Notizie dal Sole – 8 marzo

Sembra che ci siamo di nuovo. A distanza di poco tempo dalla precedente eruzione solare, ci troviamo in una nuova fase di espulsione di massa coronale. A dispetto del ciclo ascendente di attività solare, che ha un picco previsto per il prossimo anno a completamento della fase dei suoi undici anni, il Sole è ancora in piena attività.

L’eruzione solare è iniziata martedì sera, e ed è stata definita da Joe Kunches, uno degli scienziati della NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration, il “Super Martedì”.

Eruzione solare - fonte NASA

La vera tempesta geomagnetica è iniziata però solo tra l’una di notte e le cinque di mattina di oggi, giovedì 8 marzo, e rischia di scatenare un torrente di particelle che potrebbero interferire con le comunicazioni radio, GPS e voli aerei, rispettivamente, e in tre fasi diverse.

Una tempesta solare con dei picchi così elevati, infatti, può interrompere in maniera significativa i sistemi di comunicazione satellitare, e in casi più rari, interferire con le reti elettriche a terra, che però, in ordine di tempo, sarebbero le ultime ad essere coinvolte, quando il vento solare generato dall’espulsione entra a contatto con l’atmosfera terrestre, impattandola in modo più o meno intenso.
La prima conseguenza è uno scossone del campo magnetico terrestre.

Alcuni ricercatori sostengono che tali fenomeni accadono poiché il Sole è stato relativamente tranquillo per qualche tempo, e quindi la sua attività rischia di apparire più forte proprio perché la Terra ha convissuto per molti anni con una debole attività solare. Il Sole, si sa, è soggetto a cicli periodici e quello attuale terminerà il prossimo anno.

Tempesta solare

Secondo Bill Murtagh, coordinatore del programma per il centro di meteorologia spaziale, si tratta di un fenomeno intenso, ma non di tipo estremo. Anche il dr. Craig Underwood, dal Surrey Space Centre in Inghilterra, ha dichiarato che “l’evento, pur essendo il più grande negli ultimi anni, non è sicuramente il più grave, e tempeste molto più intense sono da aspettarsi per il prossimo anno, quando ci avvicineremo davvero al massimo dell’intensità solare”. Sempre secondo Underwood, questi eventi agirebbero come un campanello d’allarme sul nostro stile di vita occidentale, così legato alla tecnologia spaziale e alle moderne infrastrutture della rete elettrica.

Fatto sta che la tempesta dovrebbe durare almeno fino a venerdì mattina, anche se lo stesso Kunches sembra prevedere un altro gruppo di macchie solari molto attive, pronte a puntare dritte verso la Terra, subito dopo la tempesta in corso.

Il solar flare, iniziato giovedì, è appena successivo ad uno meno intenso, verificatosi domenica scorsa.

Le società di servizi di tutto il mondo sono state allertate per i potenziali effetti a cascata che potrebbero intensificarsi soprattutto a partire da stasera, anche se le tempistiche non sono calcolabili. L’intensità della tempesta solare è infatti determinata anche dalla velocità d’impatto tra le particelle del vento solare e la nostra atmosfera, e soggetta alle diverse latitudini.

Di tempeste solari in passato se ne sono registrate diverse, sempre con latitudine a nord.

Nel 1972, una tempesta geomagnetica provocata da un brillamento solare interruppe le comunicazioni telefoniche a lunga distanza in tutto lo stato americano dell’Illinois.

Nel 1989 una tempesta solare molto intensa riuscì a far collassare la rete elettrica del Quebec, in Canada, mettendo al buio circa sei milioni di persone.

Inutile allarmismo? Può darsi. Fatto sta che si parla, ancora una volta, delle maggiori tempeste magnetiche registrate negli ultimi cinque anni, e che il picco dovrebbe essere raggiunto “solo” nel 2013. Fatto sta che tra le 7 e le 8 di martedì notte il brillamento solare ha raggiunto la classe X5, ed è stato definito dal NOAA Space Center Prediction come “una delle più intense eruzioni del ciclo solare in corso”.

