Il passaggio di Nibiru: ritorno al punto zero

Nibiru o Planet X... fonte www.bashar.org

Nibiru, questo sconosciuto…
Nibiru sembra essere un corpo celeste quasi ancora del tutto sconosciuto nella nostra galassia, soprattutto per via di miti e leggende che lo circondano. Cosa si nasconde dietro la presunta esistenza di questo pianeta? C’è qualcosa di vero o sono solo bellissime storie tratte dalla fantasia degli scrittori? Definito anche XII pianeta, Nibiru venne citato dallo scrittore Zecharia Sitchin in uno dei suoi libri, intitolato appunto Il dodicesimo pianeta, pubblicato nel 1976. Perché dodicesimo, intanto, e non decimo, come molti altri sostengono? Vediamo di dare una spiegazione partendo dall’inizio.

Orbita del Planet X - fonte www.bashar.org

Zecharia Sitchin, scrittore di fama mondiale, ha fatto riflettere e discutere sugli scenari apparentemente inverosimili ipotizzati in merito alle origini della razza umana. Interpretando gli antichi testi dei Sumeri, si impose all’attenzione pubblica sostenendo che la razza umana discendesse dagli originari abitanti del lontano pianeta Nibiru, gli Anunnaki. Quello che egli indicava come dodicesimo pianeta non era altro che l’interpretazione di una antica tavoletta sumera in argilla che riportava dodici puntini, considerati tutti rappresentazione di pianeti e non – più genericamente, come avrebbero detto altri studiosi in seguito – di corpi celesti. Il fatto che il presunto Nibiru non appartenesse – di fatto – alla Via Lattea rendeva ancor più complicato individuarne la traiettoria, che secondo Sitchin era ellittica, molto simile a quella delle comete, e orbitante intorno al nostro Sole ogni 3600 anni.

Secondo l’autore, il passaggio di Nibiru avverrebbe, all’interno della nostra galassia, in orbita tra Marte e Giove, solo ogni 3600 anni e fu proprio durante una di queste sue digressioni, circa mezzo milione di anni fa, che avrebbe avuto origine la contaminazione con il nostro pianeta. Da lì, i biblici Nephilim – chiamati Anunnaki dai Sumeri – i Giganti “buttati giù dal cielo” conquistarono il pianeta e si unirono ai discendenti di Adamo, dando vita agli antichi dèi dalle gesta mitiche, che ritroviamo nell’Antico Testamento, e poi all’uomo come oggi lo conosciamo. Sul perché gli Anunnaki si sarebbero spinti sulla Terra, è altro discorso, di cui Sitchin parlò nel già citato libro, e che affronteremo successivamente. Quello che emerge con ogni evidenza è che già allora, in qualche modo, si poteva parlare di ingegneria genetica perché l’uomo era stato creato a “immagine e somiglianza” di un altro essere. Ed ecco anche spiegato il cosiddetto anello mancante che potesse collegare l’Homo Erectus all’Homo Sapiens. L’orbita ellittica di Nibiru, oltre alla sua notevole distanza dalla nostra galassia, impediva però che il pianeta fosse visibile, in quella traiettoria al suo interno, se non nel momento in cui questo era vicinissimo alla Terra.

Le previsioni catastrofiche riguardo quello che è considerato il Giorno del Giudizio, l’Apocalisse, il 21 dicembre 2012, data che tradizionalmente è indicata per evidenziare la fine del lungo computo del calendario maya, il passaggio simbolico verso la Nuova Era dell’Acquario, le teorie New Age e tutto quanto riguardi l’ingresso nella quinta dimensione, lasciano intendere, in molte interpretazioni, che Nibiru sia pienamente coinvolto dal fenomeno, se non addirittura il vero protagonista. I video diffusi in internet fanno immaginare non solo che questo pianeta possa realmente esistere – ricordiamo che non ne è mai stata realmente dimostrata ufficialmente l’esistenza– ma che la sua vicinanza all’orbita terrestre possa creare non pochi problemi durante il suo passaggio.

Ciò che fa riflettere è che i Sumeri furono una delle più grandi tra le civiltà antiche a realizzare previsioni astronomiche precise, riguardanti anche l’esistenza dei pianeti più lontani, come Urano, Nettuno e Plutone, stando a quanto pervenutoci dall’interpretazione di tavole cirilliche. Perché, allora, non dovremmo credere alle previsioni riguardanti il passaggio di un pianeta, sebbene lo stesso sembri intercettare la nostra orbita “solo” ogni 3600 anni?

