Il DNA

Raffigurazione del DNA

Il DNA, alla base dell’esistenza, è rappresentato da una doppia elica che contiene tutta l’informazione genetica del corpo. Delle due eliche, una, da sola, contiene tutte le informazioni necessarie a formare i composti della vita: gli amminoacidi. Da questi, dai 20 amminoacidi conosciuti, derivano le proteine, i cosiddetti “mattoncini della vita”.
Ciascun amminoacido è rappresentato da una sigla di 3 lettere maiuscole. La doppia elica, serve a codificare la presenza dell’amminoacido in un posto oppure in un altro.
La matrice che si forma è basata sulla presenza di 64 possibilità, che vanno a costituire il nostro codice genetico.

I 20 amminoacidi isolati - fonte www.geneinfinity.org

Negli ultimi anni gli scienziati parlano di mutazioni genetiche spontanee.
Ma di che si tratta esattamente?
Delle 64 stazioni alle quali possiamo riferirci, appare chiaro che, ormai da tempo immemorabile, ne troviamo attivabili solo 20: quelle degli amminoacidi, appunto. Per il resto, tuttavia, abbiamo delle antenne possibili, ma ancora sconosciute, che risultano “dormienti”.
Anche se la scienza ufficiale non sa spiegarsi come, capita talvolta che qualcuno di questi canali si “risvegli”, e che sopravvenga una sorta di mutazione, inspiegabile a livello scientifico. In quel caso si parla di mutazione genetica spontanea. In altre parole, è come se un altro codice, lungo la striscia delle 64 possibilità, fosse attivato su sollecito di qualcosa di più profondo ma del quale siamo ignari, e quel/quei codici ai quali non avevamo accesso prima, diventassero, all’improvviso, attivi e funzionanti. L’effetto è quello di una lampadina che si accende di colpo, riconoscendo una sintonia diversa con l’impronta genetica fornitaci alla nascita, e che, insieme a quella, dia le informazioni per una nuova griglia di possibilità. Si apre così, anche per la scienza, un canale riservato allo studio della nostra tecnologia interiore.


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