Accontentiamoci, allora, di valutare il “lato positivo” dell’evento… Le aurore boreali, infatti, dovute all’impatto del vento solare con l’atmosfera terrestre, saranno visibili alle latitudini più elevate, soprattutto verso i Poli, nel Regno Unito e in parte degli Stati Uniti settentrionali.

Fonti:
http://www.earth-issues.com

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-17295337

http://www.onislam.net/english/health-and-science/news/456135-solar-activity-fear-increases-as-2013-gets-closer.html

Notizie dal Sole

È di pochi giorni fa la notizia che sia in atto, sulla superficie del Sole, una delle maggiori eruzioni degli ultimi anni, addirittura dal maggio del 2005. L’eruzione, tecnicamente definita “espulsione di massa coronale”, è costituita da una intensa quantità di protoni ed elettroni. Materiali che, in forma di plasma, sono trascinati attraverso il campo magnetico della corona solare (l’involucro più esterno della nostra stella) creando una sorta di nube luminosa.

Tempesta Solare
Vento solare nell’atmosfera terrestre


La NOAA degli Stati Uniti, al secolo National Oceanic and Atmospheric Administration, non dà ottime notizie al riguardo, e i dati forniti sono da non sottovalutare, soprattutto per i sistemi di comunicazione di massa e quelli afferenti i trasporti, soprattutto aerei.
Pare infatti che su una scala di intensità pari a 5, l’eruzione di questa tempesta geomagnetica possa raggiungere entro un breve periodo, un risultato pari a due o a 3, a causa del vento solare prodotto dallo sciame di particelle che si espandono. Il vento solare che raggiunge la magnetosfera – il campo magnetico del nostro pianeta – ad una velocità di 2.200 chilometri al secondo circa, interagisce nell’impatto con le sue componenti. Gli atomi neutri e gli elettroni presenti nella nostra atmosfera, a contatto con le particelle emesse dal sole, sono caricati di energia. Cambiando posizione e tornando poi allo stato iniziale, gli elettroni si scaricano grazie all’emissione di fotoni, costituiti da lampi di luce. Questo crea la formazione di aurore di diversa intensità e colore.

Le immagini inviate dai telescopi della Nasa e dell’Esa – rispettivamente l’osservatorio americano e quello europeo – mostrano una stella luminosa e incandescente, il cui risveglio è iniziato probabilmente già il 19 gennaio, raggiungendo il suo culmine lunedì 23 gennaio alle 4.59.
In vista delle possibili difficoltà di comunicazione satellitare e per evitare interferenze nel sistema di controllo, nei giorni scorsi la Delta Air Lines ha deviato alcune rotte polari, ma gli spostamenti sono stati garantiti con un leggero allungamento sui tempi di volo previsti.
Atteggiamento contenuto, certo, ma volto a non sottovalutare un fenomeno in continua crescita, che mostra come l’attività del Sole non sia più la stessa ormai da tempo. Da non dimenticare, infatti, che già tra il 1986 ed il 1987 lo “Scientific Journal” dava spazio ad importanti articoli sull’intenso e progressivo aumento dei disturbi magnetici e solari. Già dal finire degli anni ’90, inoltre, le tempeste solari sono aumentate in maniera esponenziale, passando dalle 30-40 l’anno alle attuali 300 e oltre al mese.
Manifestazioni ritenute ormai nell’ordinario, ben sapendo che il Sole è prossimo a raggiungere il suo picco più alto, stimato per il prossimo anno.

Aurora Boreale

Ciò fa si che si diffondano notizie, al riguardo, solo in coincidenza di mutazioni ritenute di un certo rilievo, come quella dei giorni scorsi, e volte a ricercare piuttosto il valore estetico di un’aurora boreale, piuttosto che l’incidenza effettiva che un fenomeno simile possa avere nel compromettere la complessa e fitta griglia di comunicazione all’interno della quale viviamo.