Gli Egizi

Piramidi di Giza

La Sfinge

Nonostante la storia dell’Egitto non sia stata ancora datata con certezza, si suppone che il Nilo rappresentasse il punto centrale del territorio già dal 6.000 a.C., quando fu abituale per il popolo egiziano insediarsi stabilmente lungo le sue sponde. L’essiccazione del Sahara confinava gli abitanti sempre più verso il fiume, che offriva invece inondazioni ogni anno, fertilizzando anche quei terreni completamente asciutti che si stagliavano lungo le coste. Il terreno limaccioso regalato ogni volta dal Nilo che indietreggiava dalla sua piena lasciava ai contadini il compito di intraprendere una pratica agricola che si consolidò presto nel tempo, rendendo le zone circostanti irrigate e arricchite di nutrimento. Ciò facilitò lo stanziamento sociale lungo le rive del fiume.

La prima antica dinastia egizia di cui si ha notizia risale al 3.100 a.C., quando, grazie alla prosperità della popolazione, lo stanziamento poté unificare l’Alto e il Basso Egitto in un regno unico, che gli egittologi fanno coincidere con l’inizio della sua civiltà.
La tradizione attribuisce l’unione delle due regioni ad un re di nome Menes, il cui significato era “fondatore”, anche se della stessa epoca il governo era attribuibile ad un sovrano di nome Narmer. È questo il momento della prima dinastia storica d’Egitto che stabilisce il controllo sull’intera lunghezza navigabile del Nilo. La prima di trenta dinastie egiziane che, attraversando indisturbata i tre millenni a seguire, rappresenta un esempio di continuità sociale che era possibile attribuire, nella storia dell’umanità, solo alla Cina.

La capitale scelta all’epoca era Memphis, vicino all’attuale Cairo. Il culmine della potenza egizia, raggiunto tra il 2.000 e il 1.200 a.C. attribuì maggiore importanza alla città di Tebe, più vicina al Nilo. Le piramidi, la cui erezione ci è ancora ignota, sono ancora oggi l’esempio della grandezza di Memphis e dell’Antico Regno, collocato tra il 2.580 e il 2.130 a.C. I Templi di Karnak e Luxor sono invece l’indice della stravaganza e opulenza raggiunta da Tebe tra il Regno di Mezzo e il Nuovo Impero.
L’Antico Regno inizia diversi secoli dopo l’unificazione dell’Egitto. In quel periodo si sa poco dei faraoni, tranne i nomi di alcuni di loro, derivanti da iscrizioni su pietra. Già all’epoca gli egizi conoscevano la scrittura e avevano a disposizione un sofisticato calendario.

Le tre piramidi di Giza

È al periodo compreso tra il 2.550 e il 2.470 che viene attribuito l’innalzamento della piramide di Giza e delle due vicine, erette forse per Cheope e per suo figlio Chefren (a cui è attribuibile forse anche la Sfinge) e suo nipote Menkure. È questo anche il momento in cui inizia la pratica della mummificazione, al fine di preservare il corpo per la vita nel mondo a venire. Il primo esempio conosciuto di corpo mummificato è quello di Hetepheres, la madre di Cheope, le cui interiora furono ritrovate in alcuni vasi canopi.

Le tre piramidi di Giza e la correlazione stellare

Per molto tempo si è pensato che l’innalzamento delle piramidi fosse dovuto alla conservazione dei corpi. Si riteneva che le stanze all’interno contenute fossero destinate alla tutela dei sarcofaghi. Probabilmente non è così. In effetti i corpi mummificati non furono trovati all’interno delle piramidi, e queste tuttora costituiscono un mistero, sia per il momento in cui furono realmente costruite, sia in merito all’uso che ne fu fatto.

Costellazione di Orione

La stessa Sfinge apre numerose ipotesi ad una retrodatazione che sembra ormai inevitabile, nonostante gli egittologi non concordino né con gli archeologi né con esperti in climatologia. Secondo questi ultimi infatti, vi fu un tempo molto più remoto di quanto si sia osato datare questa civiltà in cui il Sahara era un territorio lussureggiante di vegetazione, e la cui desertificazione iniziò solo in seguito ad una mutazione del campo magnetico terrestre. Sarebbe forse quello il periodo in cui fu scolpita la Sfinge.

