Fractal Time: Il codice del tempo secondo Gregg Braden

Fractal Time, Il Codice del Tempo - Gregg Braden

Tra i numerosi testi pubblicati da Gregg Braden, Il Codice del tempo – Fractal Time – è una vera banchina di approdo per il ricercatore, e rappresenta il frutto di oltre vent’anni dei suoi studi.

Il tempo frattale e la possibilità di conoscerlo attraverso un programma di codice temporale, sono volti a dimostrare come l’antichissima ciclicità del tempo percepita dai Maya, risulti attuale più che mai. E come in essa si nasconda la chiave di lettura per l’interpretazione della data 21 dicembre 2012.

Coniugando le scoperte sui frattali e quelle sulla ciclicità del tempo al messaggio tramandato da popoli antichi come gli Esseni, interpretiamo la mappa di un passato modello naturale di vita ed equilibrio, rappresentazione concreta della sezione aurea phi e propositivo di una comprensione del tempo alternativa, che ci fa cavalcare cicli temporali infiniti.

Cos’è un frattale? Continue reading

Il lungo computo e le cinque ere cosmiche

I Maya, e qualunque popolo del Messico e del centro America, a differenza di noi occidentali, pensavano che il tempo fosse formato da cicli che si ripetono continuamente. Un evento verificatosi nel passato, dunque, era destinato ciclicamente a perpetuarsi.
Il lungo computo, secondo Bruce Scofield, studioso di simbologia maya, ci dà un messaggio preciso: indica che le nostre vite individuali fanno parte di un contesto più ampio. Ci dà una prospettiva diversa, e ci permette di vedere la storia in un modo a noi finora ignoto. È come se la inserisse all’interno di uno schema.

Il calendario maya replica i cicli e i ritmi naturali per raccordare le azioni degli uomini ai ritmi dell’universo.

Il calendario Maya

Il tempo diviso in cicli fa sì che il calendario riproponga periodicamente, secondo periodi stabiliti, le medesime possibilità che un evento si verifichi.
Secondo i Maya, e come stabilito dal loro calendario, le Ere cosmiche sono cinque. Le quattro precedenti sono dell’Acqua, dell’Aria, del Fuoco e della Terra.
Tali Ere, alle quali corrispondono altrettante civiltà, si sono concluse con grandi catastrofi, ed è questo che fa presumere che il termine dell’odierna Quinta Era, o Età dell’Oro, avvenga nello stesso modo.

Sembra, in pratica, che per i Maya le civiltà nascano, vivano e poi si estinguano, e che l’evento culminante che chiude un’Era getti le basi per una civiltà ed un’epoca nuove.

Anche nel nostro caso, il 21/12/2012 non ci sarà una fine del mondo inteso in senso stretto, ma del “nostro mondo” come potevano intenderlo i Maya tanto tempo fa. Il loro calendario, infatti, non si arresta, ma prosegue, e parla di una Sesta Era, dopo quella attuale. Una fase che comincerà con tanti sconvolgimenti naturali – molti dei quali sono già in corso – e proseguirà per circa mille anni, durante i quali le civiltà saranno contraddistinte da un tempo di pace e da una rivoluzione delle coscienze.

Il 21 dicembre 2012, giorno del solstizio d’inverno, si verificherà quel raro evento astronomico che gli stessi Maya avevano predetto. Il Sole si allineerà con il centro della Via Lattea, come avviene ogni 25.625 anni. In contemporanea, la Terra terminerà il giro intorno al suo asse, portando a compimento la precessione, che la porterà a modificare la propria angolazione rispetto al piano della nostra galassia.

Questo fenomeno, che ha luogo ogni 25.625 anni, determina il compimento del ciclo precessionale.

I lenti cicli precessionali, noti ai Maya, costituivano una unità astronomica così estesa nel tempo, che permetteva loro di comprendere in qualunque momento, in quale fase temporale si trovassero.

 

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