Leonardo Fibonacci

Leonardo Fibonacci

Nato a Pisa nel 1170, Leonardo Fibonacci era figlio di un mercante pisano dedito ai traffici nel Mediterraneo e fu abituato fin da piccolo a vivere nei paesi arabi, dove apprese i principi dell’algebra e del calcolo. Spesso presente alla corte dell’imperatore Federico II di Svevia, divenne presto tra i principali creatori delle cosiddette “scienze esatte”, che riportavano in auge gli stati italiani dopo l’oscurantismo medioevale.
A lui si deve l’ideazione di un principio, detto la “sequenza di Fibonacci”, secondo il quale si ha una serie di numeri, ciascuno dei quali rappresenta la somma dei due che lo precedono.

Tale scoperta rappresentò la prima progressione logica della matematica, e trovò grande applicazione nelle sue successive composizioni. Tra le sue opere più importanti, va ricordato il “Liber abaci”, che raggruppava tutte le conoscenze algebriche ed aritmetiche, oltre ad essere fondamentale per lo sviluppo della matematica nell’Europa occidentale e nella semplificazione dei commerci.

Il nuovo sistema di numerazione, quello indo-arabico, attribuiva alle cifre un determinato valore a seconda del posto che occupavano. Fu per questo che Fibonacci introdusse un nuovo simbolo, lo zero o “0”, atto a designare le posizioni vacanti.

La sequenza risultava allora composta da una serie di numeri ed era simile a questa: 0,1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89,144 ecc. e presentava diverse proprietà.

Perché la serie di Fibonacci ha un ruolo così importante?
Si tratta di una sequenza che ritroviamo, dapprima a livello matematico, e che successivamente trova riscontro in ogni campo di applicazione: dal disegno all’architettura, dalla biologia all’economia, ai sistemi informatici, fino ad arrivare al segmento aureo.

Dalle forme naturali, quali la spirale delle conchiglie, al numero dei petali di un fiore, sembra che i numeri del matematico pisano tornino sempre in tutto ciò che ci circonda. Nel corpo umano, in misura diversa tra l’uomo e la donna, la serie di Fibonacci governa i rapporti in una proporzione che è sempre la stessa, e che ritroviamo alla base di tutte le popolazioni. Il codice che si ottiene dividendo questi numeri uno per l’altro sarà un rapporto sempre identico, perché la proporzione che ci governa, sia dentro che fuori dal nostro corpo, è sempre la medesima.

Se ci sforziamo un po’, riusciamo a trovare dei collegamenti utili all’argomento che trattiamo, e in modo particolare con il 21, che sembra essere un numero che si ripete più volte, sia in campo astrologico che profetico. Basti pensare al numero dei frammenti che colpirono Giove nel 1994, alle 21 onde d’urto che attraversarono lo spazio e colpirono la terra, alla quartina indicata da Nostradamus come profezia di fine anno, e proprio alla data che ci è cara: il 21 dicembre 2012.

Per un articolo molto interessante su questa serie numerica e le sue curiosità, vi rimando al seguente link: http://www.nonsolocittanova.it/fibonacci.htm.


Leonardo Fibonacci

Nato a Pisa nel 1170, Leonardo Fibonacci era figlio di un mercante pisano dedito ai traffici nel Mediterraneo e fu abituato fin da piccolo a vivere nei paesi arabi, dove apprese i principi dell’algebra e del calcolo. Spesso presente alla corte dell’imperatore Federico II di Svevia, divenne presto tra i principali creatori delle cosiddette “scienze esatte”, che riportavano in auge gli stati italiani dopo l’oscurantismo medioevale.
A lui si deve l’ideazione di un principio, detto la “sequenza di Fibonacci”, secondo il quale si ha una serie di numeri, ciascuno dei quali rappresenta la somma dei due che lo precedono.

Tale scoperta rappresentò la prima progressione logica della matematica, e trovò grande applicazione nelle sue successive composizioni. Tra le sue opere più importanti, va ricordato il “Liber abaci”, che raggruppava tutte le conoscenze algebriche ed aritmetiche, oltre ad essere fondamentale per lo sviluppo della matematica nell’Europa occidentale e nella semplificazione dei commerci.

Il nuovo sistema di numerazione, quello indo-arabico, attribuiva alle cifre un determinato valore a seconda del posto che occupavano. Fu per questo che Fibonacci introdusse un nuovo simbolo, lo zero o “0”, atto a designare le posizioni vacanti.

La sequenza risultava allora composta da una serie di numeri ed era simile a questa: 0,1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89,144 ecc. e presentava diverse proprietà.

Perché la serie di Fibonacci ha un ruolo così importante?
Si tratta di una sequenza che ritroviamo, dapprima a livello matematico, e che successivamente trova riscontro in ogni campo di applicazione: dal disegno all’architettura, dalla biologia all’economia, ai sistemi informatici, fino ad arrivare al segmento aureo.

Dalle forme naturali, quali la spirale delle conchiglie, al numero dei petali di un fiore, sembra che i numeri del matematico pisano tornino sempre in tutto ciò che ci circonda. Nel corpo umano, in misura diversa tra l’uomo e la donna, la serie di Fibonacci governa i rapporti in una proporzione che è sempre la stessa, e che ritroviamo alla base di tutte le popolazioni. Il codice che si ottiene dividendo questi numeri uno per l’altro sarà un rapporto sempre identico, perché la proporzione che ci governa, sia dentro che fuori dal nostro corpo, è sempre la medesima.

Se ci sforziamo un po’, riusciamo a trovare dei collegamenti utili all’argomento che trattiamo, e in modo particolare con il 21, che sembra essere un numero che si ripete più volte, sia in campo astrologico che profetico. Basti pensare al numero dei frammenti che colpirono Giove nel 1994, alle 21 onde d’urto che attraversarono lo spazio e colpirono la terra, alla quartina indicata da Nostradamus come profezia di fine anno, e proprio alla data che ci è cara: il 21 dicembre 2012.

Per un articolo molto interessante su questa serie numerica e le sue curiosità, vi rimando al seguente link: http://www.nonsolocittanova.it/fibonacci.htm.


One thought on “Leonardo Fibonacci

  1. Un particolare ambito della successione di Fibonacci è quello che la pone in relazione con la struttura di elementi naturali apparentemente disposti a caso (le nuvole, la forma di una costa, la disposizione dei petali dei fiori) e con la struttura sub-atomica. Questi temi sono affrontati nel mio nuovo romanzo, in uscita il 19 giugno, intitolato IL NUMERO DI DIO (Leone Editore).
    La successione di Fibonacci prevede appunto che il rapporto tra i numeri che la compongono, man mano che questi crescono, si avvicini tendenzialmente a 1,618.
    Questo numero è effettivamente il rapporto che ordina la struttura della materia e che viene spesso iconizzato ricorrendo alla forma di una conchiglia, disposta a spirale.
    Nel libro sono riportati numerosi fatti veri, attinti dalla cronaca nazionale ed estera e posti in relazione tra loro.
    Se ne ottiene una teoria, certamente oggetto di possibili obiezioni, che se accolta sembra fornire una insidiosa spiegazione circa il “luogo” ove cercare l’origine della materia e il punto di incontro tra scienza e fede

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