La sua testa, infatti, così clamorosamente piccola rispetto al corpo, è vista da Jhon West come un enorme leone scolpito nella roccia da un gruppo di sconosciuti artisti circa diecimila anni fa e riscolpita solo molto tempo dopo, quando, alla fine dell’era glaciale, si era erosa per via delle numerose piogge dovute al nuovo clima. La stessa testa, sarebbe stata poi nuovamente trattata in epoche più recenti, rispondendo all’esigenza di somiglianza con i faraoni.

Piramide di Giza - cunicoli trovati all'interno

Robert Beauval nutre dubbi anche riguardo l’epoca delle piramidi di Giza. La loro collocazione architettonica, infatti, le orienterebbe verso la posizione di Orione nel cielo, in una data precisa: 10.500 anni fa. A quel tempo, secondo lo studioso, la Sfinge aveva lo sguardo rivolto alla costellazione del Leone, e la sua disposizione, come quella delle tre piramidi mostra che gli Egizi, nel costruirle, risposero al principio “Come in cielo, così in terra”. Impensabile, dunque, parlare di un errore di calcolo, che sarebbe stato clamoroso e soprattutto esagerato, tenendo conto del perfetto allineamento delle piramidi ai punti cardinali.

Teotiuacan in Messico

I calcoli sui quali furono costruite mostrano che un popolo che non conosceva la ruota, né l’uso della carrucola, era capace di un allineamento impeccabile, situando le piramidi perfettamente in asse nord-sud ed est-ovest. La piramide di Giza sembra rappresentare un modello matematico dell’emisfero nord e incorpora il valore trascendentale del pi greco, il rapporto tra il diametro di un cerchio e la sua circonferenza. Quello che ritroviamo nella grande piramide è il sistema avanzato della matematica superiore e di una metodologia che avrebbe dovuto essere, all’epoca, sconosciuta. Lo stesso valore trascendentale è riscontrato nell’inclinazione della piramide di Teotiuacan in Messico, quella che dagli indios sarebbe stata definita la “città degli dei”. Più grande della Roma imperiale, Teotiuacan aveva dei bacini che, riempiti d’acqua, riflettevano il cielo e le increspature dell’acqua avvertivano nel caso dei terremoti. I templi alle estremità opposte rappresentavano i corpi celesti.

Tiwanako, in Bolivia

Agli equinozi, il 21 marzo e il 21 settembre, le piramidi di Teotiuacan gettavano ombre gigantesche lungo il proprio asse, che le definiva degli orologi perfetti per un popolo che era ossessionato dalla misurazione del tempo e dalla precessione, il lento e incessante movimento della Terra intorno al proprio asse. Una sorta di reincarnazione nelle stelle si realizza allora a Teotiuacan, come accade anche per Tiwanaco, in Bolivia.

Osiride, Sirio e la Grande piramide di Giza

Per gli antichi egizi, invece, la costellazione di Orione era il dio Osiride, signore dei morti e dell’al di là. Beauval ne trova la rappresentazione in tutta la piramide di Giza, nella quale furono ritrovati dei fori, piccoli cunicoli orientati verso l’alto che per gli egittologi erano solo condotti per l’aerazione. Secondo Beauval invece rispondevano ad un’elevazione dello spirito verso l’alto, verso il mondo oscuro di Iside e Osiride e del regno dei morti, di cui la stella Sirio illuminava il cammino. Per gli antichi egizi Orione era Osiride e dai testi antichi scoprì che la via degli inferi, o via della resurrezione, portavano a Orione e alla stella Sirio o Iside, e dovevano favorire, nel corso di una cerimonia segreta, la resurrezione dei faraoni morti come stelle nella costellazione di Orione.

Le tre piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, allora, viste dall’alto e in pianta, affiancate alle tre piramidi minori, che hanno lo stesso nome di alcune stella della costellazione di Orione, creano un allineamento speculare a quello delle stelle della cintura di Orione. A Giza si riflette il principio che rispecchia sulla Terra quanto visibile in cielo in un’epoca che sembra ormai essere chiara a molti: il 10.500 a.C.

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2 thoughts on “Gli Egizi

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