Il Sistema Solare

Forse uno dei problemi maggiori sta nell’appunto che venne fatto a Sitchin in merito alla sua personale interpretazione dei testi sumeri. I dodici puntini sulla tavoletta, intanto. Questi non rappresenterebbero dodici pianeti (inclusi la Terra e il suo satellite, la Luna), ma solo dodici corpi celesti, andando così a intendere che i Sumeri, in quella raffigurazione, non vedessero affatto Nibiru in quanto pianeta, ma solo una normalissima stella. Altri studiosi di testi sumeri sostengono inoltre che l’antica popolazione, per quanto tecnologicamente avanzata, non conoscesse affatto i pianeti più esterni: Urano, Nettuno e Plutone.

Giganti...

Sitchin rappresenta oggi, a quasi due anni dalla sua morte, ancora uno dei maggiori interpreti dei caratteri cirillici. I Sumeri sono considerati tra le civiltà più antiche presenti sulla Terra e alcuni sostengono trattarsi addirittura della prima civiltà; accanto ad altri che al primo posto metterebbero quella indiana. Fatto sta che la loro evoluzione mostra testimonianze scritte pervenute su argilla risalenti almeno al 3.500 a.C., quando in Mesopotamia le città-stato come Nippur, Lagash, Eridu e Ur si imponevano da tempo a livello politico e sociale. Non a caso anche il sistema di numerazione sumero era il più evoluto: comprendeva anche lo zero ed era sessagesimale. A fronte, dunque, di una errata interpretazione della tavoletta in questione, non mancherebbero altri elementi a sostegno della tesi sitchiniana.

Giganti o Nephilim

Primi tra tutti, i numerosi e dislocati ritrovamenti di scheletri, teschi, resti di ossa appartenenti ad esseri giganti, ma dalla struttura pressoché identica alla nostra, farebbero presupporre che le teorie di autori come non solo Sitchin, ma Kramer e molti altri, possano essere convalidate, a meno che i ritrovamenti in questione non siano dei clamorosi falsi. La veridicità degli stessi, nonostante le tante scoperte, non è ancora approvata dall’archeologia ufficiale. Si tratta forse di una verità scomoda? Certo è che se fosse tutto vero, dovremmo riscrivere la nostra storia, e soprattutto, retrodatarla.

Sigillo sumero VA-243

Va inoltre specificato che molti debunkers della teoria sitchiniana si concentrano soprattutto sul famoso reperto noto come VA243, il sigillo presentato nel libro Il pianeta degli dei, non considerando invece che l’autore giunse a formulare la propria tesi sulla base di una miriade di informazioni tratte da evidenze diverse.
Sul reperto, sono visibili i suddetti corpi celesti del Sistema Solare, quelli che Sitchin indicava come pianeti, diversamente da altri studiosi dei testi sumeri che ritenevano impossibile la conoscenza, per quel popolo, dei tre più lontani dal Sole: Urano, Nettuno e Plutone.

