nostro piccolo universo si autogestisce grazie all’alternarsi più o meno regolare di fenomeni ciclici che coinvolgono tutta la galassia. All’apparenza, l’evento sembra interessare il singolo pianeta o astro, ma va da sé che ogni corpo celeste venga in qualche modo coinvolto dal fenomeno; si hanno così delle reazioni a catena.
Quello che ci interessa da vicino è l’effetto di risonanza che si genera sulla Terra, “rivestita” da un da un campo magnetico che poggia su tutta una serie di delicati equilibri.

Un processo tipico, che si ripete ogni 11 anni, è quello dei cicli solari.

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Gregg Braden, il Punto Zero e la Risonanza di Schumann

“Risvegliarsi al punto zero” è il titolo di una conferenza tenuta da Gregg Braden il 25 febbraio 1995 a Washington. La stessa fu tradotta e resa pubblica e oggi è consultabile sul sito di Stazione Celeste, al link http://www.stazioneceleste.it/articoli/braden/risvegliarsi_al%20punto_0.pdf.

Perché questa conferenza è così importante nella valutazione del ricercatore?
Braden nel 1995 era ancora poco conosciuto, e da qualche tempo aveva lasciato il proprio lavoro di informatico presso il Martin Marietta Aerospace per dedicarsi allo studio di argomenti diversi che lo appassionavano e lo resero un precursore in materia. Da allora ebbe il talento e la fortuna di sapersi imporre all’attenzione pubblica, gestendo con capacità i successi derivanti dalle numerose conferenze tenute dapprima solo in America, e poi nel resto del mondo.

Rotoli del Mar Morto, frammenti

Proprio nel settore tecnico aveva iniziato a svolgere le sue ricerche, passando dall’essere uno dei primi attuatori del “programma internet” ad una stesura più ampia, che comprendeva uno studio sulla religione delle culture mesoamericane, e le conoscenze degli antichi saggi, custodite in lontani monasteri tibetani e boliviani. Braden sostiene che all’origine dei tempi, circa quaranta testi furono sottratti e alcuni andarono distrutti, e che la consapevolezza della tecnologia interiore in essi racchiusa rimase nascosta per un tempo immemore. Fu in parte possibile rilevarne traccia nei manoscritti esseni ritrovati tra le dune di Qumran e antichi testi custoditi nei monasteri tibetani e in Bolivia. Purtroppo, degli stessi manoscritti esseni per anni fu vietata la divulgazione e solo di recente si sono resi consultabili – anche online – gli oltre ventimila frammenti ritrovati.

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Gregg Braden

Gregg Braden

Nato il 28 giugno 1954, Gregg Braden è oggi uno dei maggiori rappresentanti di teorie che hanno ad oggetto la data fatidica: 21 dicembre 2012, e tiene conferenze in tutto il mondo, a frutto di una lunga ricerca. Formatosi come geologo e impiegato presso una importante azienda del settore informatico, Braden ha lavorato per molti anni nel campo dei computer e dei sistemi di rete, tanto da essere stato uno dei primi fondatori del “progetto internet”. Partendo da una formazione scientifica, ha allargato i propri orizzonti al settore totalmente opposto del mondo spirituale, tanto da essere considerato oggi il primo precursore di un linguaggio nuovo e affascinante, che crea un ponte tra scienza e spiritualità.

I suoi viaggi lo hanno portato nei lontani monasteri del passato, alla ricerca di verità perdute che, coniugate al sapere dei nostri tempi, porterebbero l’uomo moderno ad avere maggiore conoscenza di sé e dalla propria tecnologia interiore, oltre che alla padronanza di quella esterna. Guaritori e mistici, profondi conoscitori del corpo e dell’anima, esponenti di culture lontane dalla nostra e protette dal segreto delle antiche mura dei monasteri tibetani e boliviani, trasmettono le proprie conoscenze alla civiltà del progresso. Braden sostiene che l’uomo stia vivendo un’epoca unica, un’esperienza singolare, perché mai in altre Ere del passato è stato possibile coniugare la consapevolezza e gli strumenti del presente con le profonde conoscenze degli antenati.

E forse non è un caso che popolazioni così avanzate come i Maya, pur così esperte nell’astrologia, non conoscessero neppure l’uso della ruota…

È, allora, come se quei libri sacri andati persi migliaia di anni fa tornassero a vivere, riscoperti sotto la coltre di polvere della nostra tecnologia, e, alla luce della nuova civiltà, assumessero il ruolo di protagonisti. È solo attraverso la nuova – per noi – scienza della compassione che si può sperare di vivere in un futuro di consapevolezza, in cui noi tutti ci percepiamo come esponenti di un’unica famiglia. Nascono così i suoi libri, frutto di un misto tra esperienze di vita vissuta, saggezza scientifica abbinata al miracolo della guarigione e della pace, e il potere salvifico della preghiera. Il ricercatore mostra chiaramente come una preghiera detta da un singolo in una stanza possa vere effetti di risonanza in tutt’altra parte del mondo. Basta solo aprire il nostro cuore a qualcosa che ci era stato sottratto. Superando i confini della scienza per entrare nel mondo spirituale serve a capire come siamo arrivati fino a qui e ci apre gli orizzonti per affrontare le sfide del futuro.

