Tokyo Magnitude 8.0

Tokyo Magnitude 8.0

Il terremoto che colpì Tokyo l’11 marzo 2011 fu, in qualche modo, previsto…
Il Giappone, si sa, è una zona altamente sismica, ma mai prima di allora una scossa aveva colpito così profondamente la popolazione. Le immagini di un popolo che, nel suo dolore composto, affronta nitidamente la situazione post apocalittica di una tale tragedia rimarranno impresse per sempre davanti ai nostri occhi.

Tokyo Magnitude 8.0 - Yūki e Mari

Tokyo Magnitude 8.0 - Yūki e Mari

Tokyo Magnitude 8.0 - Mirai e Yūki

Nel 2009, in tempi non sospetti, in Giappone fu prodotto un anime, dal titolo Tokyo Magnitude 8.0, che anticipava in maniera impressionante l’evento che si sarebbe di lì a poco verificato. L’intento del cartone, in undici puntate da 23 minuti per episodio, era quello di mostrare gli effetti e le reazioni della popolazione ad una catastrofe di forte intensità, basando la sua trama su revisioni statistiche che prevedevano, con una ragionevole probabilità attestata intorno al 70%, che un terremoto di intensità superiore alla norma colpisse il Paese del Sol Levante entro i trent’anni successivi. L’anime tentò di rappresentare in maniera realistica le possibili conseguenze di un tale sisma, raccogliendo i dati sui terremoti passati e collegandoli a numerose interviste a chi aveva vissuto situazioni simili in passato.

Gli sceneggiatori non andarono molto lontani dalla realtà: Tokyo Magnitude 8.0, scritto da Natsuko Takahashi e diretto da Masaki Tachibana, fu un preludio al vero sisma di quell’11 marzo, in cui si registrò una magnitudine ancora superiore, pari a 8.9 della scala Richter.
L’anime narra la storia di Yūki e Mirai, fratello e sorella, che nei primi giorni delle vacanze estive visitano una mostra di robot nella baia di Tokyo, presso l’isola di Odaiba. Durante la gita vengono sorpresi da un violento terremoto che, originatosi in una fossa oceanica, si ripercuote sull’isola, facendo crollare molti edifici e gettando nel panico la popolazione.

La fortuna di Yūki e Mirai, separatisi perché il piccolo Yūki si è allontanato per andare in bagno, è quella di conoscere Mari, una giovane donna risoluta, che aiuterà i due ragazzini nel tentativo di tornare a casa, muovendosi verso Setagaya, nella parte occidentale di Tokyo, sperando nel contempo di ritrovare viva la propria bambina.
Un viaggio doloroso e composto condurrà i protagonisti attraverso una città piena di macerie e dolore. La famosa Tokyo Tower e il Rainbow Bridge si sgretolano e cadono, ci sono scuole distrutte e quartieri irriconoscibili. Tokyo Magnitude 8.0 è un vero esodo dei sopravvissuti, che si muovono per una città devastata da palazzi e ponti crollati e la disperazione contenuta delle famiglie che cercano i propri cari tra morti e macerie.

L’anime fu molto seguito in Giappone per la drammatica veridicità delle sue immagini e lo spessore dei protagonisti.

Quel disagio del vivere quotidiano, mirabilmente descritto nella narrativa da autori come Banana Yoshimoto, è stavolta affrontato sapientemente in quello che viene catalogato – e a volte sottovalutato – come cartoon.

Mirai, di soli undici anni, avverte un malessere tipico dei giovani di oggi, ossessionati dal mondo della tecnologia, e anestetizzati rispetto agli affetti e ai veri valori della vita. Yūki, ancora molto piccolo, spesso è affidato alla sorella, in una famiglia che vede i genitori troppo presi dal lavoro per occuparsi in maniera costante dei figli. Se l’anime giapponese descrive quella che è davvero la vita dopo un disastroso terremoto, tra spavento, primi soccorsi e il terrore delle continue scosse di assestamento, la frustrazione e la rabbia delle vittime trova un contraltare nella loro disciplina, e nella compostezza che li accompagna in tutto il viaggio verso casa, dalla fila per salire sul traghetto alla richiesta di una razione di cibo, o nell’utilizzo del bagno.

La sua prima apparizione avvenne sulla Fuji TV, dove andò in onda dal 9 luglio al 19 settembre del 2009. Fu poi trasmesso anche in Italia, dove fino all’agosto del 2011 ne furono date alcune repliche su RAI 4. Vincitore dell’Excellence Prize al Japan’s Media Art Festival, venne più volte trasmesso in patria fino al marzo 2011, quando le puntate vennero definitivamente interrotte, proprio in seguito al sisma che realmente si verificò l’11 marzo dello stesso anno.

Un cartone animato da vedere.

Vera Di Donato

Questo articolo è riproducibile indicando chiaramente il nome dell’autore, il sito e linkando la fonte www.ilpuntozero.com

 

Fonti di riferimento

http://www.animenewsnetwork.com/encyclopedia/anime.php?id=10704

http://tokyo-m8.com/gallery.shtml

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