giugno 2012, Wenlock Wood, Little Wenlock, Shropshire fonte www.awaker.net

Dunque: i testi sumeri, Il dodicesimo pianeta di Sitchin e gli scheletri giganti. A tutto ciò va aggiunta una nutrita serie di cerchi nel grano la cui interpretazione, negli anni, ha rinviato più volte all’esistenza del Planet X o pianeta invisibile. Ciò non toglie che la paleoastronomia negli ultimi anni si sia ampiamente cimentata nello studio di pianeti che non compaiono nel nostro osservatorio astronomico attuale, ma che verosimilmente potevano occupare il cielo di migliaia di anni fa, raggruppati in costellazioni poi raffigurate in modo speculare da strutture terrene, secondo la logica del “come in alto, così in basso”.
I numerosi osservatori a cielo aperto, come le piramidi di Giza, i megaliti di Stonehenge, i Moai dell’isola di Pasqua, e, nel nostro piccolo panorama italiano, la piramide di Bomarzo e la “Stonehenge” sarda, il parco archeologico di Pranu Mutteddu vicino Goni con i suoi menhir, rappresentano dei naturali punti di osservazione del cielo che lasciano intuire un orientamento astronomico diverso rispetto a quello attuale. Non dovrebbe allora apparire strano che una popolazione così evoluta come quella sumera possa aver raffigurato un pianeta visibile ad occhio nudo – e di così vaste dimensioni – nel momento in cui questo appariva tanto vicino alla Terra. Non dovrebbe apparire inconsueto quando la prospettiva dalla piramide di Giza era quella della costellazione di Orione, databile intorno a 10.500 anni fa. Ed è la stessa logica che spinge a considerare una retrodatazione per popolazioni che, come gli Egizi, vengono ancora collocate a 2.500 anni fa, epoca in cui resta ufficialmente stabilita la costruzione delle piramidi: una datazione che appare sempre più incongruente e anacronistica. Potevano, gli Egizi, partendo dalla base della piramide principale, raffigurare una costellazione che apparisse – come vediamo oggi – spostata di alcuni gradi rispetto al suo speculare nel cielo? La stessa Sfinge sembra recare tracce di piogge risalenti ben più che a duemila anni fa. Il sito di Tiwanacu, in Bolivia, venne datato 17 mila anni fa, ma fino agli anni scorsi tali affermazioni erano derise dagli archeologi più tradizionalisti. Del resto, non bisogna andare molto in là per trovare numerosi esempi di anacronismi storici, rispetto alla scienza comune, che tende spesso a bypassare le cosiddette “anomalie” relegandole in una serie di prove che infrangono le regole, grazie ad una sorta di filtro cognitivo, come sostennero gli studiosi Michal A. Cremo e Richard L. Thompson nel loro controverso saggio “Archeologia proibita”.

Basti pensare ai mammut trovati in Siberia, o alle antiche mappe che mostrano il continente antartico già secoli prima che fosse effettivamente scoperto; o alle osservazioni di Platone in merito ad Atlantide; il ritrovamento di sculture olmeche dai tratti somatici smaccatamente africani databili almeno a 2000 anni fa, quando nel mesoamerica, secondo ogni logica, la presenza africana non era in alcun modo contemplata. E ancor più ai ritrovamenti, sempre in Siberia, ad opera dell’archeologa Jean Steel MackIntyre, dei resti di una popolazione databile almeno a 250mila anni fa. In questo caso il sito venne chiuso, e l’archeologa fu bollata per circa trent’anni, fino al successivo, e stavolta ritenuto plausibile – seppur difficile da accettare – ritrovamento dei resti di una popolazione databile addirittura a 300mila anni fa! I tempi erano cambiati, ma l’antifona era la stessa: una narrazione incongruente, che poteva tradire la realtà plausibile ma contro ogni logica comune sulle origini dell’uomo. Una storia scomoda, che andava, a tutti gli effetti, riseppellita.

Se ci concentriamo per un momento sulla serie di coincidenze di questo calibro, la raffigurazione di un pianeta, pur “di passaggio” nel cielo, un presunto Nibiru, non dovrebbe essere poi così fantastica. Soprattutto considerando che molti ricercatori individuerebbero in Nibiru non proprio una nana bruna, ma una sorta di piccolo sistema a sé stante con pianeti più piccoli e orbitanti intorno.

NASA

Nibiru e la NASA
Nel novembre 2010 su Icarus, nota rivista scientifica, comparve uno studio di John Matese e Daniel Whitmire, professori di astrofisica alla University of Louisiana di Lafayette. I ricercatori introducevano l’ipotesi di un corpo celeste di proporzioni giganti vicino alla cosiddetta (e ipotetica) nube di Oort, una sorta di alone sferico gravitante ai confini dell’orbita solare e costituito da milioni di nuclei di comete che lo rendevano simile ad un capace serbatoio. “Tyche”, il nome che venne dato all’ipotetico pianeta, secondo i ricercatori, avrebbe dovuto esser rilevato dalla WISE, la missione NASA lanciata nel dicembre 2009 allo scopo di individuare eventuali corpi celesti relativamente vicini alla Terraanche se estranei alla Via Lattea. La WISE fu “congelata” nel febbraio 2011, pur continuando la NASA ad analizzare la grossa mole di dati da questa forniti; dati che, secondol’Agenzia, sarebbero stati pubblicati in un’indagine consuntiva prevista per marzo 2012. In pratica, l’esistenza del pianeta Tyche – o di qualunque altro oggetto di grandi dimensioni vicino alla nube di Oort – doveva essere confermata o esclusa già qualche mese fa.
In una serie di domande e risposte sull’argomento, pubblicate nell’articolo Can WISE Find the Hypothetical ‘Tyche’? pubblicato sul sito NASA il 18 febbraio 2011 si è chiesto perché – se Tyche realmente esiste – ci sia voluto così tanto tempo per individuarlo all’interno del Sistema Solare. La risposta è stata che il pianeta emanerebbe una luce “troppo fredda e debole per essere identificata da un normale telescopio” e solo “telescopi sensibili agli infrarossi, se collocati nella giusta direzione, ne individuerebbero il bagliore”. Nel caso specifico, WISE è un telescopio sensibile all’infrarosso, che guarda in tutte le direzioni.