A Braden si deve il merito di esser partito da assunti certi, oggettivamente provati, e averne valutato la mutazione a cui quale sono stati soggetti nel tempo. Il periodo che viviamo ora, secondo il ricercatore, è una fase di passaggio, un “non tempo” la cui percezione da parte nostra è accelerata, al punto tale che le giornate sfuggono al consueto controllo e appaiono della durata di circa 16 ore. Secondo Braden, come molti altri autorevoli scienziati, tra cui Dmitrev – che parla di plasma magnetizzato – la Terra, spostandosi lungo la cintura fotonica, muove verso il centro della galassia, la Via Lattea, sollecitata da una forza sconosciuta che sta mettendo repentinamente a disagio tanto i campi magnetici quanto la sua frequenza, quello che è riconosciuto come il “battito cardiaco del pianeta”.

Questo influisce non solo sul pianeta in quanto tale, ma anche sul nostro corpo, sul cervello, sulla capacità di gestire le emozioni. Gli stessi picchi solari influenzano i nostri flussi di energia. Le tempeste solari degli ultimi anni, aumentate dalle 30/40 l’anno alle oltre 300 al mese sono solo l’espressione di come il nostro universo sia in continua evoluzione, coinvolgendo in un effetto a cascata il nostro piccolo mondo. Ne sarà così influenzata la realtà di ogni giorno, dal battito cardiaco alla risposta ormonale, dal sistema nervoso ai conflitti sociali.

Caral, in Perù

Risvegliarsi al punto zero è solo una delle conclusioni alle quali il ricercatore sia approdato. Anni di studi lo hanno condotto a dimostrare come sia possibile una retrodatazione della nostra civiltà e che quella che viviamo adesso sia solo l’ultima di una serie di civiltà, succedutesi nel corso di epoche lontane, e di cui difficilmente si trova traccia. Una delle più recenti testimonianze è data con serie probabilità dall’insediamento di Caral, a nord di Lima, dove il ricercatore ha verificato l’esistenza di 6 lastre di un materiale sconosciuto per quel luogo, e che testimonierebbero l’esistenza di 6 grandi Ere. Quella che stiamo vivendo è solo la quinta, iniziata nel 3114 e che terminerà il 21 dicembre 2012.

Le lastre in pietra ritrovate in Perù sono la dimostrazione pratica di come la previsione dei Maya e di altre culture fosse esatta. Il non tempo che stiamo attraversando è un’epoca di passaggio tra la fine della Quinta Era, e di una Sesta, e che non siamo prossimi alla fine del mondo, ma del “nostro” mondo, vale a dire del mondo come noi lo conosciamo.

Calendario di Dendera

Secondo Braden le civiltà nascono, crescono e muoiono, e la loro presenza sul pianeta non è altro che il risultato di un fenomeno naturale a cui è soggetta la Terra stessa: la ciclicità. Non a caso, i Maya, come gli Atzechi, gli Incas, e prima ancora gli Olmechi, percepivano il tempo nel modo ciclico in cui lo avevano rappresentato nei diversi calendari che ci sono pervenuti. Anche il calendario di Dendera, espressione di una civiltà geograficamente lontana da quelle mesoamericane, si allinea sulla stessa  idea.

Quello che stiamo vivendo è solo uno dei tanti cicli, e siamo giunti ormai al termine. La sua conclusione avverrà, per Braden, come è accaduto in epoche passate, con sconvolgimenti e catastrofi, ma sono mutamenti fisici che in realtà stiamo già vivendo. Il 21 dicembre è solo l’apice di un cambiamento epocale già in itinere che spinge anche gli uomini ad un mutamento.

Cambio di coscienza, consapevolezza di sé e compassione potranno portare gli esseri umani ad una svolta che garantirà mille anni di pace. Quello che avevano visto i Maya, gli Hopi, il Mahabaratha e la Bhagavad-Gita degli Indù non sono altro che espressioni della svolta epocale che si attende da migliaia di anni, e sulla quale anche molte discipline New Age hanno fondato i propri assunti.

Sta però all’uomo comprendere sé stesso e i suoi simili come esponenti di una famiglia unica, legati dallo stesso DNA e da una fitta rete di legami, quella che Braden chiama Matrix Divina, e tentare di accettare il cambiamento. Solo calandosi in quest’ottica, secondo lo scienziato, è possibile vivere il mutamento e non esserne travolti.

Il Punto Zero

La Terra

Gli eventi fisici e geologici degli ultimi anni sono l’indice di cambiamenti che stiamo vivendo in maniera globale. La crosta terrestre è in continua evoluzione. Terremoti, uragani, fenomeni meteorologici inusuali hanno spinto gli esperti a valutare in maniera scientifica e – se possibile – ancora più oggettiva cosa stia accadendo sul pianeta. L’apertura della fisica e della scienza a possibilità prima ritenute insolite, come la fisica quantistica, hanno permesso di valutare come il nostro mondo stia cambiando, e noi con esso.

La frequenza del pianeta non è più la stessa, come non lo è il magnetismo terrestre.

Le tempeste solari hanno un ruolo imprescindibile nel verificarsi di situazioni anomale e lo scioglimento dei ghiacciai lo sta dimostrando ogni giorno di più. La climatologia assume un ruolo di spicco nella valutazione degli estremi contro i quali ci ritroviamo ogni giorno a combattere, a volte in modo inconsapevole. Potremmo infatti scoprire che non siamo noi, o almeno non del tutto, a determinare fenomeni quali l’effetto serra, e che le scie chimiche sono in realtà una sorta di tutela messa a punto dai governi per proteggerci da un cambiamento (o dalla consapevolezza dello stesso?) ritenuto ormai inevitabile.

Risonanza di Schumann

Cosa vuol dire tutto questo? Da anni gli scienziati parlano di una pulsazione diversa della Terra – la cosiddetta Risonanza di Shumann – e di un suo possibile ritorno al punto zero, con conseguente inversione dei poli magnetici. Il tutto sarebbe previsto a cavallo di una data fatidica: il 21 dicembre 2012, e avverrebbe, secondo fonti autorevoli, nel giro di 72 ore, durante i quali la Terra rimarrebbe ferma.

Ma cosa c’è di vero in quella che, oltre una profezia proveniente da popoli lontani e sconosciuti sparsi nelle diverse epoche e latitudini, sembra essere una manifestazione ciclica e “normale” alla quale è soggetto il pianeta ogni “tot” numero di anni?

 

La Via Lattea

Il punto zero della Terra sembra verificarsi ogni 25.625 anni. In una data che coincide con il termine non solo di un ciclo o Era Mondiale di 5.125 anni, ma di ben 5 grandi Ere Mondiali.
Due coincidenze che si verificano in contemporanea, dunque: la fine di un’Era parziale, che è quella della nostra civiltà, e quella di un processo ancora più lungo, il lento ciclo della precessione degli equinozi, in cui la Terra termina il giro intorno al proprio asse e si avvicina sempre più verso il centro della Via Lattea, la nostra galassia.
È questo il punto sul quale sembrano convergere molte profezie, certo, ma anche diverse teorie scientifiche.

Un antico popolo, gli Hopi, fu testimone di questo avvenimento. Nei loro racconti si parla del giorno più lungo, in cui il Sole sorse due volte, da direzioni opposte, brillando nel cielo per venti ore consecutive. È possibile trovarne traccia negli antichi testi peruviani ma anche nei testi biblici. Informazioni simili sono presenti nei testi degli antichi Esseni, come il codice di Enoch, e nei monasteri tibetani.
Gli stessi Maya parlano della nostra civiltà, dicendo “Voi che camminate tra i mondi”: un modo semplice per indicare il passaggio della nostra civiltà verso un’Era nuova.

Negli ultimi anni si è compreso che la Terra è soggetta a forze interplanetarie, che lungi dal rendere il pianeta indipendente rispetto ad altri corpi celesti, lo spingono verso quella che è stata definita dal geofisico russo Alexei Dmitriev la “cintura fotonica”. Una forza esterna, che non conosciamo, sta attirando il pianeta verso il centro della galassia. Gregg Braden, scienziato e autorevole ricercatore, già in una conferenza svoltasi a Seattle il 25 febbraio del 1995, sosteneva che “Il Sole sta cambiando il suo campo magnetico e la Terra sta provando a rispondere”.

DNA e mutazioni genetiche

Ciò vuol dire che il Sole è sintonizzato con qualcosa di più grande, che proviene dal centro della galassia, e la Terra deve adattarsi ad un cambio di vibrazione. L’unico modo che il pianeta conosce per farlo è mutare la propria pulsazione interna. E il nostro corpo, a sua volta, deve sintonizzarsi con questa. Studi genetici degli ultimi anni hanno scoperto canali profondi del nostro essere che hanno portato a stadi superiori di coscienza e a mutazioni genetiche del DNA.

Anche il battito cardiaco è sintonizzato con le pulsazioni della Terra, in quello che viene chiamato “circuito sacro”. Ed è proprio all’interno di questo circuito che stanno tornando a prendere piede le culture antiche, con la loro saggezza. Il mondo nel quale viviamo è costituito da griglie che trasmettono vibrazioni e legami che spesso ci fanno ritrovare coinvolti in una sorta di “risonanza collettiva”, più dominata dalla paura, che dall’amore.

Nell’ottobre del 2004, uno studio pubblicato da Nature mostrò come il centro della Via Lattea, fosse una fonte di energia talmente potente da influenzare ogni forma di vita presente sul pianeta. Un’energia che c’è, dunque, anche se non si vede. Da ciò, si mostrò la profonda influenza che la stessa ha su di noi, in rapporto alla posizione che il pianeta assume rispetto alla galassia.
Ci stiamo avvicinando al punto in cui la Terra è più influenzata da quest’energia, e procediamo verso il punto zero, conosciuto anche come punto di svolta epocale.

Questo articolo è riproducibile indicando chiaramente il sito e linkando la fonte www.ilpuntozero.com