Proprio negli ultimi tempi la NASA parla di una contaminazione tra il passaggio di Nibiru e le leggende legate al calendario maya, al termine del lungo computo e al solstizio d’inverno, il 21 dicembre del 2012. Certo è che in quella data paiano coincidere le chiusure di tanti cicli, ma da qui a immaginare che quella di Nibiru possa essere una semplice favola improvvisata in chiusura di un’epoca è alquanto restrittivo, quando il libro di Zecharia Sitchin fece la sua comparsa in un’epoca non sospetta: era infatti il 1976 e il 2012 appariva ancora molto lontano…
Va detto inoltre che le varie leggende che legano il pianeta a catastrofi di immani proporzioni presumibilmente attese per fine anno sconfinano dal passaggio della cometa Elenin a Nemesis, scatenando più confusione tra i nomi che chiarezza nei fatti.

L’intervista rilasciata da David Morrison, Senior Scientist del NASA Astrobiology Institute al Cicap – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale – nel dicembre 2009 raccoglie venti domande e venti risposte messe in mostra dall’Agenzia Spaziale in merito al programma Ask an Astrobiologist sul cosiddetto pianeta invisibile. La NASA sembra voler sfatare qualunque mito riguardo la presenza di un possibile pianeta chiamato Nibiru, e sulla sua presunta scoperta avvenuta nel 1983, sostenendo che nonostante il censimento tenuto in quell’anno dall’IRAS, l’Infrared Astronomy Satellite, nessuna delle sorgenti infrarosse presenti fu identificata come Nibiru o Pianeta X. Vi fu poi una diceria sulla presenza di un decimo pianeta nel 1984, quando “la rivista Astrophysical Journal Letters pubblicò un articolo scientifico, intitolato Unidentified Point Sources in the IRAS Minisurvey ["Sorgenti puntiformi non identificate nel mini-censimento IRAS"], che parlava di varie sorgenti infrarosse senza controparte. Ma successivamente si scoprì che questi “oggetti misteriosi” erano galassie lontane (tranne uno, che era uno sbuffo di un “cirro infrarosso”), secondo quanto pubblicato nel 1987. Nessuna sorgente IRAS è mai risultata essere un pianeta. … Per farla breve: Nibiru è un mito privo di qualunque fondamento di fatto. Per un astronomo, le asserzioni persistenti a proposito di un pianeta che sarebbe “vicino” ma “invisibile” sono semplicemente stupide”.

Il ricercatore sostiene inoltre“Nibiru, è un nome dell’astrologia babilonese, associato al dio Marduk, compare come personaggio secondario nel poema Enuma Elish, dedicato alla creazione, secondo quanto registrato presso la biblioteca del re assiro Assurbanipal (668-627 a.C.). La Sumeria (o Mesopotamia) prosperò per molto tempo, tra il XXIII e il XVII secolo a.C. Le asserzioni secondo le quali Nibiru sarebbe un pianeta e sarebbe stato conosciuto dai Sumeri sono contraddette dagli studiosi che (a differenza di Zecharia Sitchin), studiano e traducono gli scritti dell’antica Mesopotamia. E ancora che, nonostante fossero una grande civiltà “di certo i Sumeri non conoscevano l’esistenza di Urano, Nettuno o Plutone. Non sapevano che i pianeti orbitavano intorno al Sole: un concetto che emerse per la prima volta nell’antica Grecia, duemila anni dopo la fine dei Sumeri.”

Sempre secondo lo scienziato, sarebbero smentibili bufale come: l’inversione della rotazione della Terra, la paventata e imminente inversione di polarità magnetica (malgrado sostenga che questa sia già avvenuta più volte in passato), eventi non controllabili derivanti dall’allineamento galattico dei pianeti, tempeste solari di proporzioni giganti e altre catastrofi similari.

Tutto sotto controllo, dunque, e Nibiru sarebbe più che mai il risultato della fantasia di Sitchin, sconfinante in un’immaginazione a rischio psicosi di massa…

Va considerato anche come negli ultimi anni le visioni catastrofiste rispetto al 21 dicembre 2012 si siano moltiplicate, sfruttando mediaticamente proprio la scadenza ufficiale del lungo computo del calendario Maya. In questo contesto, il presunto Nibiru è diventato – suo malgrado – protagonista di scenari apocalittici e il cinema vi ha trovato un piatto gustoso per imbandire ogni tavola.

Quello che non possiamo fare a meno di notare, però, pur da profani, è la massiccia presenza di informazioni – vere o false – che circolano in merito a questo pianeta o nana bruna che dir si voglia. Come a dire: bene o male, purché se ne parli… Ed è opportuno considerare quanto la stessa NASA, forse credendo di mitigare l’onda di informazioni che viaggiano in rete, abbia mantenuto un atteggiamento non troppo convincente.

NASA, Amy Mainzer - Principal Investigator NEOWISE

Il 29 settembre 2011, il video che ha fatto il giro del web (2 video a fine articolo). La conferenza pubblica tenuta dalla NASA in merito all’aggiornamento delle informazioni sugli asteroidi vicini alla Terra nel Sistema Solare, e rintracciati dal telescopio Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE), ha suscitato un vespaio di polemiche. In postazione, erano schierati i vertici migliori della ricerca, tra cui proprio Amy Mainzer (Principal Investigator NEOWISE, JPL, il censimento sugli asteroidi), che si è letteralmente incartata nel rispondere alle domande di un ragazzo a telefono che le chiedeva di negare il pericolo di Nibiru o Planet X. La donna non solo non ha saputo negare l’esistenza del fantomatico Nibiru, ma lo ha quasi confermato, sostenendo – in un coacervo di aggrovigliate spiegazioni – che alcune nane brune (nel prosieguo della risposta conferma proprio la scoperta di un centinaio di queste grazie al programma WISE) sono relativamente vicine alla Terra. La Mainzer non tralascia di specificare che una sorta di corpo celeste sembri percorre un’orbita quasi circolare. Voleva dire forse ellittica?

Le piccole esitazioni e le continue correzioni si fondono in una spiegazione poco in armonia con una risposta che si vorrebbe rassicurante. È proprio l’espressione della ricercatrice a innescare il dubbio. Lungi dal porre osservazioni sarcastiche in merito all’atteggiamento non verbale (e che pare tuttavia del tutto incongruente con quanto la studiosa sembra stia tentando di dire) ci poniamo una domanda: possibile che si tratti solo di un’emozione dovuta alla diretta?

NASA, discorso di Charles F. Bolden

In realtà, la NASA non sembra essere nuova a questi giochi di parole. Da qualche tempo circola un video (video a fine articolo), in rete, che sembra fatto apposta per scatenare il panico, più che per tranquillizzare. In un breve e poco chiaro intervento, Charles F. Bolden, direttore dell’Agenzia, parla della grande famiglia della NASA, e dell’importanza della sua preparazione ad un qualunque evento. Con un atteggiamento decisamente inconsueto, l’Agenzia Spaziale si rivolge proprio a tutti, affrontando il tema della preparazione alle emergenze da parte delle famiglie: Mettete a punto un piano di preparazione familiare, in casa vostra. Pensate ad una strategia di comunicazione per la famiglia. Bolden conclude dicendo: soprattutto siate preparati. Solito – cosa che non sembra – avvertimento, o la NASA sa più di quanto dice, pur lasciando intendere? Nessun commento, in questo caso, sulla faccia di Bolden: decisamente promosso. Non a caso è il direttore dell’Agenzia…

A questo punto, i dubbi si moltiplicano: forse proprio ora che ci stiamo avvicinando alla data presumibilmente fatidica la NASA vuole ufficialmente smentire certe voci andate troppo oltre?
Le venti domande e le venti risposte – organizzate in una bella e scolastica sequenza – sono forse un sistema per dissolvere discorsi fumosi e tacitare gli animi?
E soprattutto, il presunto “Tyche” (o dovremmo dire Nibiru, a questo punto…) potrebbe essere stato realmente individuato dalla WISE e la Mainzer, con il suo faccino poco convinto, non è stata in grado di smentirne l’esistenza?

Two suns in the sky - China

Sul web circolano notizie di ogni tipo, anche in merito all’esistenza dei due Soli che si sarebbero visti tramontare in Cina qualche tempo fa (video a fine articolo), fenomeno che da molti è stato ampiamente descritto come semplice rifrazione ottica. L’evento, rarissimo, sarebbe noto come Parhelion e si genererebbe in particolari condizioni atmosferiche in cui la luce attraversa minuscole gocce d’acqua in sospensione. Il risultato sarebbe un Sole circondato da un alone, due Soli, o anche tre. Eventi simili sono stati ripresi, in momenti diversi, a New York, Bangkok, Dubai, in Russia e in Grecia.
Altri avrebbero parlato di Betelgeuse, una supergigante rossa la cui esistenza è realmente dimostrata (fa parte della costellazione di Orione) e nota fin dall’antichità; di questa John Herschel scoprì la variabilità già nel 1831. Già questo giustificherebbe in parte l’aumento e la diminuzione di luminosità dell’astro, dunque la sua visibilità maggiore o minore nel cielo nei diversi periodi.
Altri ancora vedono in questo secondo Sole un altro corpo celeste che si starebbe avvicinando sempre più pericolosamente alla nostra atmosfera. In questo caso, si pensa ci sia tutto un progetto volto a nascondere il fenomeno agli occhi di noi comuni mortali, grazie ad una schermatura olografica ben studiata che, insieme ad un grandioso intervento di bombardamento ai metalli piovuto dal cielo, andrebbe a coprire, con una grande foschia mattutina e serale, l’alba e il tramonto dei due Soli, o del nostro unico Sole affiancato dall’altro corpo celeste altrimenti ben evidente.

Scie chimiche - fonte scienzamarcia.altervista.org

Ricordate le scie chimiche, il progetto H.A.A.R.P. e altre simili sciocchezze, come vengono definite da troppi siti di debunking? Oltre al tristemente noto programma di controllo globale del clima previsto per il 2025, tali eventi si pensa andrebbero a mascherare, almeno in parte, tutta una serie di fenomeni altrimenti visibili ad occhio nudo nel cielo, come le orbs – le sfere di luce che molti sostengono di aver visto volteggiare e che si ritengono strettamente connesse ai cerchi nel grano – e ad altri oggetti presumibilmente non identificabili.

Galissas Bay, Grecia, 2009 - fonte www.flickr.comphotos.jotpeh

I Maya e gli altri popoli che credevano in una Nuova Era hanno davvero individuato in tempi così lontani un grande corpo celeste in dirittura d’arrivo verso la nostra atmosfera? Dobbiamo credere al passaggio della stella blu e alla quinta dimensione? E gli stessi Hopi, nella profezia dell’Ultimo pianto, non avevano forse parlato del ritorno di Blu Star Kachina, proprio successivo al manifestarsi di un secondo Sole, come avvenne migliaia di anni fa e come è testimoniato nei documenti antichi? Dovremmo semplicemente cancellare tutto questo, o circoscriverlo e bollarlo come leggenda?

Qualunque possa essere la risposta – e poiché i nostri cervelli ancora funzionano – continuiamo a chiederci se un Nibiru qualsiasi orbiti davvero vicino a noi, poiché l’atteggiamento della NASA non ci sembra affatto persuasivo…

Vera Di Donato

Questo articolo è riproducibile indicando chiaramente il nome dell’autore, il sito e linkando la fonte www.ilpuntozero.com

Fonti di riferimento

http://www.dcsi.net/~bluesky/bs5.htm
http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274109
http://astrobiology.nasa.gov/ask-an-astrobiologist/intro/nibiru-and-doomsday-2012-questions-and-answers
http://astrobiology.nasa.gov/ask-an-astrobiologist/popular/
http://www.nasa.gov/mission_pages/WISE/news/wise20110218.html
http://www.nasa.gov/topics/earth/features/2012.html
http://codenamejumper.wordpress.com/2010/02/09/il-sigillo-va-243/
http://vaticproject.blogspot.it/2011/07/nasa-admits-possibility-of-companion.html
http://scienzamarcia.altervista.org/dossier.html
http://www.tankerenemy.com/2009/08/se-il-controllo-del-clima-diventa.html
http://centroufologicotaranto.blogspot.it/2007/08/fenomeni-naturali-rari-ecco-il.html
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2454&keywords=fabio+mini
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3772&keywords=nasa

 

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